L'Uomo e la Fiaba
Frapponendo le immagini che ci accompagnano nel tempo, ancora non siamo riusciti a collocare, in una giusta ed equilibrata prospettiva, il rapporto che intercorre tra l’adulto e la fiaba...
di Flavia_Santi
Frapponendo le immagini che ci accompagnano nel tempo, ancora non siamo riusciti a collocare, in una giusta ed equilibrata prospettiva, il rapporto che intercorre tra l’adulto e la fiaba. Troppo spesso le fiabe hanno avuto per molti, una funzione marginale e pressoché superflua. Relegando la favola e il racconto narrativo ad un qualcosa di prettamente ludico. Senza approfondire seriamente, ciò che il contenuto e messaggio del racconto può esprimere. Da qui nasce l’esigenza di portare la fiaba, nella giusta luce che le compete.Partendo da questo presupposto ho preso in esame una fiaba che, per le sue esigenze narrative, esprime con molta semplicità il concetto che vi voglio esporre. La fiaba in questione è quella di "Pinocchio". Il bambino nella favola riesce, attraverso un processo d’identificazione con il personaggio, a rapportarsi ai vari problemi che deve affrontare nella vita. Favorendo il bimbo, nel trovare una soluzione adeguata e ottimale, per il suo sviluppo emotivo e affettivo. Si può incominciare con il dire, che la favola esprime con chiarezza la contraddizione che nel bambino, si viene a creare nel momento in cui racconta delle bugie. In sostanza, al bisogno interiore di nascondere con una bugia una marachella, si antepone un graduale allontanamento del bambino nei confronti dell’adulto. Un allontanamento emotivo e affettivo, che il bimbo avverte nel preciso momento in cui la bugia compare. Simbolicamente nella fiaba, quest’atto viene rappresentato con l’allungarsi del naso. Difatti il naso lungo, oggettivamente tiene lontana la persona fisica, in rapporto alla lontananza emotiva che si è venuta a creare tra il bimbo e l’adulto. Come tutti sappiamo, raccontare bugie o testimoniare il falso, è come creare una barriera che ci tiene lontani dalla verità. Si viene a creare una sorta di muro, che non ci permette di vedere e capire il nostro prossimo, con la serenità e lucidità necessarie.
Ed è esattamente questo il senso che la fiaba produce, attraverso l’immagine del naso che cresce a dismisura, a seconda delle bugie dette. Senza dimenticare che ci sono anche bugie che si dicono per non deludere le aspettative di un genitore. Come ad esempio cercare di negare un brutto voto scolastico, proponendone al genitore, uno più allettante. Il bimbo usa la bugia, per avvicinarsi all’aspettativa che il padre o la madre, hanno nei suoi confronti. Ma in realtà il bambino se ne discosta in maniera sistematica, poiché sotto il profilo emotivo è come se si spezzasse qualcosa. Quel qualcosa che è alla base di qualsiasi rapporto affettivo: la fiducia. Oltre a questo, si può prendere in esame il desiderio di Pinocchio nel voler divenire un bambino in carne e ossa, il che vuol dire raccogliere il bisogno d’evoluzione interiore, che ogni bimbo sa e vuole ottenere. Ogni bambino, nel suo intimo, si sente di legno, cioè comprende di non essere ancora completo né sul piano fisico né su quello emotivo. Per arrivare ad una maturità affettiva adeguata, il bimbo riconosce d’avere molteplici ostacoli e problemi da dover superare. Tanto per citarne alcuni, il rapporto con gli amici. Il bimbo può rimanere intrappolato da un rapporto d’amicizia non sincera. Lucignolo, il Gatto e la Volpe non sono che alcune chiare dimostrazioni di questi rapporti da evitare. La fiaba avverte il bimbo che esistono amicizie false, proponendogli una maniera semplice sul come fronteggiare e superare esperienze analoghe, che lo possono cogliere nel cammino della vita. Il messaggio della fiaba è abbastanza chiaro, e alla portata del bambino. In sostanza avverte il bimbo di non dare troppa fiducia a persone appena conosciute, o assecondare con imprudenza bambini che si reputano amici, ma che, di fatto, non lo sono.
Il terribile Mangiafoco è la chiara dimostrazione di come a volte, le persone che esteriormente sembrano burbere e cattive, nascondono invece nel loro intimo una personalità disponibile e pronta al cambiamento. Nella favola la Fata Turchina si trova sempre pronta ad aiutare Pinocchio, proprio quando il burattino s’imbatte in situazioni d’estrema difficoltà. La fata è la rappresentazione, di come una mamma sia sempre al fianco del piccolo, con premure e attenzioni che permettono al bambino di formare una personalità fiduciosa e sicura.
Il Grillo parlante, simboleggia l’importanza che hanno le virtù, come
la prudenza, la pazienza e soprattutto l’obbedienza ai genitori. Difatti la
lunga concatenazione d’eventi che avvengono nel racconto di Pinocchio, è iniziata
proprio con un atto di disubbidienza al proprio padre.
La funzione della fiaba non è quella di anteporsi al genitore, ma di aiutare
il genitore. Spesso i padri e le madri sono presi da troppi problemi d’origine
lavorativa, non hanno tempo da dedicare ai propri figli. Oltre a ciò ci si dimentica,
o si ha paura di affrontare, certe tematiche come l’ingiustizia, la morte, la
sofferenza ecc. Il bimbo viene così caricato d’aspettative da parte dell’adulto,
che molte volte sono deluse. Si cerca allora una risposta a ciò che è venuto
a mancare, ci si domanda il perché del susseguirsi di comportamenti strani da
parte dei figli. Addirittura ci si dimentica che il bambino è in una fase
evolutiva, tra le più difficili e irte di difficoltà. Ciò che per noi adulti
può essere normale consuetudine, per il bimbo può divenire un vero e proprio
problema. È in questo contesto, che la fiaba può adoperarsi a favore del genitore.
Proponendo soluzioni a problematiche emotivo-esistenziali, cui non sempre è
così facile dare risposta. La fiaba propone un modello semplice e chiaro, nel
quale il bambino si può identificare. Scoprendosi capace di affrontare difficoltà
emotive, senza averle mai consapevolmente sostenute. Dato che attraverso l’identificazione
con un personaggio fiabesco, si viene a creare, nell’inconscio del bimbo,
un’adeguata risposta, capace di superare disagi emotivi penosi e difficili.
Frasa

