Giordano Bruno è tornato!
«Sono un professore di filosofia di Milano che si è imbattuto, per puro caso, su di un sito dedicato al grande pensatore del 500 Giordano Bruno. Sul sito ho scoperto che è in lavorazione un progetto a fumetti su questo filosofo ad opera del disegnatore Maurizio Di Bona. Mi piacerebbe che dedicaste un approfondito articolo sull'argomento, essendo un'iniziativa, a mio modesto parere, più che lodevole e da sostenere, visto che non mi sembra di aver letto ancora niente a riguardo sulle riviste di settore. Proverò a contattare l'autore e a complimentarmi vivamente con lui per il coraggio e per la bellezza delle tavole».
di MassimilianoClemente
La lettera, giunta in redazione tempo fa, terminava così: «confindo in voi come cassa di risonanza per far conoscere quest'opera e soprattutto questo filosofo ancora vittima di censure».![]() |
Giordano Bruno nacque a Nola, presso Napoli, nel 1548, da una famiglia
di modeste condizioni. Compì i primi studi nella città natale, da lui molto amata e spesso ricordata anche nei lavori più tardi, ma nel 1562 si trasferì a Napoli dove frequentò gli studi superiori e seguì lezioni private e pubbliche di dialettica, logica e mnemotecnica presso l’Università. Nel giugno 1565 decise di intraprendere la carriera ecclesiastica ed entrò, col nome di Giordano, nell’ordine domenicano dei predicatori nel convento di S. Domenico Maggiore. Nel convento cominciò subito a manifestarsi il contrasto tra la sua personalità inquieta, dotata di viva intelligenza e voglia di conoscere e la necessità di sottostare alle rigorose regole di un ordine religioso. Contemporaneamente allo studio serio e profondo dell’opera di S. Tommaso non rinunciò a leggere scritti di Erasmo da Rotterdam, rigorosamente proibiti e la cui scoperta causò l’apertura di un processo locale a suo carico, nel corso del quale emersero anche accuse di dubbi circa il dogma trinitario. Era il 1576 e l’Inquisizione aveva ormai da tempo dato clamorosi esempi di rigore e di efficienza per cui il B., temendo per la gravità delle accuse, fuggì da Napoli abbandonando l’abito ecclesiastico. [continua la lettura su GiordanoBruno.info] |
Seguendo il suggerimento del professore Alessio Castelnuovo, l'estensore della missiva, abbiamo contattato Maurizio Di Bona, autore a noi già familiare ai tempi di Cobalto, per entrare nel dettaglio del progetto.
Maurizio Di Bona, nelle sue parole, è «un disegnatore che
ha fatto il liceo scientifico, per innamorarsi poi delle lettere e della filosofia.
Uno studente di architettura che voleva fare il regista. Un cartoonist
che vorrebbe diventare musicista. Fondamentalmente: una mano che ama disegnare
personaggi e raccontare storie».
Una mano, appunto. theHand, infatti, è lo pseudonimo che
Maurizio usa per firmare i suoi lavori. «Questo pseudonimo viene fuori
per cento motivi diversi e per nessun motivo. Una declinazione di responsabilità
su quanto disegno, potrebbe esserne uno. Il prendere atto che in fin dei conti
tutto il lavoro sporco lo fa proprio lei e che quindi è giusto riconoscerle
gran parte dei meriti ad opera completata, potrebbe esserne un altro. L'assonanza
con la parola ''fine'' in inglese sembra fatta apposta per siglare e chiudere
l'ultima tavola della storia, senza dover scrivere quella parola che, come il
maestro Fellini, odio leggere quando si chiude un film. A volte quando theHand
è alle prese con tratteggi rapidi e grovigli di linee, sembra davvero
che abbia vita propria e che possa fare a meno di tutto il resto che va da polso
in su!
Ad ogni modo mi sembra che suoni bene e, vista la commistione con la musica,
mi sembra che suoni ancora meglio».
![]() Studio del volto di G.M.Volontè © Maurizio Di Bona |
![]() La luce della verità © Maurizio Di Bona |
Il suo rapporto con il filosofo nolano, bruciato sul rogo a Roma in Campo dei Fiori nell'anno santo 1600 (giovedi 17 febbraio), è nato con quel giusto alone di mistero e magia che aleggia intorno questa figura di libero pensatore, perseguitato per le sue idee e opere proprio perché si rifiutò di rinnegarle.
Maurizio, tu sostieni che è stata «l'opera a scegliere l'autore
(...) sono state più le volte in cui materiale di vario genere mi è
capitato fra le mani, che non quelle in cui mi sia messo io a cercarlo volontariamente».
Puoi fare qualche esempio concreto?
Sbagliare strada e "approdare" a una bancarella di libri usati
per pescare un testo su Bruno, con annotazioni a matita del precedente possessore,
che difficilmente avrei trovato nelle librerie, potrebbe esserne uno. Idem per
il testo di Anacleto Verrecchia, senza il quale la lavorazione all'opera non
sarebbe partita, perché fondamentale per tracciare il profilo umano di
Bruno; ne ho letta la recensione su internet grazie ad un link "sbagliato".
Qualche giorno dopo il libro era sul mio tavolo insieme alle prime matite.
Anche l'essere entrato in possesso della sceneggiatura di Giuliano Montaldo,
scegliere Gian Maria Volontè per (ri)dare vita/volto al mio Bruno, la
collaborazione di sua figlia, che ipotizza la gioia del padre nel vedersi in
un fumetto, l'essere adesso sulle tracce di Charlotte Rampling per inglobare
anche lei nel progetto (purtroppo questa idea non potrà concretizzarsi per problemi dovuti ai diritti di utilizzo dell'immagine dell'attrice, NdR), rientrano fra quegli accadimenti, che siamo abituati
a liquidare come coincidenze, ma che forse nascondono qualcosa di più
profondo...
Che sia proprio Bruno a muovere i fili dal mondo degli invisibili?
In fondo, cosa c'è di più stimolante, creativamente e intellettualmente, per l'autore e per noi tutti, che credere a un intervento di Bruno da un Altrove immaginario, proprio in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, carico di conflitti ideologici legati alle religioni, alle intime individualità, foriero di pregiudizi e atteggiamenti che rischiano di incancrenire la vita sociale delle generazioni future? «Giordano Bruno non credeva più nelle tavole dei valori, si faceva martire e confessore di altri valori e di un altro modo di concepire la vita», scrive Di Bona nel sito dedicato al lavoro su Bruno. «Egli, come altri uomini del Rinascimento, aveva affermato che la dignità dell'uomo, la sua nobiltà, il suo significato, dipendono dal suo agire; che il premio dell'azione è nel senso dell'azione, nella sua fecondità, in quello che l'azione dà per se stessa. Ma questa concezione della vita, che rompeva con una vecchia morale, non significava rifiuto di vincoli morali, bensì una morale nuova e più rigorosa intesa come responsabilità personale e profonda».
![]() Morgana B. © Maurizio Di Bona |
![]() Le Muse © Maurizio Di Bona |
Una volta deciso di metterti al lavoro su questo soggetto, come hai proceduto?
A cosa hai dato maggior rilevanza nella stesura della sceneggiatura?
Non c'è stata una vera e propria sceneggiatura scritta. Ho tracciato
due vite parallele di Bruno, una rispettosa della storia, che si rifà
alla sceneggiatura di Montaldo e al testo di Verrecchia, cercando di evitare
un'operazione meccanica e didascalica, e l'altra immaginaria legata all'ipotesi
di poter infondere a Bruno un secondo soffio vitale. Le due linee narrative
si intersecano per dar forma a un viaggio onirico in cui associazioni ed eventi
non obbediscono a razionalità e cronologia.
Quale è stata la difficoltà maggiore (se c'è stata...)
nell'adattare lo script cinematografico al medium fumetto?
Non ho fatto una trasposizione del film in fumetto e quindi non posso parlare
di difficoltà in questo senso. Piuttosto, sto già ipotizzando
il film che se ne potrebbe trarre e che mi piacerebbe girare un giorno. Le due
estetiche di linguaggio, comunque, sono più che compatibili. Molti registi
utilizzano storyboard anziché sceneggiature classiche e sappiamo
tutti che lo storyboard è un "quasi fumetto". Semmai,
il fatto di aver deciso di "avere fra le mani" un'immagine importante
e forte come quella di Volontè, unita all'enorme e controversa materia
che è Giordano Bruno, mi carica di responsabilità e mi crea qualche
apprensione, ma fa parte della bellezza del processo creativo, che è
di per sé ambizioso e genera, come direbbe Bruno, «eroici furori»,
indispensabili per proseguire.
![]() Reminiscenze © Maurizio Di Bona |
![]() The Nolan's way © Maurizio Di Bona |
A grandi linee, quale è la sinossi dell'opera?
In un tempo non ancora definito, Bruno torna in vita fra le acque di Venezia.
Accompagnato dalla dea della sapienza, ripercorrerà per una seconda volta
la serie di peregrinazioni che lo videro vagare per l'Europa del '500 fino al
ritorno a Nola, suo paese natio. Il tornare negli stessi luoghi gli provoca
inevitabili flashback che gli restituiscono frammenti di memoria lasciati
nella vita precedente e gli permettono di proseguire il cammino verso la verità,
interrotto dall'inquisizione nel 1600.
Cosa è ancora valido, oggi, del pensiero di Bruno? Lo hai messo
in luce nel fumetto?
Continuo a ripetere a chi mi chiede di quanto valga Bruno oggi, che siamo noi
a fare fatica ad essere suoi contemporanei e non il contrario. L'intuizione
sugli infiniti mondi e il vedere tutta la natura come organismo vivente e pulsante
sono due aspetti fondamentali della modernità del pensiero bruniano.
Il voler porre fine alle guerre di religione e l'attenzione che riserva alla
filosofia orientale mi sembrano altre due questioni non da poco, che dovranno
emergere dalla storia.
Perché, come sostiene il professor Alessio Castelnuovo, Giordano
Bruno è ancora vittima di censure?
Perché, a quanto pare, a distanza di quattrocento anni la Chiesa teme
ancora le idee di Bruno (e fa bene), che mettono in discussione i cardini dogmatici
del cattolicesimo. L'esistenza di un Dio sopra le nostre teste nell'universo
infinito intuito da Bruno, non ha alcun senso, tanto meno i suoi presunti rappresentanti,
che in nome di quello hanno alimentato guerre di religione e mantenuto un sistema
di ignoranza e superstizione basato sul culto delle immagini e sul premio/punizione
di paradiso e inferno. Bruno crede nella metempsicosi, inamissibile per la Chiesa
cattolica, mette in discussione il dogma trinitario e la verginità di
Maria... credo possa bastare per continuare a "oscurarlo".
Senza voler mettere in competizione "diavoli" e "acque sante"
mi piacerebbe sapere quanti di quelli che stanno leggendo quest'intervista conoscono
e hanno avuto modo di vedere in tv il film su Bruno di Giuliano Montaldo girato
nel 1973, quanti invece la fiction su Padre Pio (una delle tante)? Non aggiungo
altro.
![]() Libertà di pensiero © Maurizio Di Bona |
![]() Fosca's theme © Maurizio Di Bona |
A chi credi si rivolga questa tua opera?
Sto ipotizzando una costruzione dell'opera basata sulla logica dell'ipertesto
web che permetta diversi piani di lettura. L'intenzione è quella di far
conoscere Bruno al maggior numero di persone, soprattutto a quelle che non apriranno
mai un testo di filosofia, perché vi associano noia e puzza di scuola.
Conto sulla forza delle immagini
prorio per "ammaliare" e accompagnare nell'universo bruniano tutti
quelli che ignorano chi fosse. Bello sarebbe avere un pubblico completamente
trasversale, dal lettore di fumetti d'avventura al docente di filosofia. Ci
proviamo!
A che punto sei? C'è già un editore?
Una prima stesura delle matite è quasi completa. Sto cominciando a inchiostrare
qualche tavola per capire come può essere la resa visiva e la composizione
della tavola. Voglio delle immagini di forte impatto e contrasto. Attingere
dalle visioni mie e di Bruno...
Pur non essendo una casa editrice che pubblica fumetti, mi piacerebbe che se
ne occupassero quelli della Donzelli Editore. Senza di loro il testo di Verrecchia
sarebbe rimasto in Germania, dove amano Bruno, probabilmente sono gli unici
che avrebbero il coraggio di affiancare il loro nome a quello di Bruno una seconda
volta. Nel caso un editore illuminato fosse in ascolto, che si faccia pure avanti!

Copertina provvisioria - © Maurizio Di Bona
Sei al lavoro solo su questo? Altri progetti?
Questo è talmente vasto e complesso che non ho tempo per dedicarmi ad
altro. Però, proprio nelle ultime notti, stanno venendo fuori delle vignette
che se Bruno, dotato com'era di una satira sferzante, avesse saputo disegnare
meglio (è il primo filosofo che illustra le sue opere), potrebbero essere
tranquillamente vergate da lui con la sigla "the Nolan" anziché
da me come "the Hand". La raccolta verrà "battezzata"
(e chiedo venia per la blasfemia involontaria) Ereticomix, e io mi concederò
il lusso di interpretare sacre e profane scritture, come di scherzare coi santi
piuttosto che coi fanti del noto proverbio, sperando di non finire incenerito!
![]() © Maurizio Di Bona |
Raccolta di 100 vignette satiriche che ignora il detto popolare "scherza
coi fanti ma lascia stare i santi" e non teme le fiamme che avvolgeranno,
quando e se sarà, l'autore in eterno. |
Chi aspetta il primo numero della serie Cobalto
dovrà pazientare ancora un po', quel fumetto sembra condannato a rimanere
in incubatrice per sempre. Comunque, ogni tanto, per dare ossigeno a mano e
mente e perché ho bisogno di staccare con qualcosa di meno impegnativo,
realizzo caricature di rockstar. La musica, infatti, è stata fondamentale
per ideare e poi disegnare molti dei miei personaggi. Probabilmente non avrei
mai cominciato, o comunque non sarei andato oltre le storielle sbilenche e sgangherate
degli inizi, senza la musica. Come per Pollock e il suo dripping era
fondamentale il jazz, sono scattate molle strane, aperti orizzonti, materielizzate
visioni quando ho cominciato a farmi guidare dalle voci di questo o di quella
cantante e dai suoni di questo o quello strumento, per tracciare e sviluppare
i soggetti e le storie dei miei fumetti.
massimiliano clemente












