Massimiliano Rizzi

di Claudio Parentela

MASSIMILIANO, CIAO. UNA TUA PICCOLA PRESENTAZIONE...
Ciao… Beh, il nome vedo che lo sai già: completo le informazioni in tuo possesso aggiungendo che di cognome faccio Rizzi, sono nato nel 1974 e da circa due anni mi diletto nella realizzazione di vignette satiriche  (è una cosa che ho voluto precisare perché ho come il sospetto che l’intervista verterà su questo), vignette che si presentano come collage di parti di foto, spesso integrati da elementi di grafica in genere piuttosto essenziali. Quanto al resto, se ti può interessare, per ‘’guadagnarmi la pagnotta’’ monto video e realizzo piccoli lavori grafici… no, non immagini per francobolli o simili… ’’piccoli’’ in senso figurato, intendo. Scusa se non scendo ulteriormente sul personale, ma per quello ho promesso l’esclusiva a Tutto Uncinetto.

 

CON QUALI MEDIA, O MEGLIO COSA USI PER ESPRIMERTI ARTISTICAMENTE?
Grazie per aver detto ’’artisticamente’’ (ho già telefonato: due infermieri con apposita camicia ti stanno venendo a prendere). A parte gli scherzi, i miei strumenti sono due: uno è la mia mente bacata, che si occupa di partorire i testi (ebbene sì: neppure per quelli posso incolpare terze persone); lo strumento ’’pratico’’ è invece il PC, sia in una prima fase, la ricerca in Internet delle singole immagini che andranno a comporre quella finale, sia nella fase di elaborazione delle stesse tramite gli appositi softwares di fotoritocco. Per capirci: delle mie vignette non esiste alcun ’’originale cartaceo’’. E’ una soddisfazione, specie quando vuoi partecipare a concorsi che lo richiedono...

 

DOVE HAI PUBBLICATO I TUOI LAVORI, SU QUALI ZINES, MAGAZINES E ALTRO ANCORA?
Le mie immagini appaiono per la prima volta nel marzo del 2001 sul sito del magazine umoristico CaCtus, che mi lancia letteralmente dal nulla - mai fatto satira prima di allora! - con la rubrica ‘’Rizzi Quotidiani’’. Quella è la mia unica ’’vetrina’’ fino al successivo 1° ottobre quando, dopo avere imparato (almeno tecnicamente) come diamine si faccia, pubblico il mio sito ''CADUTA MASSI''. Da qui in avanti le proposte di collaborazione si moltiplicano, a partire da Trascendentale e da una nuova rubrica, ''Facce da Pixel'', ne Il Settimanale di Mostralfonso (la collaborazione più ‘’antica’’ tra quelle presenti) per giungere oggi a Broderie, L’Erroneo (a cui debbo invece la mia prima pubblicazione ’’cartacea’’) e Carognix. Infine, anche siti quali Granbaol, Peter Press, LobbyLiberal e L’Eco Mancina hanno talvolta deturpato le proprie pagine web con le mie vignette.

 

IN GENERE A COSA TI ISPIRI E COSA TI ISPIRA?
Mah… non so se sia opportuno parlare di ispirazione: se dovessi attendere quella, credo che il mio ritmo di lavoro passerebbe rapidamente da bisettimanale a tri/quadrimestrale… tutt’al più, posso tentare una ricostruzione del meccanismo che si mette in moto. Il punto di partenza sono ovviamente le notizie del telegiornale, della carta stampata o dei siti di informazione: ne capita sempre qualcuna che mi scateni il processo mentale giusto per una lettura in chiave comica, o, quantomeno, provocatoria. Le notizie che più spesso diventano vignette sono quelle di politica, sia interna che internazionale; non per mia scelta, devo dire, ma perché i protagonisti sembrano essere una miniera inesauribile di situazioni adeguate. Anche se, a ben rifletterci, su questo non c’è proprio nulla da ridere.

 

 

QUALI MESSAGGI OCCULTI & VELATI VUOI PROPINARCI?
Dovendo individuare un fattore comune che stia alla base delle mie vignette (della maggior parte quantomeno) penso si possa riscontrare il ricorrere del meccanismo della dissimulazione. Prendiamo ad esempio la guerra in Iraq: lo scopo dichiarato era quello di provocare la caduta di un dittatore sanguinario armato fino ai denti, ma quasi tutti - perfino molti interventisti, ho l’impressione - abbiamo pensato fin da subito al controllo del petrolio come l’obiettivo reale. Ricorderai il crollo della statua di Saddam, immagine-simbolo della caduta di Baghdad: in una mia vignetta, mentre la statua, tirata dalla fune, comincia a inclinarsi, dal piedistallo lesionato zampilla fuori un getto di petrolio. Penso di poter dire che tale meccanismo (non l’abbattimento dele statue, la dissimulazione!) si ripeta più o meno sempre. E ciò forse suggerisce, più o meno efficacemente e più o meno coscientemente - sia da parte mia che da parte di chi vede la vignetta - che è meglio non prendere per oro colato ciò che ci viene detto, o fatto vedere. Ecco, questo non so se possa definirsi ’’messaggio’’ - né tantomeno se sia occulto, velato o palese - ma credo sia tutto ciò che passa il proverbiale convento (sempre effettivamente lo passi)…

 

LE TUE METE ARTISTICHE & CIOE’ I TUOI SOGNI PIU' O MENO PROIBITI?
’’Artisticamente’’, ’’artistiche’’... vedo che gli infermieri tardano ad arrivare, eh? Ok, seriamente: riguardo ai contenuti (non li chiamo ’’testi’’ perché raramente passo attraverso una vera e propria fase di scrittura) mi piacerebbe riuscire a individuare meccanismi un po’ meno ’’scontati’’ di quelli di cui faccio uso di solito. Provo a spiegarmi: la satira, per così dire, prende di mira il potente di turno, e va benissimo; ma ho la sensazione che sarebbe ancora meglio (intellettualmente più onesto, si potrebbe dire) se nell’arroganza, nella violenza, nella meschinità e nell’ipocrisia del potente preso di mira, chi guarda fosse messo in condizione di riconoscere le proprie; insomma, mi piace che la satira riesca a gettare una sorta di ''ponte’’ tra la politica e il costume. Attualmente non so quanto (o se almeno ogni tanto) la cosa mi riesca: se ne fossi certo, avrei potuto magari darti una risposta meno vaga alla domanda precedente. E non avrei neppure tirato in ballo gli infermieri, pensa un po’! Riguardo alla forma, in futuro riprenderò senz’altro in mano anche la matita (è un esperimento che su Caduta Massi ho già tentato), con cui me la sono sempre cavata anche se devo migliorare parecchio (per esempio, sono un po’ troppo orientato sul realistico: per la satira, o almeno per la mia, funziona poco); e non mi dispiacerebbe esplorare settori ’’limitrofi’’ quali il formato a striscia o l’albo (quella di potermi dedicare al fumetto ’’tout court’’ è una mia vecchia aspirazione) o perché no, il cartone animato (anche partendo dalla manipolazione di fotografie, un po’ come in South Park). Anche se, facendo il vignettista, ho scoperto molto congeniale alla mia natura il lavorare a un’immagine che esaurisca in se stessa il proprio significato: alle prese con la sequenza di immagini di un fumetto, ad esempio, ho scoperto che a volte tendo ad ‘’arenarmi’’, e altre volte ad essere affrettato e approssimativo. Quindi, direi che nel breve e probabilmente anche nel medio periodo la mia forma di espressione rimarrà quela attuale, con sporadiche eccezioni.

 

CREDI CHE INTERNET SIA UN BUON MEZZO PER VEICOLARE I TUOI LAVORI?
E’ sicuramente una grossa facilitazione per chi desideri far conoscere il proprio lavoro. E nello specifico, senza Internet non esisterebbe neppure un Massimiliano Rizzi vignettista (oddìo, sto parlando di me stesso in terza persona… pronto, neurodeliri?… altri due infermieri prego…); intanto un CaCtus solo cartaceo difficilmente avrebbe rischiato su un esordiente totale quale ero all’epoca; e poi senza Internet, dove avrei racimolato i fondi per una pubblicazione autonoma a costi irrisori come Caduta Massi, in grado di oltrepassare in relativa scioltezza l’anno e mezzo di vita? Inoltre, se impari un po’ come muoverti nel web, riesci a creare una ’’rete di alleanze’’ con altri siti che hanno qualcosa in comune con il tuo (compreso il non fruttare un fico secco al titolare), rete che, per così dire, agevola la circolazione del tuo nome. E ciò spiega perché il mio sito, ad esempio, ospiti uno sproposito di links. Certo, non mancano i lati negativi, paradossalmente per le stesse identiche ragioni che ho appena detto: anzitutto, una concorrenza infinitamente più numerosa che sulla carta; in secondo luogo, volendola buttare un po’ sul venale, la difficoltà nel trovare collaborazioni retribuite. Non tutti i siti web sono come quelli che dicevo: alcuni hanno anche un ragionevole numero di collaboratori che qualche spicciolo lo raggranellano… a meno che non siano vignettisti! Mi è capitato di venire in contatto con alcuni figuri che pretendevano di dettarmi persino i contenuti e poi mi dicevano: ’’non possiamo pagarti, ma siccome abbiamo migliaia di contatti ti garantiamo una buona visibilità’’. Se mandassi loro una mia foto a figura intera, capirebbero che la mancanza di visibilità è l’ultimo dei miei problemi, visto che non sono propriamente una silfide… A quel punto, gratis per gratis, meglio avere a che fare con i siti di cui parlavo prima che, senza metter naso nella realizzazione, mi pubblicano la vignetta a grandezza naturale e con tanto di link, piuttosto che scoprire che un sito del calibro, che so, di Kataweb, si sia impadronito di una mia immagine senza permesso, magari rimpicciolendola come un francobollo che poi viene attribuito a me e per di più senza uno straccio di collegamento ipertestuale. Ma tu guarda che bizzarri esempi suggerisce a volte una mente troppo contorta…

 

QUALI SONO I TUOI CARTOONISTS PREFERITI?
Sono da sempre un accanito ’’divoratore’’ di supereroi, e solo per questo ho in mente una marea di nomi; dovendomi limitare citerei, tra le matite, John Buscema, Neal Adams, i due Romita e Alan Davis; tra le ’’penne’’ Chris Claremont, Alan Moore e Grant Morrison; tra gli autori completi Jack Kirby, Jim Starlin, Frank Miller. Fuori dall’ambito supereroistico non posso non fare il nome di Will Eisner, di cui mi stupisce sempre l’assoluta padronanza del ‘’mezzo’’. Veniamo all’umoristico: parto da lontano con E.C.Segar (se uscisse una ristampa integrale dei suoi lavori me la comprerei tutta… ieri!), poi l’immancabile Schulz, Quino, Bill Watterson; e come non menzionare le più celebri creature di Matt Groening, i Simpson? Tra gli italiani direi Bonvi e oggi, Leo Ortolani. In ambito strettamente satirico, infine, farei i nomi dell’inarrivabile Altan (un mago di quel ‘’ponte'’ che dicevo prima), di Vauro, di Ellekappa, di Giannelli e, inevitabilmente di Massimo Bucchi, il ‘'patriarca’’ di noi manipolatori di immagini (anche lui, con i ponti, se la dice parecchio)! Sicuramente, però, sono più quelli che mi sono dimenticato…

 

 

CREDI CHE IL TUO LAVORO & I COMICS POSSANO INCIDERE IN QUALCHE MODO SULLE COSCIENZE ‘’DORMIENTI’’?
L’effetto sulle coscienze dormienti penso sia pari a quello di una puntina da disegno sotto il deretano mentre ti stai sedendo. Mi spiego: lì per lì la puntura la senti e ti rialzi di scatto, ma generalmente ti limiti a rimuoverla e torni a sederti. A volte, però, ti viene l’istinto di controllare e magari complice la luce che a quell’ora entra dalla finestra, ti accorgi che la sedia è rotta: ecco che la puntina, pur essendosi limitata a pizzicarti il popò, ti ha comunque evitato di finire col sedere per terra. E ciò credo che valga per le vignette e i comics, né più né meno che per le forme di creatività ritenute, per tradizione, più ‘’nobili’’ (pittura, scultura, letteratura, ecc.).

 

COME ALTRO & IN CHE MODO ALTRO & ARTISTICO TI PIACEBBE ESPRIMERTI?
Su Caduta Massi le vignette in home page sono corredate da brevi testi: inizialmente, questi avevano il solo scopo di richiamare alla mente la notizia nell’attesa che l’imagine caricasse; col tempo, hanno preso a somigliare di più a testi satirici (con tutti i limiti: di solito infatti li scrivo ’’al volo’’ al momento di aggiornare il sito). Ecco, una cosa che farei volentieri è scrivere qualche testo comico-satirico, anche non in ambito fumettistico. Prendendomi ovviamente tutto il tempo necessario, a differenza di quanto faccio con i testi del mio sito. In ogni caso, credo che un eventuale progetto in questo senso non possa che riguardare il lungo periodo…

 

I TUOI CONTATTI: E-MAIL, INDIRIZZO, LINKS…
Il mio indirizzo e-mail è: maxirizzi@inwind.it
di indirizzi web, invece, ne segnalo tre:
CADUTA MASSIwww.cadutamassi.net
Rizzi Quotidiani (CaCtus)www.lucky.it/fumetti/rizzi.jsp
Facce da Pixel (Il Settimanale di Mostralfonso)www.mostralfonso.com/invii/popup/pixelc.html

 

Claudio Parentela