Fumetto Futuro >> Stefano Casini
Stefano Casini è uno dei disegnatori di punta di Nathan Never, famoso personaggio della Sergio Bonelli Editore, ma non solo: ha realizzato anche altri lavori come autore completo tra cui: Digitus Dei. Il tempo rimanente lo dedica all'insegnamento presso la scuola Nemo.
di MassimilianoClemente
Che cosa intendi per fumetto?Una sequenza di vignette che, interagendo attivamente con un testo scritto, narrano una storia, descrivono una situazione o divulgano concetti. Un medium con codici e regole peculiari, una forma d'intrattenimento, un modello di creativià con una dignità propria, un modo per potersi esprimere liberamente in maniera autarchica e semplice, una tecnica di comunicazione. Che ne pensi dell'attuale panorama fumettistico? Aspetti positivi e negativi.
L'unico aspetto positivo che riesco ancora a vedere (ma non nego che ce ne potrebbero essere altri) è il fatto che, in un panorama nel quale ogni tipo di produzione dell'intrattenimento ha dei costi altissimi con la necessità di abbinarsi a tecniche sempre più sofisticate, il fumetto rimane l'unico che può ancora essere realizzato con una tecnologia semplice ed economica, in pratica ha ancora dei costi piuttosto bassi.
Per il resto riesco a vedere solo aspetti negativi, magari è diventata una mia idiosincrasia di cui non riesco a liberarmi, ma la crisi che circonda il nostro amato settore la vedo quasi senza via d' uscita, vista nell'ottica di un ritorno all'importanza sociale e culturale (?) che aveva il fumetto qualche anno fa.
Nel panorama fumettistico attuale vedo gli stessi atteggiamenti che ciclicamente avvengono in questo settore, la rincorsa a seguire delle mode, dei clichè, con il risultato di investire soldi nel modo sbagliato e spesso perdendoli senza aver fatto niente di rilevante, pubblicare materiale estero con poco criterio senza magari pensare di investire in giovani autori o in nuove proposte nostrane. Infine l'assoluta mancanza della capacità di autopromozione del fumetto all'interno dell'intero circo mediatico, la totale assenza di considerazione verso questo mezzo espressivo e verso tutti gli addetti ai lavori al punto di disconoscerne quasi la sua esistenza nell'intero corpo sociale. In poche parole: non contiamo niente. Quali strategie dovrebbero porre in atto e quali errori non commettere gli editori per promuovere maggiormente i propri fumetti?
Le strategie devono essere pensate in base al tipo di prodotto da promuovere, già avere un atteggiamento simile mi sembrerebbe una buona base di partenza. Poi più che di promozione penserei ad una buona distribuzione, non mi pare ci sia grande entusiasmo quando si parla di questo aspetto (riferendosi a quella delle librerie specializzate). Se si parla di edicola si deve pensare ad investimenti enormi che rimangono prerogativa di poche case editrici, per le librerie specializzate credo che quando il sistema distributivo funzionasse bene (cosa che non mi risulta), anche nei piccoli numeri si potrebbero trovare quelle risorse necessarie per attivare tecniche promozionali adeguate. Non mi pare che ci siano i presupposti. Il fumetto rimarrà come lo conosciamo noi, oppure si evolverà in qualcosa di nuovo, alla luce delle innovazioni tecnologiche e dei continui contatti con altri media (tv, cinema, internet, ecc)?
Credo che il fumetto rimarrà fumetto, su carta, realizzato magari con tecniche digitali, ma si chiamerà allo stesso modo e non cambierà di molto nelle sue peculiarità, semmai c'è da domadarsi quanta strada abbia ancora davanti? Che prospettive ci potranno essere nel futuro? I ragazzi saranno ancora interessati a questo tipo di comunicazione? Per quale motivo un ragazzo dovrebbe preferire leggersi un fumetto piuttosto che andare al cinema a vedersi Spider Man o giocare con Resident Evil? E' in questo panorama che diventa difficile tentare di dare le risposte, e stando a quello che accade adesso non mi sembrano prospettive tranquillizzanti.
Per il resto, tutto quello che potrà scaturire con l'interazione con altri media sarà necessariamente qualcos'altro, andrà ridefinito sia neologisticamente che come linguaggio, ma tutto fa pensare che l'avvicinamento del fumetto se ci sarà non sarà verso la staticità della sua rappresentazione, bensì verso il movimento e di conseguenza verso l'animazione. Argomenti correlati:
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