Davide Vecchiato cioč Diavů
di Claudio_Parentela
Qualsiasi cosa su di te, quello che ti passa in mente, quello che ti pare...Mi chiamo David Vecchiato, a volte Diavù, sono sbucato dalle vostre parti la notte del 3 gennaio del 1970 e mi sa che m'è piaciuto perché come vedi sono rimasto. Sono carino, automunito e posso ospitare. Fingo di saper volare ma è solo che non ho i piedi per terra, infatti ogni tanto ruzzolo e mi fo malissimo. Dai, adesso basta boiate, vai col quiz.

© David ''Diavù'' Vecchiato
Con quale media preferisci esprimerti?
Dipende dai periodi. Scrivo storie, testi o frammenti, compongo musica (pur non essendo un 'musicista'!), attitudini che godo a coltivare, poi ci sono il disegno e la pittura, di cui ho assoluto bisogno, e che mi fanno anche guadagnare la pagnotta. Con la musica li tradisco spesso, ma è quando riesco a fondere le mie passioni tutte in una grande orgia che non mi pare vero... d'altronde tutto ha origine dal pensiero, tutto il resto sono mezzi per esprimerlo.
Quali strumenti usi per disegnare?
Uso materiali a volte casuali e piuttosto poveri. Come supporto mi va bene tutto, tanto meglio se ha già avuto una propria storia prima di incontrare me, per esempio la carta di giornale o le pagine di libri (che compro apposta usati ai mercatini per strapparli), o carta per alimenti, tovagliette, cartone da imballaggio, foto o fotocopie, tele già dipinte, e se non lo sono le dipingo io poi copro il tutto, insomma preferisco le cose già stampate, già scritte, già disegnate, ma non so dirti perché, forse mi sembra di comunicare con chi già c'è passato prima, o forse mi dà un senso di continuità o sono solo un imbecille che ha la presunzione di poterle migliorare, boh!
Come tecniche vere e proprie lavoro con gli acrilici, oli e pastelli a olio, penne bic, ogni tanto riutilizzo i Pantone e i pastelli, ma ora mi piace usarli scarichi e nel peggiore dei modi possibile, poi spray, tinte lavabili mescolate con vinavil, stucco e gesso. Per i lavori editoriali intervengo spesso con Photoshop o latri programmi, impagino io stesso la tavola in X-Press calcando la mano su un'impostazione grafica che sento vicina al mio segno.
Mi piace la resa plastica degli smalti acrilici su superfici materiche irregolari... non so, a volte mi fa pensare alla nostra invasiva e variopinta cultura pop occidentale ormai costretta a imbrattare muri scrostati e angoli di terzo mondo... ma questo è un mio viaggio, non ci fa' caso...
Quali gli artisti che ti hanno ispirato, ti ispirano o, in generale, ti senti vicino?
Molti mi hanno ispirato, anzi mi hanno guidato per mano attraverso i loro risultati, a conoscere quella sensazione goduriosa ma tutt'altro che appagante che è la bellezza, che per me è una droga che sprona a capire e guardare sempre di più e a intraprendere una tua maniera di fare, un cammino per produrre una tua bellezza, sia per te stesso ma soprattutto per far stare bene chi guarda ciò che fai. Dico infinite grazie a Basquiat per le tecniche che usava e per lo 'stomaco' che ci metteva, a Warhol per la capacità di divulgare e la duttilità, per l'impostazione grafica dico grazie a David Carson e Martin Venezky, per il segno a Magnus, Schiele, ma anche a Kent Williams o McKean, per la geniale ironia a Duchamp, insomma... da Picasso a Pazienza, passando per Bosch e Tex Avery ho un sacco di amori, anche se non è che mi piaccia tutto ciò che hanno prodotto, ovvio. Se poi citiamo la scrittura ci sono artisti della parola come Louis Ferdinand Celine o Alfred Jarry che mi hanno insegnato molto a raccontare per immagini. La corrente artistica che poi sento più vicina al cuore è sicuramente l'espressionismo.

© David ''Diavù'' Vecchiato
A cosa stai lavorando?
Nell'ultimo anno vado un po' a rilento perché la mia vita si è incasinata parecchio per fatti personali, per cui... Comunque tra un trasloco e l'altro e l'altro ancora, riesco a produrre un ritratto a settimana per Musica di Repubblica, disegno molto per cavoli miei, sto curando l'art direction della Bamako, la neonata casa editrice di un amico che pubblica vari generi, dai saggi alla narrativa, lasciando molto spazio all'illustrazione, e per questo sto coinvolgendo anche dei miei allievi dell'Istituto Europeo di Design di Roma, dove insegno da qualche anno.
Poi sto riprendendo i progetti con Riccardo Mannelli e le Officine Guano, riguardo scritti e musica sto mettendo a punto due storie che vorrei disegnare presto e sto scrivendo e registrando brani per la colonna sonora di un film con una band messa assieme di recente: trombe, violino, fisarmonica, piano jazz: è una buona terapia per distrarsi dalle crisi.
Dove sono stati pubblicati i tuoi lavori? Riviste, zines e altro ancora...
Ho iniziato sfracellandomi con l'editoria indipendente, facevo Katzyvari, fanzine tutta a colori e da edicola, fitta fitta di ingenua goliardia, con altri imbecilli come Staffa, Piccoli, OttoKin, ecc., poi, dopo aver perso i capelli per i debiti ho iniziato a provare la perversione di dare un po' di lavori gratis in giro, da Frigidaire a varie fanzine a fumetti. Nel frattempo frequentavo l'accademia, dipingevo quindi per cavoli miei e lavoravo facendo disegni animati. Poi m'è arrivata la proposta di curare l'edizione italiana di Tank Girl e ho fondato Tank magazine, una rivista tra musica e fumetto che era una sfida continua, dalla grafica al linguaggio, dai contenuti all'esclusività di foto e interviste musicali. Il cazzeggio regnava, ma vista l'età a cui era rivolta sotto sotto era una seria proposta culturale, anche se divertente e divertita. Pochi se ne sono accorti, ed è stata chiusa da quel bravo editore della Magic Press con i suoi sei/settemila acquirenti all'attivo. Anzi gli unici che si erano accorti delle potenzialità di Tank erano gli inserzionisti, poche riviste a fumetti hanno avuto pubblicità di etichette discografiche, della Levi's, della Nose, ecc. o no? L'ultima rivista che ho curato è stato Il Cuore diretto da Mannelli, settimanale di cui ero art director.
Per il resto ho pubblicato un po' ovunque, da Rumore a Rockstar, da Liberazione a Lolabrigida, fino al giornalino di condominio, o al sito web de losfracellatore.it dove gioco facendo i web-cartoons di questo mio personaggio coatto. Ho disegnato per libri, tra cui quelli di Giobbe Covatta, di cui uno mai mi è stato pagato da quel disonesto di Dalai, editore di Linus, Zelig e buona parte dell'editoria di sinistra italiana.
Un'isola felice è stata Blue, perché lì puoi essere liberamente autore, e ora settimanalmente disegno per Musica, l'inserto di Repubblica, e con chiunque si vuol fare avanti, prego signori, fatevi avanti che tengo famiglia.
Che musica ascolti? Chi e cosa ti piace, e che importanza ha la musica nel tuo lavoro?
Sempre musica, quando lavoro poi non so proprio stare in silenzio. Sono onnivoro, i generi li scelgo in base all'umore... se sono scoglionato metto su i Sonic Youth che mi confortano; per disegnare o dipingere vanno benissimo Coleman, Coltrane o il fado portoghese; se è un afoso pomeriggio estivo ascolto Beck, i Black Heart Procession o anche musica tradizionale messicana, orchestre balcaniche o rebetika; Aphex Twin o i Portishead a notte inoltrata, poco prima dei cornetti caldi e poi a nanna; per guidare Royal Trux, White Stripes, Jon Spencer e roba così; se sono in forma Tom Waits mi fa stare ancora meglio, Paolo Conte pure, se mi voglio rilassà roba francese, tipo Gainsbourg, Tetés Raides o Loup Garou, fino ai Little Rabbits, insomma sarà il 'fransceze' che mi fa effetto, come a Gomez degli Addams... di molti cantautori italiani preferisco le prime cose, le pulizie di casa le faccio con Rino Gaetano, Manu Chao o Nino Rota.
Riguardo le nuove uscite mi masterizzo selvaggiamente tutto quello che posso, credo che ormai per lo scambio incontrollabile di mp3 i musicisti dovrebbero essere pagati dalle compagnie telefoniche.
Leggi comics? Quali sono i tuoi cartoonists preferiti?
Da parecchio tempo riguardo i comics sono distratto, leggo solo storie di amici e conoscenti... cioè aspetto di vedere cosa ha combinato Costantini o Ribichini, qual è il nuovo lavoro di Gipi o, che ne so, di Inguine o della Dernier Cri di Marsiglia, di Corona, di Davide Toffolo o di Stefano Ricci, ma in realtà è una curiosità legata alle persone, così come quando sfoglio Blue penso «ma che schifo - o che figata - ha pubblicato stavolta Francesco Coniglio?».
Fumetti non ne compro da tempo, le pubblicazioni più prossime al fumetto che compro sono autoproduzioni e i miei soldi per la carta stampata se ne vanno in cataloghi e libri, riviste come Juxtapoz, Tema Celeste, Juliet, ora che ci penso mi sa che mi sto invecchiando, veh?... A parte tutto, ci sono molti fumetti che sono produzioni industriali per l'intrattenimento e nient'altro, dagli albi Bonelli in giù, e non mi hanno mai interessato perché preferivo intrattenermi in altri modi. Il mio ultimo acquisto a fumetti voleva essere un libro di Carlos Nine, ma poi me l'hanno prestato e mi sono risparmiato anche quello.
Vabbeh, d'altronde non li ho mai saputi neanche fare i fumetti, ho più che altro prodotto degli ibridi tra tanto testo, tanto disegno e tantissime insozzature... Claudio, stai intervistando un bluff!

© David ''Diavù'' Vecchiato
E i tuoi comic-books preferiti?
Anche da ragazzino, a parte Alan Ford o i supereroi ho sempre seguito gli autori, non le serie a fumetti. Autori di cui ora mi hai fatto venire voglia di vedere che fine hanno fatto sono Julie Doucet, Daniel Clowes, Brendan McCarthy, Al Columbia, e altri... molti altri... domani vado in fumetteria, mi sa.
Dove hai esposto i tuoi lavori e partecipi ad esposizioni, mostre, eventi...?
Ho iniziato a esporre una decina d'anni fa con l'Happening Underground al Leoncavallo di Milano, al Forte Prenestino a Roma e in vari centri sociali, poi ci sono state le prime gallerie e spazi ufficiali con partecipazioni a collettive e mostre personali, l'ultima personale lo scorso anno a Firenze al Foyer del Teatro Puccini. Nel frattempo ho fondato con Mannelli, Gipi e altri disegnatori il collettivo artistico Officine Guano e con questo abbiamo dato vita a eventi e performance un po' situazioniste in giro qua e là per l'Italia, in musei, piazze, locali, festival... l'ultima è stata a fine maggio scorso al Brancaleone un posto qui a Roma. Credo che l'arte sia fondamentalmente comunicazione perciò si può benissimo fare per strada, assume molto più senso così. Io non sono un arredatore e preferisco farla vedere a tutti, non solo a chi ha un salotto da arredare. Anche per questo ho sempre preferito l'editoria, per la sua capacità di divulgazione.
Cos'è la creatività per te?
La creatività come valore assoluto? Boh!... ce l'hanno tutti, no? E' come un culo o un naso... poi per alcuni diventa una sana malattia, per altri meno sana, e vedo che spesso diviene un alibi per mascherare tanta presunzione. Alla creatività spesso si va rinunciando con la crescita: addestrati a vivere felici e inconsapevoli di tutto in prigioni dai paesaggi bellissimi, recinti sempre più stretti, non si ha certo tempo per stronzate come la creatività, no? Per me e per alcune persone che sono felice di conoscere è uno stile di vita, io so di avere operato scelte personali drastiche e difficili per salvaguardare il mio diritto a manifestare la mia creatività attraverso i linguaggi del disegno, della scrittura, della musica. Riesco in parte a vivere di questo mestiere di disegnatore e questo mi sembra già un buon risultato in un paisiello come il nostro, famoso per l'arte, ma dove chi pratica le arti oggi non è funzionale o interessante e si deve fare un mazzo tanto per far notare appena in superficie che c'è anche lui e c'è anche il disegno tra le forme di relazione.
Come hai iniziato a disegnare?
Da bambino come tutti, e da allora non ho più smesso. Credo che mi abbia aiutato molto la mancanza di incoraggiamenti in famiglia, spesso litigavo coi miei perché disegnavo, come dice Guccini: «un figlio laureato conta più d'un cantante».

© David ''Diavù'' Vecchiato
Segui e ti interessa l'arte contemporanea? Chi e cosa ti piace?
La seguo abbastanza, mi attraggono le ricerche che dichiarano concetti forti attraverso realizzazioni anche cruente se vuoi, dirette.
Nomi? Lucien Freud, Schifano e Rauschenberg tra i maestri, Manuel Ocampo, Ryan Mendoza, Barry McGee tra i pittori più giovani, le installazioni di Tracey Emin, le sculture dei fratelli Chapman... trovo davvero geniali i lavori, soprattutto le performance, di Paul McCarthy.
Questo mondo è ricco di persone che lavorano in maniera eccelsa nel campo dell'arte, e questo forse proprio perché in ambienti molto più popolari la qualità è ridotta a opinione, vedi per esempio i grandi media, l'uso che si fa dei giornali e della tv, ma soprattutto di quest'ultima che ci stracolma di cazzate, inganni e menzogne di gusto nullo da mattina a sera e così ci rende fragili, poveri idioti, facili facili da controllare... è un peccato, no? La vita è così breve.
I tuoi progetti futuri?
Entro la fine dell'anno farò un libretto illustrato sulla storia di un bambino, A., e sul suo passaggio cruento dall'infanzia all'adolescenza. Vorrei iniziare a disegnare Petrolio, una storia scritta per Blue, ma non so se ce la farò e se Coniglio la vedrà mai, farò delle nuove performance di pittura sicuramente: con Guano sono in previsione eventi da ottobre in poi... e a proposito anche di questo, presto vorrei finire di registrare i brani per un disco e fare un po' di concerti col mio nuovo progetto musicale che si chiama Za Bùm.
Un consiglio per i giovani artisti che vogliono intraprendere la difficile carriera del disegnatore...
Lasciate stare, fate i barboni che si guadagna uguale ma si viaggia di più. No, scherzo, è che i consigli sono una rottura di palle... che dire?
Bisogna essere accorti a non esprimere solo se stessi, e a non credersi qualcuno che siamo niente. Guardatevi attorno, la vostra mano e la vostra testa sono solo il mezzo col quale potete testimoniare l'interà umanità. Correte più veloci del mondo, siate vulnerabili e sempre curiosi. Consigli sulla 'carriera' non ne dò perché penso sappiano sbagliare già benissimo da soli e io sono una frana sotto questo aspetto.

© David ''Diavù'' Vecchiato
Un messaggio per il lettori di Komix.it?
Un messaggio?... Compagni! Amici! Compaesani! Spendete tutti i vostri soldi in fumetti, fate come me! Scegliete gli ultimi rantoli editoriali di fumetto d'autore, salvate l'arte! Non vi fate fregare da editori, sceneggiatori e disegnatori prodotti in serie, su, non siete più bambini!... Insomma, votate per me, viva la creatività, viva l'amore, w la figa! Dai, ora basta così... ci voleva un buon incontro a base di chianti per quest'intervista, non trovi?
I tuoi contatti: indirizzo, e-mail, links...
www.davidvecchiato.com è il sito con alcune delle mie cose, ma è da aggiornare da secoli, e il mio indirizzo e-mail è david.vecchiato@libero.it
Statemi bene, tutti.
Claudio Parentela
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