L'Eternauta

Speciale di Damiano Ceron tratto dal sito Imente ...

di MassimilianoClemente

Eternauta
01/12/2001

 

 

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IL VAGABONDO DELL'INFINITO

Siete uno scrittore che tira tardi a lavorare in una fredda notte di Buenos Aires, quando d'improvviso una figura umana si materializza nella sedia di fronte a voi. Dice di chiamarsi Juan Galvez e di essere chiamato il Vagabondo dell'Infinito. Ma non stupitevi se sentirete chiamarlo anche col nome di "Eternauta".
E' così che ha inizio la narrazione del più grande capolavoro del Fumetto di fantascienza, L'Eternauta, appunto.
Nato dalla mente di Hector G. Oesterheld e dalla matita di Francisco Solano Lopez, L'Eternauta rimane, ad oltre quaranta anni dalla sua pubblicazione, un "must" assoluto per chiunque si dichiari appassionato di fumetti e/o di fantascienza.
E sappiate che non esagero. Provate a chiedere a chi a già potuto conoscere le incredibili vicende di Juan Galvez e preparatevi ad ascoltare lodi sperticate: un'opera di un'intensità struggente che, una volta letta, rimarrà per sempre nel vostro cuore, quasi come un ricordo da voi vissuto.

 

 

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L'ETERNAUTA IN ITALIA

Pubblicato per la prima volta in Argentina nel 1957, L'Eternauta comparve in Italia nel 1970 su Linus (i disegni erano di Breccia) ma diventò un vero fenomeno solo nel 1977 con l'edizione Eura disegnata da Solano Lopez. Chi vi scrive nasceva in quell'anno, ma dal proprio padre ha potuto sentire dell'attesa interminabile del settimanale che pubblicava a puntate Il Vagabondo dell'Infinito.
L'Eura Editoriale raggiunse con quest'opera la completa maturità, diventando una delle più piacevoli realtà del fumetto nostrano con Skorpio e Lanciostory, ed ebbe il grande merito di aver avvicinato i lettori del fumetto popolare classico al "fumetto d'autore".
Praticamente introvabili i fascicoli del 1977, l'Eura ripropone L'Eternauta in tre bellissimi volumi cartonati di 224 pagine, 29X22, rilegati, del costo di £.15.000 l'uno (7.75€ NdR). La carta e la rilegatura sono ottimi e rendono l'opera attraente e gratificante. Sono usciti in edicola già da qualche anno ma dovrebbero essere ancora reperibili in librerie specializzate e al servizio arretrati dell'Eura Editoriale.
Un avviso: in Italia viene pubblicata una rivista di fumetti col nome "Eternauta" ma che NON contiene le avventure del Vagabondo dell'Infinito, che trovate unicamente sotto il marchio Eura.

 

 

 

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LA STORIA

Buenos Aires, Argentina. Una fredda notte d'inverno.
Juan Galvez, insieme agli amici Ferri, Herbert e Polski, gioca a ramino nella soffitta di casa sua. All'improvviso salta la luce. Silenzio. Un immenso silenzio. "Sta accadendo qualcosa" dice Herbert. Ha ragione. Dall'altro lato della finestra la morte scende dal cielo sotto forma di neve fluorescente. Tutte le forme di vita che entrano a contatto con questa silenziosa minaccia muoiono, tranne i pochi che al momento avevano le finestre chiuse. Juan è tra questi.
Così inizia l'invasione della Terra da parte dei misteriosi "Loro". Così inizia la lotta per la sopravvivenza di Juan e dei suoi amici, della moglie Elena e della figlia Marta.

 

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Legioni di insetti telecomandati, nubi che provocano allucinazioni e follia, ciclopici animali, i Gurbos, dal peso di centinaia di tonnellate, uomini robot, e infine i Kol, la razza intelligente che comanda l'invasione sotto gli ordini di "Loro". Juan Galvez dovrà combattere contro queste minacce per se stesso, per gli amici e i suoi cari, diventando comandante della misera forza di Resistenza.
Conoscerà così la sconfitta e la vittoria, l'orrore e il dolore. Conoscerà il canto di morte dei Kol, triste razza condannata alla schiavitù dalla ghiandola del terrore, "Mimnio Athesa, eioi".
Ma andrà oltre tutto questo, fino alla perdita di tutto, fino alla vittoria totale, fino a una fine che forse non è una fine. Universi paralleli, paradossi temporali, terre desolate, catastrofi smisurate; tutto questo dovrà affrontare il vagabondo dell'infinito prima di poter riposare…per poi ricominciare

 

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LA SCENEGGIATURA E I DISEGNI

E' Hector G. Oesterheld il padre de L'Eternauta. Classe 1922, sarà sempre ricordato come una vera leggenda dal mondo del fumetto.Dal 1950 al 1977 crea una mole impressionante di lavori collaborando con mostri sacri del disegno quali Pratt, Zanotto, Breccia, Duranona, Battaglia.
Purtroppo però non poté mai gioire del suo successo in Italia perché nel 1977 gli Squadroni della Morte, braccio armato dell'ottusità dei militaristi sudamericani, fecero di lui un desaparecido.
Chissà quanto ancora avrebbe potuto creare se i "Loro" della nostra epoca non se lo fossero portato via con la loro ignoranza.

Francisco Solano Lopez è la mano de L'Eternauta. Un tratto privo della malizia dei giorni nostri, senza compromessi o mezze misure: chiaroscuri fortissimi che contribuiscono a creare quell'atmosfera da incubo senza fine che pervade la storia.
Una matita, quella di Lopez, più alla ricerca degli stati d'animo dei protagonisti che di dinamismi superflui e spettacolarità fini a se stesse. In una parola, efficace. Come si potrebbe, infatti, dimenticare l'interminabile notte dell'invasione e l'assedio nello stadio del River Plate?
Qualcuno potrebbe considerarlo pesante e spesso ingenuo ma chi si sofferma su queste considerazioni dovrebbe ricordarsi che è un'opera nata nel '57 e che ha ancora diverse lezioni da impartire ai disegnatori di oggi.

 

 

LA CHIAVE DI LETTURA

Come ogni racconto di fantascienza che si rispetti, L'Eternauta non è solo un'avvincente storia ma è anche il ritratto di un'epoca, quella dell'Argentina dei desaparecidos. Come non associare agli insetti telecomandati dai Kol i militari al servizio del terrore e gli uomini robot a coloro asserviti alla dittatura? E non si prova un brivido rivedendo lo stadio del River come lager e luogo di esecuzioni? Oesterheld ha pagato con la vita l'averci insegnato a vedere l'orrore della violenza ma ci ha anche insegnato che solo lottando contro i "Loro" per la libertà l'uomo è veramente tale. Poco importa se l'esito è nefasto e lui ne è la prova.

 

 

IN CONCLUSIONE

Non ha importanza come, ma procuratevi L'Eternauta. Io posso parlarvene per giorni senza stancarmi ma le emozioni che susciteranno in voi le 660 pagine di capolavoro non posso comunicarvele. D'altronde se dopo quaranta anni L'Eternauta mantiene intatto il suo fascino un motivo ci sarà. Anzi, i motivi sono veramente tanti: a voi trovarne altri.

 

 

 
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Damiano Ceron