John Hench ingegnere della fantasia

Il grande artista, creativo di Walt Disney dal 1939 è morto a Los Angeles all'età di 95 anni. Era uno degli ultimi testimoni dell'età d'oro dello Studio e in un'intervista del novembre scorso ricorda la sua vita accanto al papà di Mickey Mouse, di cui era «ritrattista ufficiale». Hench ha lavorato a Fantasia e a Dumbo, è stato tra gli ideatori di Disneyland e ha collaborato con Salvador Dalì al cortometraggio Destino.

di MassimilianoClemente

di Mariuccia Ciotta - il manifesto

Berretto da baseball e t-shirt punteggiata di badge multicolori, John Hench se ne stava dritto dietro la sua scrivania nei suoi meravigliosi 95 anni passati a immaginare un mondo parallelo. Eravamo insieme nel novembre scorso al dipartimento Imagineering della Disney che ha sede nella zona di Glendale, Los Angeles. Lontano ma non troppo dagli Studi di Burbank, quartiere generale della major, in un edificio basso e dall'aspetto modesto rispetto al grandioso insediamento situato in Buena Vista Avenue, dove Walt trasferì nel 1940 il suo staff di animatori.


John Hench

John Hench è morto ieri, di vecchiaia naturalmente. Ma a vederlo pochi mesi fa concentrato nei suoi ricordi di leggendario collaboratore del papà di Mickey Mouse è difficile dirlo. All'improvviso, infatti, mentre raccontava con voce bassa la sua storia di «ingegnere dell'immaginario» alzava su di me gli occhi azzurri luccicanti da bambino. Uno sguardo che diceva tutto della fortuna che gli era capitata, di un lavoro fatto di invenzioni e di creatività intorno all'idea di un paese da ridisegnare. Forse Disneyland forse l'America. John Hench era uno degli ultimi testimoni della stagione euforica che ha visto Walt Disney affiancare la sperimentazione rooseveltiana e servire la fantasia di un futuro possibile, com'era - nelle intenzioni del suo creatore, morto nel 1966 - la cittadella di Epcot in Florida. Minimondo che coniuga il passato della provincia americana e i suoi spazi pubblici con le tecnologie avveniristiche e che lui studiò nei particolari di vetro e acciaio.

Tra i creatori di Fantasia e di Dumbo, l'artista disegnatore è stato a fianco di Walt fin dal 1939, colonna portante della fabbrica disneyana quando ancora non prevaleva il business come nell'attuale gestione di Michael Eisner, che sta portando al declino la major. Messo sotto accusa dalla famiglia Disney (Roy, il nipote, ha chiamato alla rivolta gli azionisti contro la svendita del magico marchio) Eisner ha definito ieri John Hench «una vitale forza creativa» e «l'essenza dell'eredità Disney». Ma proprio lui, capo dello Studio da 20 anni, aveva confinato John Hench e i suoi creativi in un angolo tanto per poter stravolgere l'opera originale del parco californiano, e in particolare l'attrazione Space Mountain, disegnata da Hench. I fantascientifici progetti di treni ad alta velocità, simili a quelli costruiti nel 2000, campeggiavano nel suo ufficio, memoria di libertà e di azzardo. John lamentava la sua trasformazione in qualcosa di più «moderno», concetto che recentemente ha devastato la Disneyland originale, riprodotta sempre con la sua supervisione a Tokyo nel 1983.


John Hench, Neverland

Nato a Cedar Rapids, Iowa, Hench aveva frequentato l'Otis Art Institute di Los Angeles e aveva ottenuto l'Oscar per gli effetti speciali nel 1955 con 20.000 leghe sotto i mari. Il suo cuore si è fermato in un ospedale di Burbank, a due passi dai cancelli decorati con l'effige di Topolino di cui era stato nominato illustratore ufficiale da quando Walt, tra i tanti ritratti del topo commissionati per l'anniversario della nascita, aveva scelto il suo. John era stato l'unico a dipingerlo con i colori a olio, degni della sua autorevolezza.

Ma cosa ricordava il ragazzo 95enne dell'esperienza accanto a Walt Disney? «Non si fermava davanti a nessun ostacolo - diceva - e anche se molti lo sconsigliavano, lui era sempre deciso a sperimentare, non voleva ripetersi mai. Vedeva quello che gli altri non vedevano». Il fratello Roy, che teneva la borsa dello Studio, cercava di frenarlo ma Walt andava avanti, come nel progetto del parco, considerato una follia. Walt amava lavorava con gli artisti e diventò amico di Salvador Dalì, con il quale progettò un cortometraggio, Destino, che rimase incompiuto. Fino a quando, Roy (nipote) decise di finanziare la sua realizzazione rielaborando in digitale i disegni di Dalì. Ora Destino - una sinfonia surreale di forme nel corpo mutante di una ballerina - è candidato all'Oscar 2004. E John ricorda di quando Dalì - che se ne andava in giro nell'estate californiana con un mantello nero e un cappellaccio - gli chiese di procurargli un cigno come modello per i suoi disegni. Ma dopo vane ricerche (il pennuto è rarissimo in California) si era rivolto a un «trovarobe».


John Hench, Millennium Mickey

Hench ridacchiava esilarato dal ricordo di quel cigno indemoniato che strepitava in una nuvola di penne mentre lo portava in macchina a Dalì, in quel viaggio eterno da Los Angeles a Carmel, a nord, sulla costa dei barbari, con la paura di farsi sorprendere dalla polizia. Perché quel cigno era stato rubato in un laghetto pubblico. Hench lo aveva scoperto leggendolo sul giornale. Rideva il grande John, scomparso nel pieno di un'eterna giovinezza.
Mariuccia Ciotta

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