Adrenalina blu, la leggenda di Michel Vaillant al cinema

Nei "circuiti" cinematografici arriva Michel Vaillant. Il celebre pilota a fumetti di Jean Graton, apparso per la prima volta nel 1957 su Journal Tintin, frutto di una precoce passione del loro autore per il disegno mista a quella per le piste e la velocità, sbarca sui grandi schermi italiani. Scaldino dunque i motori dell'immaginazione i fan del maestro di una delle saghe più longeve di scuola franco-belga: dall'11 giugno 2004 potranno vedere Adrenalina blu. La leggenda di Michel Vaillant, scritto da Gilles Malençon e da Luc Besson e diretto da Louis-Pascal Couvelaire.

di Elena_Paparelli


Pour David, album n.67 della serie normale ricavato dalla sceneggiatura del film.

Il fumetto che ha fatto delle corse automobilistiche un territorio di appassionanti sfide elette a materia narrativa, capace di legare a sé una vasta schiera di lettori in tutto il mondo, è affidato al talento visionario di Besson, che garantisce da solo un'emozione inedita che oltrepassa di gran lunga la semplice trasposizione cinematografica di un prodotto di successo.
Se quello fra fumetto e cinema è, infatti, un sodalizio di vecchia data che strizza l'occhio al botteghino, Adrenalina blu fa da apripista ad un nuovo modo di far vivere un fumetto, ancorandolo strettamente alla realtà. Tanto che una vettura modello Vaillante (quella del film) è stata protagonista, nel 2002, di un'autentica corsa di Le Mans, complice proprio il geniale Luc Besson deciso a girare durante la celebre "24 ore". Due prototipi di macchine (una Panoz LMP1 Roadster S tramutata in Leader e una Lola Judd B98/10, diventata una Vaillante) hanno preso così parte alla corsa, mentre la troupe riprendeva una competizione dove, singolare eccezione nella storia dello sport, a sfidarsi erano 50 automobili invece che 48.

La fiction cerca adrenalina autentica e trasmette il sapore della gara, entrandoci direttamente dentro. Un atto dovuto, più che una trovata artistica, in realtà, vista la lunga sperimentazione fumettistica affrontata da Graton, infaticabile nel mescolare piloti reali alle vicende del suo eroe tutto "casco, tuta e velocità", che è arrivata a portare sulla carta visi noti come quelli di Jacky Ickx o di Micheal Schumacher, divenuti nel tempo, insieme ad altri, parte integrante del cast delle sue storie avvincenti.
Un'esperienza nata casualmente grazie alla collaborazione con Bianchi, che l'autore frequentava per avere informazioni su auto e corse, e che si è trasformata poi in una vera e propria cifra stilistica che ha finito per fare di Graton un'autentica mascotte della F1 (trattato però con quel non so che di reverenziale che ha portato un campione come Jacky Icky ad entrare nella storia accettando ben volentieri, per esigenze di sceneggiatura, di perdere il confronto, sulle piste di carta, con Micelle Vaillant).


Le due bolidi protagoniste del film

Nuvole e protagonisti veri, dunque, messi lì a muoversi fra gomme e bolidi, resi sulla carta con una cura quasi maniacale, attenta a restituire ogni dettaglio meccanico: lo stile del racconto era in fondo tutto lì, pronto per diventare l'insieme di inquadrature di un film. E' così che Philippe Graton, il figlio del grande disegnatore, ha proposto il progetto del lungometraggio al produttore Pierre-Ange Le Pogam e a Luc Besson (regista di fortunate opere come Le grand bleu, Nikita, Léon e Il quinto elemento) credendo fermamente nelle potenzialità di un personaggio che, nel corso della sua storia, ha conosciuto già altre trasposizioni (una serie televisiva in bianco e nero negli anni Sessanta con il campione Henri Grandsire a impersonare Michel Vaillant e una serie a cartoni animati dal titolo Michel Valliant, tute, caschi e velocità andata in onda nel 1992 su Canale 5).

Le storie a fumetti di Michel Valliant si prestano bene, infatti, ad essere manipolate per creare una drammaturgia cinematografica funzionate, dal momento che pochi e ripetitivi sono gli ingredienti forti della serie: la corsa (di moto, di rally o di formula 1 che sia) e i complotti che ruotano attorno alla scuderia.
La dipendenza dallo sport, che è la carta vincente di quest'eroe che ha conservato nel tempo tutto il suo fascino giovanile, non esaurisce dunque la ricchezza emotiva di avventure che si avvalgono anche di elementi importanti come lo spionaggio industriale o la rivalità fra scuderie.


Sagamore Stévenin (Michel Vaillant), Peter Youngblood Hills (Steve Warson) e Diane Kruger (Julie Wood)

Una molteplicità di fattori che, messi in campo e opportunamente sviscerati nelle loro dinamiche, hanno permesso al film di puntare su una storia nuova, pur mantenendo una pluralità di agganci e di riferimenti alla serie. La pellicola, che è diventata un vero e proprio caso in Francia, anche se non esaltata dalla critica, si avvale di attori come Sagamore Stévenin (Michel Vaillant), Peter Youngblood Hills (Steve Warson) e Diane Kruger (Julie Wood).
Elena Paparelli

Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano La Provincia il giorno 7 giugno 2004 all'interno della rubrica Il mondo a strisce. Ascoltando le nuvole parlanti

Adrenalina Blu - La leggenda di Michel Vaillant
(titolo orig. Michel Vaillant)

Regia: Louis-Pascal Couvelaire
Produzione: Europa Corp. in coproduzione con TF1 Film Production
Distribuzione: Europa Corp. Europa Distribution
Distribuzione italiana: 01 Distribution
Produttore Esecutivo: Luc Besson
Line Producer: Pierre-Ange Le Pogam
Sceneggiatura: Luc Besso.n, Jean Graton, Gilles Malençon
Consulente creativo: Philippe Graton
Fotografia: Michel Abramowicz
Montaggio: Hervè Schneid
Scenografia: Jimmy Vansteenkisten
Costumi: Martine Rapin
Musica: Archive
Uscita in lingua originale: 19 novembre 2003
Uscita italiana: 11 giugno 2004
Durata: 104 minuti

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Link correlati:
- Le pagine dei fan italiani www.michel-vaillant-fan.it
- Sito ufficiale italiano del film www.adrenalinablu.it
- Sito ufficiale francese del film www.michelvaillant-lefilm.com