Max Andersson
di Claudio Parentela
Tu nelle tue parole…Sono un pigro bastardo, che è comunque buono nello sfruttare le cose che faccio per ottenere un massimo di attenzione attraverso esse. D’altro canto prendo il mio lavoro molto seriamente, e lotto per essere onesto come posso.
Da trovi l’ispirazione per il tuo lavoro?
Le mie esperienze, e quelle delle persone che conosco. Trovo raramente ispirazione in altri fumetti, più spesso nei film e nella letteratura. Qualche volta uso i miei sogni per lavori abbastanza crudi, grezzi, come nella storia (ancora in corso) intitolata The Excavation. Ma l’ispirazione è stata sempre sopravvalutata, è più importante stare seduti e annoiarsi. Alla fine devi scrivere qualcosa semplicemente divertendoti.
Usi altri linguaggi artistici per comunicare?
Ho fatto diversi brevi film, sia d’animazione che d’azione. Ho lavorato al contrario, nel senso che ho iniziato con una cinepresa 35 mm e col Dolby Sound, poi col 16 mm e finalmente ho fatto films Super-8 in bianco e nero senza suono. Se avessi continuato avrei dovuto fare un film senza immagini. Invece ho iniziato a fare fumetti, prima in bianco e nero, e dopo pochi anni anche a colori. Qualche volta ho realizzato dipinti e oggetti tridimensionali. Ho lavorato per un po' con la carne, creando piccole creature che ho conservato poi in barattoli pieni di alcool e formaldeide.
Quale media utilizzi di preferenza per esprimerti?
Ogni cosa accessibile, e questo non è troppo difficile per me da capire tecnicamente. Preferisco media più adatti alla grande diffusione perché mi piace avere almeno la possibilità di raggiungere un sacco di gente.
Cosa usi per disegnare?
Strumenti tradizionali, una penna d’acciaio (Joseph Gillot n.303) che bagno nell’inchiostro (di una marca tedesca chiamata Rohrer & Klingner, molto denso e nero) e disegno su carta bianca pesante (Schoellershammer 4G, qualche volta 4R se voglio una linea con più struttura). Ma i materiali non sono poi così importanti - una volta ho usato un pezzetto di legno intinto nell’inchiostro, e ha lavorato molto bene. Dato che i fumetti sono fatti per la riproduzione, l’aspetto degli originali non è importante. Generalmente non mi piace usare il computer tranne che per scannerizzare i miei lavori per poterli mandare agli editori più velocemente e in modo economico.
Un consiglio per gli artisti che lottano ancora per trovare il proprio stile…
Credere nei propri difetti…
Dove hai pubblicato i tuoi lavori, su quali riviste, zines, ecc.?
In Italia il mio lavoro è stato pubblicato su Fetus e di recente su InguineMah!gazine. Sono riuscito a mettere insieme tre numeri del mio comic-book Death & Candy (Fantagraphics, USA) e il quarto numero credo uscirà nel 2004. Un sacco di miei brevi storie puoi trovarle su Lapin (L’Association, France), Nosotros Somos Los Muertos (Spagna), Babel (Grecia) e Strapazin (Svizzera). Le mie collezioni di libri sono disponibili in inglese, francese, spagnolo, tedesco e anche in altre edizioni - guarda sul mio sito per vedere la lista completa dei miei editori.
Che tipo di musica ascolti e c’è una relazione tra questa e il tuo lavoro?
Ascolto un sacco di cose diverse, anche se preferisco musica noise, soprattutto chitarra. Sì, ci potrebbe essere una relazione con il mio lavoro, ma non so come e se c’è.
Cosa vuoi proprio ora, per te, più di ogni altra cosa?
Più tempo per disegnare e scrivere. Mi sembra di fare più lavoro "amministrativo", impostare i miei libri, tradurli, rispondere alle e-mail e alle interviste, promuovere il lavoro, ecc.
I tuoi progetti attuali?
Voglio finire una storia lunga basata su dei sogni che ho fatto su mio padre e altri membri dela mia famiglia. E sono a metà lavoro al momento. Sarà pubblicato come un libro con un solo pannello per pagina così alla fine ci saranno un sacco di pagine.
... e i tuoi ultimi progetti?
Bosnian Flat Dog, un'altra storia abbastanza lunga che ho fatto con un altro artista (Lars Junnesson) sui fatti nella Ex-Yugoslavia della primavera del 1999. E’ stato un lavoro a due mani, e lo abbiamo fatto così, senza sapere cosa ne sarebbe venuto fuori. Ciò ha creato una nuova personalità artistica, che non apparteneva a nessuno dei due, ma che era altro da noi due, alla stesso tempo familiare e sconosciuta. E’ interessante ma anche disturbante. Abbiamo anche realizzato con la storia una mostra che la illustrasse, e che ha girato per la Slovenia, la Croazia, la Serbia e la Bosnia, e in Italia (a Ravenna) e in Germania. Il libro sarà tradotto in Svedese alla fine di quest’anno, e in Francese nel 2004. Questa storia è una di quelle che sta per essere pubblicata in italiano da Inguine, una capitolo a volta per ogni numero delle rivista.
Esponi i tuoi lavori, per esempio, in gallerie d'arte, ecc.?
Sì, succede a volte. Anche se preferisco creare cose appositamente per le mostre, piuttosto che esporre fumetti originali. So di persone interessate a vedere gli originali (sono uno di loro) perché teorizzano un sacco sul lavoro dell’artista, ecc. ma non credo comunque che guardino veramente e con attenzione a ciò che è appeso sui muri delle gallerie. Sono troppo indottrinati per farlo. Leggere fumetti è un atto di intimità tra il lettore e il libro stampato, che richiede tempo e solitudine.
Dimmi i tre nomi dei tuoi dischi, film e libri preferiti…
Musica:
- Pixies - Where is my mind
- Velvet Underground & Nico - I’ll be your mirror
- Iggy Pop - The passenger
Films:
- The Golden Age (Luis Bunuel, 1930)
- The Mummy (Karl Freund, 1935)
- Vertigo (Alfred Hitchcock, 1959)
Libri:
- Herman Melville - Moby Dick
- Miguel De Cervantes - Don Quijote
- The Arabian Nights
I tuoi contatti?
info@maxandersson.com
www.maxandersson.com
www.fantagraphics.com
Claudio Parentela
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