Pollicina - L'Uomo e la Fiaba XXXVI

Una donna desidera una bambina, e per averla si rivolge ad una strega. La strega gli riferisce di prendere un granello d'orzo e di metterlo in un vaso di fiori, e poi di aspettare che germogli. Il germoglio diventa un bellissimo fiore; quando il bocciolo si apre esce una bambina grande come un pollice. Per questo motivo, viene chiamata Pollicina. La splendida favola di Andersen, ci ricorda che persino la Fede è come un piccolo granello che se trova un terreno fertile, può produrre opere buone a beneficio di tutti.

di Flavia_Santi

L'Uomo e la Fiaba XXXVI

Pollicina

Una donna desidera una bambina, e per averla si rivolge ad una strega. La strega gli riferisce di prendere un granello d'orzo e di metterlo in un vaso di fiori, e poi di aspettare che germogli: Dall'Opera scritta dalla Divina Sapienza del 4 Luglio 2004: "In questo grande momento siete come un vaso vuoto che attende di essere riempito da Dio, se, invece, siete distratti da mille pensieri, siete come un vaso colmo fino al collo che non può contenere più nulla". Il nostro cuore è quel vaso che il Signore nella sua infinita misericordia, depone il seme della sua parola. Se avremo una volontà retta e disponibile all'ascolto della verità, ecco che quel seme così piccolo e all'apparenza insignificante, porterà copiosi frutti di amore (Pollicina).
Ma la splendida favola di Andersen, ci ricorda che persino la Fede è come un piccolo granello che se trova un terreno fertile, può produrre opere buone a beneficio di tutti. S. Matteo cap.17 vers.18-20: "Allora i discepoli lo presero in disparte per dirgli: Perché noi non siamo stati capaci di scacciarlo? Gesù rispose loro: Per la vostra poca fede; perché in verità vi dico che se voi aveste tanta fede quanto un granello di senapa, potreste dire a questo monte: - Passa da qui a là! - e passerebbe; e niente vi sarebbe impossibile. Ma demoni siffatti non si scacciano se non con la preghiera e col digiuno".

Locandina del film di Don Bluth, Pollicina © Warner Bros.
Locandina del film di Don Bluth, Pollicina © Warner Bros.

Pietro Lombardo: "L'educazione ha il compito di far sì che ogni seme generi l'albero che in sé racchiude, come germe silenzioso e prezioso. Un'educazione iperprotettiva toglie lo "spazio psicologico di libero movimento" e genera piante malaticce, fragili, schiacciate, che si evolvono con grande fatica e con ritardo". È proprio così. Il fatto meraviglioso, è che possediamo nel nostro intimo tutti gli attributi ed attitudini, che ci permettono di sviluppare la nostra reale identità e individualità. Ognuno di noi è un capolavoro di Dio; il quale se glie lo permettiamo, opererà fuori e dentro di noi, il suo piano salvifico per l'intero genere umano. Il Signore desidera che ognuno di noi utilizzi le proprie facoltà con amore e serenità; i problemi e le sofferenze sopraggiungono quando questi meravigliosi doni che deteniamo, vengono recisi, deviati, troncati o indirizzati verso entità caduche ed illusorie. L'effettiva e profonda gioia, la si sperimenta nel preciso momento che riusciamo a far fiorire le virtù e le nostre qualità, a vantaggio del prossimo. Per questo motivo una corretta educazione, non deve tarpare le ali o sminuire la personalità del fanciullo, ma al contrario deve porgere gli strumenti giusti per far germogliare i doni che si possiedono. Per poi volgere questi meravigliosi donativi verso un fine superiore, che altro non è che utilizzare le facoltà di cui siamo forniti per espandere l'amore nel mondo. Concetto irreale? No. Basta che ognuno di noi nel suo ambiente familiare e sociale, espanda la fragranza d'amore che fuoriesce dal proprio cuore… a coloro che ne abbisognano. È così difficile?

Il germoglio diventa un bellissimo fiore; quando il bocciolo si apre esce una bambina grande come un pollice. Per questo motivo, viene chiamata Pollicina: Levitico cap.8 vers.22-24: "Sacrificò poi il secondo ariete per la consacrazione dei sacerdoti; Aronne ed i suoi figliuoli gli posero le mani sul capo. E Mosè, dopo averlo immolato, preso del sangue di quello, ne toccò l'estremità dell'orecchio destro d'Aronne, e similmente il pollice della mano e del piede destro. Fece poi venire i figli d'Aronne e col sangue dell'ariete immolato toccò a ciascuno l'estremità dell'orecchio ed il pollice della mano e del piede destro…". In questa circostanza, Pollicina personifica la persona che ha saputo rimanere ancorata agli insegnamenti della rettitudine ed equità, e per questo motivo rimane innestata alla Grazia santificante, che altro non è che una preziosa linfa che sgorga dal Signore fino alla creatura, rinvigorendola nelle virtù. Una delle quali la ritroviamo nelle dimensioni ridotte della nostra eroina: invero, la figura minuta di Pollicina ci ricorda che necessita essere semplici e umili.

Una notte mentre Pollicina dorme, un grosso rospo prende Pollicina e la porta via: Apocalisse cap.16 vers.13: "E vidi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia, e dalla bocca del falso profeta uscire tre spiriti immondi a forma di rane". Ecco che sopraggiunge la prova della vita terrena, la quale porta con sé i dignitari dell'eresia multiforme. Il rospo diventa così una chiara rappresentazione di coloro, che servi del male e della menzogna, cercano di portare sulla via iniqua tutti quelli che seguono le norme evangeliche e la verità. E non è un caso, che il rospo si presenti proprio quando Pollicina dorme, metafora lampante del sonno spirituale che sopraggiunge a coloro che non rimangono prudenti e guardinghi, nei riguardi del razionalismo e del relativismo imperante. D'altronde, come si provano le virtù se non con il loro opposto? Ma non è tutto. Nel momento in cui ci intorpidiamo verso l'autenticità e le virtù, ecco che repentinamente il Signore può permettere che avvengano delle calamità, le quali hanno lo scopo di destarci e scuoterci dal nostro abissale torpore. Espressamente come ci viene enunciato nell'Esodo cap.8 vers.1-3: "Disse ancora il Signore a Mosè: Presentati al Faraone, e digli: - Il Signore dice così: Lascia andare il mio popolo per offrirmi un sacrificio; se non lo lascerai andare, ecco che io flagellerò tutto il tuo territorio con le rane. Il fiume pullulerà di rane, che saliranno ed entreranno in casa tua, nella camera dove dormi, sul tuo letto, nelle case dei tuoi ministri, fra il tuo popolo, nei tuoi forni, nei tuoi cibi…".

La madre del rospo, decide di mettere Pollicina su una foglia di ninfea in mezzo al ruscello, per non farla fuggire via: Quando ci lasciamo travolgere dalle passioni sfrenate e dalle dottrine erronee del mondo festaiolo, non è forse come rimanere su una fragile foglia in mezzo ad un fiume? Sbattuti qua e là come canne al vento, senza avere un punto di riferimento o una "stella guida" che ci aiuti a percorrere con discernimento, il cammino della rettitudine. Rimaniamo soli con noi stessi, in perenne attesa di colui che cercherà di ghermirci l'anima… il rospo: che altri non è, che Satana. E difatti il nostro eterno nemico si serve di coloro che gli sono soggetti, per isolarci dal tenero abbraccio di Dio (madre di Pollicina), per poi condurci sulle sponde del peccato e delle passioni. Isaia cap.64 vers.6: "Tutti siamo diventati come persone contaminate, tutta la nostra giustizia è come panno da mestrui; siamo tutti caduti come la foglia e le nostre iniquità come il vento ci travolsero".

Pollicina piange al pensiero di dover sposare quell'orribile rospo. Alcune trote impietositesi dal pianto di Pollicina, spezzano lo stelo della ninfea lasciando fuggire Pollicina: In questo contesto narrativo, Pollicina simboleggia il peccatore pentito che chiede soccorso a Dio. E non è forse Gesù il mistico pesce (trote), che viene a soccorrere la nostra anima, ammaliata dai fittizi riverberi del mondo? Se rammentiamo bene, questo evento è analogo a quanto è avvenuto a Pinocchio quando è uscito dal ventre del pescecane; difatti subito dopo sia lui che Geppetto, sono stati salvati da un tonno.

Un maggiolino prende Pollicina e la porta sopra un albero, cominciando a contemplare la sua bellezza. Ma altri maggiolini cominciano a criticarla perché ha solo due gambe; alla fine il maggiolino si pente di averla presa. Così abbandona Pollicina su un fiore di campo: È lampante che le persone che giacciono sulla falsa scienza e falsa sapienza, non sanno compenetrare le virtù che altri posseggono. Difatti pensano erroneamente che tutti coloro che hanno concetti dissomiglianti dai loro, vanno biasimati ed infine evitati. Insomma, il maggiolino ritrae la persona che all'inizio ha compreso la bellezza delle verità evangeliche, ma poi si è fatto irretire da coloro che tallonano le eresie e imposture del proprio ambiente sociale. I saputelli del nostro secolo, elargiscono con tenacia le loro asserzioni insipienti, colme di arroganza e cupidigia; proprio come alcuni scienziati, i quali affermano che i feti non sono persone umane… e di conseguenza non hanno alcun diritto di esistere. Ed ecco che per far vivere un bimbo, se ne uccide e tortura un altro (non la pensava allo stesso modo, anche un certo Hitler?). Ed è naturale che se non si crede nell'anima insita in ognuno di noi, gli embrioni sono visualizzati esclusivamente come un cumulo di cellule informi. Ma allora… quand'è che Dio depone l'anima in una persona? Forse a un anno? Per caso, a tre mesi? Sapete la verità qual'è? Dio depone l'anima, nel momento del concepimento. Per cui anche gli embrioni sono delle persone con dei diritti, e non vanno reputati come dei semplici agglomerati di cellule amorfe. Ma è assodato che i sapientoni arrovellati nell'alto "albero" della loro superbia, non sanno comprendere la loro anima (Pollicina). Dal libro di Maria Valtorta "I Quaderni del 1944" pag.30: "Il razionalismo, la scienza separata da Dio hanno distrutto il vostro pensiero da dèi ed ora pensate come il fango può pensare: a livello di terra. Non vedete Dio impresso col suo sigillo sulle cose che il vostro occhio vede".

Pietro Lombardo: "L'Immaturo (maggiolino) ha sempre bisogno di tutto. È in perenne stato di dipendenza. Continua a bussare incessantemente alla porta degli altri, ed è incapace di provvedere ai propri bisogni in maniera autonoma". Essere troppo vincolati e assoggettati al giudizio del prossimo, non è corretto. Ognuno di noi ha un libero arbitrio per poter ragionare e deliberare, se un evento è conforme a giustizia o meno. Le leggi dell'amore e dell'equità, le abbiamo scritte in caratteri di fuoco nel nostro cuore. Ma allora perché si segue ciecamente, quello che i dignitari del nulla ci esternano? Le risposte possono essere molte; ma tra le altre cose… molto dipende dal fatto di come una persona sia stata educata nell'infanzia. Invero, a volte capita che alcuni genitori scoraggino i figli nell'esprimere francamente le loro opinioni e pensieri. In questo modo, si inibisce la libertà di pensiero dei propri discendenti. Ma non tutto è perduto. Mediante la buona volontà, la preghiera, il coraggio e la consapevolezza, si può riguadagnare la propria stima personale, e la propria autonomia di pensiero.

Al sopraggiungere del freddo, Pollicina per ripararsi entra in una buca scavata nel terreno. La piccola fanciulla scopre che la buca appartiene ad un topo di campagna, il quale la accoglie. Il topo infine gli fa conoscere un suo amico cieco, che altri non è che un Talpone: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 26 Luglio 2004: "L'uomo, però, può anche avere vista mediocre, coglie, allora, solo una parte di ciò che dono. Può anche essere un cieco volontario, allora non coglie proprio nulla, vive sulla terra come una talpa che si e scavata una tana sotterranea". Ecco come si presentano gli individui che rifiutano di accogliere le luci della verità: sono come talpe che annaspano nelle profondità dell'aberrazione. E in questo momento storico dove echeggia ovunque il relativismo, entriamo di diritto nella "tana" delle eresie. Non è forse la fasulla teoria dell'evoluzionismo, che ci proferisce che proveniamo dalle scimmie? Teoria che nega a priori qualunque verità biblica, anteponendone una prettamente umana, sprovvista di luce sapienziale. Ecco illustrata una delle cause di quel vuoto interiore, che inesorabilmente molti percepiscono; ed altresì ecco accrescere le disperazioni, gli impoverimenti interiori, le freddezze, il materialismo, il rifiuto del perdono. In poche parole, questi sono i frutti acerbi e acri che provengono dall'aver voluto forgiare precetti e norme che soddisfano unicamente il proprio autocompiacimento. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1-3-2004: "Guai, sposa amata, guai a colui che, come talpa, scava buche nella terra e si sprofonda sempre più in essa, guai all'uomo di terra che non alza al Cielo il suo sguardo e non capisce che il Cielo è la sua vera dimora e non la terra dove è di passaggio".

Pollicina in una galleria, incontra una Rondine ferita. Pollicina piange nel vedere la rondine sofferente, mentre il Talpone critica la rondine senza alcuna carità: Non ci dobbiamo meravigliare nel vedere la nostra anima (rondine) ferita e sofferente, nel momento in cui talloniamo la via della disobbedienza e ribellione. Come possiamo pensare che l'anima, un'entità totalmente spirituale, desideri convivere nella melma delle passioni? Ed è ovvio che il nostro IO egoistico (Talpone che critica la rondine), rimanga completamente cieco e sordo ai sospiri delle proprie ferite interiori (ferite della rondine).

Pollicina di nascosto va ad aiutare la rondine, donandogli un po' di calore; improvvisamente la rondine riprende vigore. Pollicina per tutto il freddo inverno aiuta la rondine, e quando giunge la primavera… la rondine vola via: Pietro Lombardo: "Bisogna avere la capacità di entrare nella dimensione dell'amore profondo, perché quando si sente nascere una dilatazione d'anima, il tepore di un calore... ". Ecco cosa fa rifiorire la nostra anima, ferita e spossata: l'amore. In sostanza, necessita amare non solo il prossimo, ma altresì volgere lo sguardo alla propria interiorità, ed eventualmente ristrutturare e risanare quelle ferite e lacerazioni, che per tanto tempo sono rimaste trascurate nel "freddo" del nostro inconscio. Pietro Lombardo: "Ognuno di noi può ricevere vento freddo, pungente, quasi un uragano che spazza via sogni e desideri. A volte è talmente gelido che l'anima (rondine) rimane intirizzita con brividi di freddo che permangono per lunghi anni, anche quando c'è un'estate di nuova vitalità da vivere. È importante rendersi conto che la nostra sensibilità è un dono di Dio. La sensibilità non è una disgrazia".
Pietro Lombardo: "Tutti abbiamo un grande bisogno di protezione, di calore, di poter riposare sereni e con il cuore gonfio di dolce abbandono, nelle braccia della persona amata". Proviamo a riflettere su una questione di estrema importanza, qual è il motivo principale delle numerose problematiche di ordine psicologico e spirituale, che affliggono l'umanità? La mancanza di amore (calore). Ed è naturale, che per superare le molteplici difficoltà e inquietudini di cui sopra, necessita principalmente donare amore e calore; espressamente come ci suggerisce il novelliere Andersen nella sua meravigliosa fiaba. Pietro Lombardo: "I cuori sono a volte come i torrenti d'inverno, ghiacciati per i dolori, ma conservano dentro una ricchezza da sciogliere al calore del sole".

Pollicina rimane con il Talpone per aiutare i suoi reumatismi; alla fine il Talpone vuole sposare Pollicina nonostante lei non contraccambi il suo amore: Perché non occuparsi di coloro che sono ciechi spirituali? Non è forse un'opera di misericordia spirituale, quella di consolare gli afflitti e consigliare i dubbiosi? Scostarsi con indifferenza da coloro che non seguono la verità, non è certo un'opera di carità e amore. Certo, non possiamo mica obbligare il nostro prossimo a seguire la verità, tuttavia si può compiere un'opera meravigliosa: pregare per loro. Semplice, no?
Come si può non gemere e soffrire, se si rimane ancorati a degli schemi mentali totalitari e insipienti? La depressione, il vuoto interiore, l'accoramento ed avvilimento, germinano e si sviluppano in una mente che non riesce a centrare il suo vero obiettivo: amare Dio. Proviamo a riflettere… la nostra anima agogna con tutte le sue forze, tornare da chi l'ha creata; ecco perché nonostante lo stordimento dei piaceri mondani non riusciamo a rimuovere del tutto questa sete di amore. Basta aprire il cuore alla luce di Dio e tornare a percepire la verità. Espressamente come ci viene enunciato nell'Opera scritta dalla Divina Sapienza del 26 Luglio 2004: "Geme l'anima (rondine ferita) nel suo buio (tana del Talpone) e non si accorge che intorno c'è tanta Luce. Quella che non si apre a Me è come una casa posta in pieno sole che tiene chiuse le imposte e tutte le porte".

Pollicina che rimane con il Talpone invece di seguire la rondine, ci rammenta come a volte ci siano persone che pongono a servizio del proprio IO accentratore, la propria anima; esattamente come un'ancella a servizio del "tiranno" chiamato "Io". E non è forse vero che sovente la nostra anima (Pollicina), viene forzata a servire un Io (Talpone) che brama denaro, sesso, cupidigia, potere e quant'altro? In poche parole, l'Io accecato (cecità del Talpone) dai godimenti mondani, ambisce e brama i "prodotti" che provengono dalla terra (tana del Talpone che non scordiamolo, si trova sottoterra). Joseph Nicolosi "Omosessualità maschile: un Nuovo Approccio" pag.138: "Un'identità frammentaria o ferita - soprattutto a un livello profondo come nel caso dell'identità sessuale - indebolisce sempre il potere personale dell'individuo". A questo riguardo, possiamo annotare come in realtà il Talpone malato, effigi l'individuo che ha una identità non coesa, ed è bisognoso di raggiungere una propria identità, la quale per svariati motivi non ha avuto modo di forgiarsi in maniera bilanciata. Quante persone vivono la propria esistenza nelle oscure cavità (tana del Talpone), composte dalla poca stima in se stessi? E non è forse credere di non possedere qualità e risorse, vivere come nel buio e nella più completa cecità? Esattamente… la sensazione che si sperimenta internamente, è quella di essere un enorme e solitario… Talpone.

Poco prima delle nozze, Pollicina osserva da una fessura il sole, e improvvisamente scorge la sua amica rondine. Alla fine, la rondine convince Pollicina ad andare via con lei, e così la piccola fanciulla si dispone sul dorso della rondine e vola via: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 23 Marzo 2004: "Dico ad ogni uomo della terra: pensa al Cielo, volgi il tuo pensiero alle cose eterne e stabili e stacca il cuore dalla terra, non ruspare, non scavare nella terra, ma guarda il Cielo, vedi come cresce la Luce, come avanza l'Alba nuova, entra nella Sua fulgida Luce, tra poco verrà il nuovo Giorno tutto Luce senza più tenebre, Giorno grande e splendido per chi Mi ha amato ed ha fatto la Mia Volontà". Pollicina è un'allegoria della persona che finalmente volge il proprio sguardo interiore a Dio (sole). E non è quando chiediamo aiuto al Signore, che fa la sua comparsa lo Spirito Santo, effigiato nella favola dalla rondine? Andersen ci ricorda che è proprio nella preghiera, che possiamo ritrovare la speranza e la fiducia in Dio. Questo anche se abbiamo vissuto una intera esistenza, nei meandri del peccato e dell'impurità (buca del Talpone). Dio dona fiducia e non disperazione; e la sua speranza ci porta con le sue ali… verso le nuove frontiere della pace interiore.
Oltre al resto, Pollicina che vola sulla rondine, ci ricorda il meraviglioso volteggio compiuto da Pinocchio sulla colomba, di Gandalf sull'aquila e di Harry Potter sull'Ippogrifo. In tutte queste contingenze, possiamo notare come le "ali" dello Spirito Santo, siano vigorose nel condurci lontano dai vizi terreni, per accompagnarci con serenità nelle vette della spiritualità.



Pietro Lombardo: "La libertà ce la dà Dio ed è nella forza della vita, dell'amore, della poesia, della carità, dell'umiltà e della nostra anima che non ne vuole sapere di rimanere incatenata alle strette prigioni dell'Ego (Talpone) ferito, malato e vorace di continue attenzioni solo ed unicamente su di sé che nasce, per ognuno di noi, quel viscerale e sacro grido di giustizia e di libertà!". Pollicina in questo ambito, raffigura il Vero Sé di un individuo, che è stanco di essere alle dipendenze di un Ego (Talpone) dispotico ed egotista. Dopo un'esistenza consumata nell'eclissi invernale del proprio amor proprio, ecco che il calore dell'amore può far decidere la nostra reale personalità a disancorarsi da tutti quei falsi princìpi che la società, serva dell'edonismo, continua a palesare con ostinazione. Si abbandona così il nichilismo che acceca e stordisce, e si cominciano ad afferrare le redini della propria vita. Ed allora inizia l'abnegazione verso i propri piaceri personali, e si inizia a vivere non solo per se stessi ma anche per donare al prossimo, i raggi di luce che scaturiscono dall'amore.

La rondine raggiunge la sua casa, ed infine ripone Pollicina su di un fiore; alla fine Pollicina incontra il Re dei fiori. Poco dopo, il Re si toglie la sua corona e la dispone sul capo di Pollicina, dicendogli se vuole divenire sua moglie: Ecclesiastico cap.39 vers.17-19: "Ascoltatemi, o divini rampolli, e germogliate come rosa piantata in riva alle acque. Come incenso mandate profumo soave, fate fiori come il giglio, e spandete odore e ricopritevi di amene fronde. E cantate un cantico di lode e benedite il Signore per tutte le opere sue". Ecco che la persona che si fa condurre sulle ali dello Spirito Santo (rondine), giunge col tempo a colmare la propria esistenza di "fiori" profumati; che altro non sono che le virtù. La temperanza, la castità, la sincerità, la sobrietà, la misericordia e via dicendo, diventano un mazzo di fragranti fiori che Gesù (Re dei fiori) accetta di buon grado. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 17 Settembre 2004: "Voi, amici, vivete nella Mia luce che diviene sempre più fulgida, non temete, la vita sarà un volo lieve e sicuro verso l'Eternità con Me, siete i Miei fiori dai petali vellutati, Io vi nutro e vi sostengo, siete i boccioli fragranti del Mio Giardino d'Amore". Ed è comprensibile che al declinare dei nostri giorni terreni, saranno proprio le virtù (fiori) compiute con diligenza, perseveranza ed umiltà, a fare in modo di meritare la corona di gloria che Gesù (Re dei fiori) posizionerà sul nostro capo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 5 Settembre 2004: "Amata, se permetterò che cada, che venga reciso, è certo per il suo bene, il piccolo fiore che perisce continua a fiorire nel Paradiso lì dove non soffiano mai venti tempestosi, ma soffia sempre una brezza soave e rugiadosa".

Pollicina risponde di sì; dopodiché gli vengono consegnati svariati doni… ma il più bello sono delle ali che le permettono di librarsi nell'aria: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 15 Settembre 2004: "L'uomo che si abbandona all'Amore di Dio, anche se piccolo e debole come un minuscolo scricciolo, per opera Sua, diviene un'aquila forte con le ali robuste che può volare alto sulle vette più impervie. Non sentitevi piccoli e gracili (Pollicina), la Forza di Dio vi rende forti, il Suo Vigore entra nel vostro fragile essere, siete con Lui uomini nuovi". Come si possono superare le tumultuose prove, che la vita ci propina in continuazione? Come si può avere speranza, in un mondo dove la guerra sembra non finire mai? In che modo si possono portare avanti le virtù, in una società opulenta ed egoista? Come si può perdonare, coloro che elargiscono odio e violenza? Come si può resistere alle numerose eresie, che gli scienziati servi del nemico, ci elargiscono con temerarietà? Semplice. Se chiediamo aiuto a Dio (Re dei fiori), Egli ci donerà le sue ali, la sua forza; e in questo modo potremo trasvolare oltre le lande più impervie …oltre le persone più crudeli …oltre le menzogne più diffuse …oltre le angosce più proterve e i vizi più incancreniti.

Pietro Lombardo: "Dobbiamo veramente imparare ad affidarci, perché esistono persone equilibrate, mature, che hanno passato il dolore e nonostante hanno aperto le ali della speranza, hanno riacceso dentro di loro il fuoco dell'Amore, quello che purifica, che riscalda". Quando il Vero Sé finalmente trasforma l'Io in un'entità altruistica e reale, ecco che finalmente nasce quella unione (matrimonio tra Pollicina e il Re dei fiori) che induce l'individuo a riacquistare la propria reale individualità. In sostanza l'Io non si contrappone più alle esigenze di verità ed amore del Vero Sé, ma anzi si viene a creare una splendida sinergia; che inevitabilmente fa pervenire pace e serenità nel proprio essere interiore. In questo contesto, le ali raffigurano la riacquistata libertà di essere veramente se stessi, senza sovrastrutture illusorie imposte dai servi della malizia. Pietro Lombardo: "La libertà è nelle ali di un cuore largo e generoso, che ci fa sentire liberi di amare incondizionatamente".

Frasa

- L'Uomo e la Fiaba. Lo Speciale