Il seme della follia di Civiello

Ci risiamo. Un superbo illustratore si scrive le storie da solo, e ne risulta un prodotto difficile da giudicare come Il seme della follia di Civiello, di cui la Magic Press ha appena edito in Italia il secondo tomo. Tavole incredibili, dettagliate ed evocative, si sente che nascono come veri e propri quadri (l'autore le realizza su enormi fogli che colora direttamente e personalmente). Atmosfere magiche, perfettamente rese.

di Camilla_Patruno

E una storia senza nerbo, narrata male. Peccato perché il soggetto fantasy è buono: l'elfo Igguk deve salvare il Regno delle Fate dalla morte e dall'inquinamento causato dal cristianesimo, così parte in missione nelle insidie del Regno della Conoscenza, affiancato dalla grassa fata Cornelia e - da questo numero - dal topo Odymus, portatore di un tono più leggero, mancante nel primo episodio. Ma il fumetto è unione inscindibile di parole ed immagini: l'alta qualità di queste ultime fa dell'opera di Civiello un bel libro da guardare, non un bel fumetto da leggere. Attendiamo fiduciosi il terzo e quarto tomo (in uscita attualmente in Francia) la cui sceneggiatura è stata affidata ad un altro autore, nella speranza che le superbe capacità di Civiello al servizio della penna di un'altra persona lascino meno perplessi.

Emmanuel Civiello
Il seme della follia - vol. 2
Il grande ornamento
Magic Press
Cartonato, 48 pp a colori
Euro 13.50