Monster Allergy, una rassicurante commedia horror

E' possibile fare una immunoterapia verso i derivati epidermici di un mostro? E' praticabile l'idea di limitare l'esposizione a quegli strani esseri, non consentendo loro di entrare fra le nostre collezioni di fumetti? Si può, insomma, tenerli a debita distanza, pure se i disegni del primo numero sono di Alessandro Barbucci e il soggetto e la sceneggiatura di Katja Centomo e Francesco Artibani, e la produzione successiva sarà affidata alla loro Red Whale? Forse. Se è alla salute che si pensa, nessun problema: se si è bambini, Monster Allergy è davvero innocuo; se si è adulti e vaccinati, questo dovrebbe bastare. Insomma, la casa editrice rassicura i suoi lettori: recatevi senza particolari controindicazioni ad acquistare il nuovo mensile uscito in tutte le edicole al prezzo di 2,20 euro. Parola di Buena Vista Comics, ovvero il nuovo marchio della The Walt Disney Company Italia che riunirà le nuove produzioni d’autore nate al di fuori dei personaggi tradizionali.

di Elena_Paparelli

© BuenaVista Comics
© Buena Vista Comics

E si dovrebbe stare tranquilli, visto che la casa editrice mostra di avere, col paranormale, una buona dimestichezza. E dunque. Monster Allergy parte e nel primo numero, come da buona educazione, ci presenta i suoi protagonisti, calandoci nell'atmosfera di una grande città, con case con giardino vecchio stile e quartieri cool.
I personaggi principali sono due e, manco a dirlo, sono vicini di casa. Non basta. Ottimo spunto per offrire il destro ad un buon numero di sequenze, lo sono anche da poco tempo. Essenzialmente è necessario, allora, almeno all'inizio, "odorarsi", prima magari di decidere di attraversare in tandem ogni tipo di avventura.

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Zick

Un allergico cronico, fra i due, c'è: è Zick Barrymore, un ragazzo come tanti, almeno se non fosse per il fatto che si è costretto a vivere in una campana di stranezza. Quasi che l'handicap fisico, quello appunto dell'allergia, lo autorizzasse ad un rapporto quantomeno circospetto con il mondo esterno. Di diffidenza. Di appartamento intimo, emotivo. Eppure, il mondo esterno, alias i compagni di scuola, sembrano nutrire nei suoi confronti una particolare soggezione. Il fascino di un qualche carisma. Che, a dire la verità, non ci si aspetterebbe affatto in una figuretta fragile costantemente impegnata a difendersi, magari solo dagli acari.
Ma se una minaccia lanuginosa, silenziosa quanto insidiosa, pu√≤ infatti, nella sua multiforme onniscienza, aggomitolarsi nei posti pi√Ļ impensati della psiche di Zick, c'√® un'altra minaccia, ben pi√Ļ ingombrante, che indirettamente finisce per diventare invece la sua forza segreta. Ci√≤ che fa di lui, in definitiva, qualcuno da rispettare. E, cio√®, la minaccia/non minaccia di mostri, fantasmi e affiliati abitanti in una dimensione parallela alla nostra, che solo lui, l' "eletto", ha la capacit√† di vedere.

E qui ci si aspetterebbe che una piega horror scattasse in qualche modo, magari condita con un pizzico di canonico splatter, se non proprio sangue e deformit√† distribuite a destra e a manca. Neanche a parlarne. Chi cerca in Monster Allergy un classico fumetto gotico vecchio stile rischia di rimanere deluso. Gli adulti che hanno ancora in testa Vampirella, o il mostruoso francese dei grandi Druillet e Moebius, o magari gli spettri dylandoghiani, faranno cilecca. Perch√© qui siamo in presenza di niente pi√Ļ che mostri buoni e simpatici. Pokemoniani, oseremmo dire, spurgati dall'aspetto guerriero. Pi√Ļ che altro: mostri giocherelloni e di buona compagnia. Magari solo un po' frustrati, nientedimeno, che dall'indifferenza degli esseri umani. I quali, ignari di tutto, possono finire magari per tirargli qualche brutto scherzo, loro malgrado.

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Elena e Zick
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I mostri - © Buena Vista Comics

La strada per riparare ai torti inflitti, però, sembrerebbe esserci. E cioè: seguire perlomeno la serie a fumetti. Così, il lettore che saprà essere fedele, potrà sapere vita morte (o meglio) morte morte e miracoli, aggiornandosi debitamente grazie alle apposite rubriche contenenti le news direttamente, guarda caso, dal mondo dei mostri. I quali, se pure se ne stanno finora buoni, non tarderanno a "mostrare" presto, c'è da scommetterci, il loro ego.
In questo primo numero li vediamo, insieme a Zick, ancora sullo sfondo della storia, ed è invero per loro un onore: gli sfondi, infatti, sono curati nei minimi dettagli dai disegnatori, che dimostrano una abilità davvero meritoria. Zick può poi parlare anche con i nonni, morti da anni, e, non bastasse, ha previsioni persino sul futuro. Insomma, un vero prodigio. O, se vogliamo, un mostro. Con tutta l'ambivalenza che questa parola racchiude in sé.

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Elena
Se il termine mostro ha infatti qualcosa di portentoso, e dunque di ammirevole, può anche portare con sé caratteristiche negative al massimo grado. Ebbene. Nel protagonista, se negatività vi può essere, è tutta trattenuta, semplicemente, nella sua diversità. Che, volente o nolente, si caratterizza per essere quasi sempre sinonimo di solitudine.
Sar√† per questo, allora, che gli sceneggiatori hanno deciso di affiancare al protagonista, enigmatico e anormale, una ragazzina dalla personalit√† dirompente, pepata e attaccabrighe: Elena Patata. Un po' maschiaccio, un po' femminuccia. Un po' aggressiva, un po' indifesa. Comunque, decisa a conquistare il suo vicino, con cui, peraltro, condivide una passione tutta felina. Ma, ancora, niente paura: il gatto (Sfruscio, quello di lei; Timothy, quello di lui) non √® piazzato l√¨ per riportarci alla mente l'esempio pi√Ļ tipico del perturbante poeiano. Semmai, √® puro quanto fortuito trait d'union fra due caratteri che si intuiscono complementari, quelli di Zick ed Elena Patata, accomunati per essere, per diversi aspetti, figure ai margini in cerca di integrazione.

Come "disintegrati" sono gli stessi mostri, ai confini della sopravvivenza immaginativa. Destinati, se non altro, ad approfondire la loro amicizia e la condivisione della loro "alterità", puntata dopo puntata.
Insomma: casette con giardino, mostri, bambini e sofferenza: come non può venire alla mente, ai cinefili, il cinema di Lynch o Cronenberg? Ebbene, scartate dalla mente alte rimembranze cinefile: Monster Allergy, in quanto commedia horror, vorrebbe far solo ridere, tentando di destreggiarsi fra magia e fantasia senza brivido.
L'idea, a dir la verità, non è propriamente originale. Dalla letteratura ai cartoon fino al cinema, l'intercettazione al limite del grottesco fra mondi distinti ha attraversato, per esempio, le pagine di Oscar Wilde gli irresistibili fantasmi burtoniani di Beetlejuice. Per fare solo qualche esempio. Tuttavia, sono i disegni la vera forza della serie: raffinati quanto basta per varcare i confini di un apprezzamento solo adolescente. Uno stile che, pur guardando ai manga addomesticati da Disney, sa mantenere un tratto proprio e personale. Da tenere d'occhio.

Elena Paparelli

Monster Allergy
n. 1 - La casa dei mostri
Soggetto e Sceneggiatura: Katja Centomo e Francesco Artibani
Disegni: Alessandro Barbucci
Colore: Barbara Canepa e Paolo Lamanna
Buena Vista Comics
Pagine: 64
Prezzo: 2,20 euro