Hansel e Grethel - L'Uomo e la Fiaba XXXVII

Ecco svelato in maniera semplice ed allo stesso tempo autentica, quello che avviene quando facciamo entrare nel nostro cuore (casetta di pane), il peccato. In sostanza il peccato (strega) rinchiude l’Io (Hansel) in una sorta di bieca “cella”, formata da pensieri razionalistici ed illusori, dopodiché costringe l’anima (Grethel) a servire i piaceri mondani (ingrassare Hansel). Ed è ovvio che...

di Flavia_Santi

L'Uomo e la Fiaba XXXVII

Hansel e Grethel

Hansel e Grethel sono figli di un povero taglialegna, il quale a stento riesce a procurare il pane per tutta la famiglia. La moglie suggerisce al marito di dare un tozzo d pane ai due figli, e di abbandonarli nel bosco più fitto: Ecclesiastico cap.14 vers.9-10: “Insaziabile è l'occhio dell'avaro (strega) in fatto di ingiustizia, né sarà sazio finché non abbia consumato e inaridito l'anima sua. L'occhio maligno è rivolto al male, né si sazierà col pane; affamato e triste sarà alla sua propria mensa”. La favola ci ricorda che essere avari ed egoisti, porta inevitabilmente ad allontanare dalla “casa” del proprio cuore le virtù come l’umiltà e l’onestà, rappresentati con discernimento dalle due figure di Hansel e Grethel. Difatti in questo contesto la madre dei due fanciulli, effigia il versante egoistico e gretto di un individuo, che persuade il proprio Io (padre) ad estraniarsi da tutto ciò che può allontanarlo dalle fami del senso. Anche nella Bibbia ci viene riferito concretamente che nella casa dove si trova l’egoismo, prima o poi la benedizione di Dio verrà a mancare; ad esempio in Proverbi cap.3 vers.33-34: “Nella casa dell'empio viene da Dio la povertà, ma le abitazioni dei giusti saranno benedette. Egli si beffa dei beffardi, ma ai mansueti darà grazia”. E quando non si ha voglia di seguire le virtù, cosa si fa? Semplice, si emarginano e reprimono nella memoria inconscia, raffigurata nella fiaba dal fitto e buio bosco.

Pietro Lombardo : “Essere alienati è come restare in esilio da se stessi. Eterni stranieri in casa propria, con la sensazione di pesare, di essere di troppo, di dare fastidio. La sensazione della non accoglienza, è una ferita dell’essere a livello profondo. È come uno star male in continuazione: è il -mal-essere esistenziale”. Quando non si è ben accolti, amati e protetti dai propri stessi genitori, le risorse di una persona sono come se entrassero in un “bosco” oscuro e tenebroso. In definitiva ci si barrica su se stessi, chiudendosi a riccio. Pertanto si diviene ansiosi e sospettosi, le persone divengono come ombre da cui fuggire via e nascondersi. Le relazioni sociali e affettive risentono di questa chiusura protratta per lungo tempo, fino a far sì che tutte le relazioni interpersonali divengono problematiche. Sovente le persone che hanno questi sentimenti di malessere profondo, non sanno consapevolmente cogliere il terribile fatto… che non sono stati amati. Questo poiché sin dalla tenera età, è subentrato un meccanismo di difesa chiamato “rimozione”; il quale cerca in un modo o in un altro, di eliminare i ricordi penosi. Ma purtroppo con il passare del tempo, il disagio esistenziale accresce. Questo spiega come mai, ad un certo punto della propria esistenza, necessita guardarsi dentro e risolvere le carenze affettive irrisolte.
Alcuni si chiederanno, ma come mai esistono madri come quelle narrate nella favola, le quali trattano con malevolenza i propri figli? Naturalmente le motivazioni sono molteplici, ma alcune di queste ci conducono ad ataviche collere e rancori repressi; i quali vengono convogliati sui figli. In breve, se una madre non ha risolto le ferite e lacerazioni che hanno causato questi inconsci sentimenti negativi, ecco che la genitrice si troverà a proiettare sui discendenti le frustrazioni, avvilimenti e soprusi, vissuti nell’infanzia. A questo punto, ai figli non è concesso essere se stessi, poiché inconsapevolmente mediante frasi ed atteggiamenti frustranti, gli viene suggerito di nascondere nel “bosco” della vergogna, le proprie qualità e talenti. In sintonia con quanto esposto, leggiamo cosa ci riferisce la psicologa Alice Miller nel libro “Il Bambino Inascoltato” a pag.27: “La madre (strega) che viva il suo lattante (Hansel e Grethel) come cattivo e distruttivo, dovrà necessariamente cercare di ammansirlo e di educarlo. Se invece considera la sua rabbia e il suo odio come reazioni ad esperienze dolorose, il cui significato le può ancora rimanere celato, allora non cercherà di educare ma gli lascerà vivere i sentimenti che prova di volta in volta”.

Hansel riesce ad ascoltare quel triste discorso, e decide di prendere dei sassolini bianchi. La mattina dopo, Hansel nel cammino verso il bosco, fa cadere dietro di sé i sassolini bianchi: Apocalisse cap.2 vers.17: “Chi ha orecchio, ascolti che cosa lo Spirito dice alle chiese. A chi vince, gli darò della manna nascosta, e gli darò un sassolino bianco, e nel sassolino sta scritto un nome nuovo, che nessuno sa, se non chi lo riceve”. Hansel in questo ambito narrativo, è la persona che con amore si accosta alla fede; e così facendo trova le risorse necessarie per sconfiggere i trabocchetti di coloro che tallonano il male e l’ingiustizia. I sassolini bianchi sono le opere, fatiche e virtù che ogni buon fedele, sa compiere quotidianamente. Opere che non scordiamolo devono essere compiute con amore e verità, solo così saranno benedette dal barlume “lunare” della sapienza e giustizia di Dio. Il quale ci aiuterà nei momenti in cui ci sentiamo soli e smarriti nella “boscaglia” del peccato. E come non ricordare che i sacramenti provengono dalla “pietra” Chiesa, e che ci donano quella forza, coraggio, sapienza e speranza che necessitano nei momenti di sofferenza?

Dopo aver preso della legna ed acceso il fuoco, la madre consiglia ai due figli di dormire. Dopodiché sia lei che il marito si allontanano, con la scusa che devono spaccare altra legna: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 22 Novembre 2004: “Chi Mi accoglie non cammina più nelle tenebre, ma ha la Luce di Gesù nella mente ed il suo Fuoco nel cuore”. Quante volte ci allontaniamo dal fuoco dello Spirito Santo e dall’amore, esponendo mille scuse? Quali…? Proviamo a vederne alcune… Non ho tempo per andare a messa, poiché devo andare a sciare. E chi ha tempo da sprecare nell’aiutare un solingo anziano, nelle case di cura? Ma cosa dici? Pregare? Ma non lo sai che ho un sacco di cose da realizzare? Ad esempio devo assolutamente uscire a fare un po’ di shopping, dopodiché mi aspetta il massaggiatore! Insomma, il nostro versante istintuale e godereccio (strega), desidera addormentare ed allontanare dalla propria consapevolezza e coscienza, tutto ciò che può ricondurre l’Io (padre dei due fanciulli) alle virtù e morigeratezze. E non è un caso, che le virtù (Hansel e Grethel) si siano avvicinate al fuoco, mentre il versante istintuale (strega) allontana l’Io dal fuoco, che altro non è che un simbolo dell’amore dello Spirito Santo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Novembre 2004: “Siate forte Luce nelle tenebre del mondo, siate Fuoco che arde ovunque e scalda i cuori.”.

Non vedendo tornare i genitori, Hansel aspetta che giunga la luna. Grethel scopre con piacere, che i sassolini bianchi brillano mediante il riflesso della luna, indicando ai due fanciulli il cammino verso casa: Salmo 135 ver.8-9: “Il sole per dominare il giorno, purché in eterno è la sua misericordia! La luna e le stelle per dominare la notte, perché in eterno è la sua misericordia!”. Ed è naturale che quando ci si trova nella notte dello spirito, quando le luci del buonsenso si sono estinte, non resta che seguire le parole sapienziali (sassolini) che ci vengono enunciate dalla donna che più di ogni altra creatura, ci dispensa il riflesso di Dio: Maria. Non è infatti Maria Santissima colei che da decine di anni, appare in numerosi luoghi della Terra per donarci consigli illuminati di lunare sapienza, in questa notte oscura… metafora della nostra epoca oscurantista ed idolatra? Ma chi segue Maria? I semplici, i piccoli e i fanciulli, in una parola… gli umili (Hansel e Grethel). Apocalisse cap.12 vers.1: “E un gran portento apparve nel cielo: una donna ravvolta nel sole, e la luna sotto i suoi piedi, e sul suo capo una corona di dodici stelle”.

Il padre si rallegra nel veder tornare Hansel e Grethel, mentre la madre rimane furiosa, pur se finge il contrario: Come possiamo sperare che il versante di tutti noi, che è ancorato ai piacerti mondani, possa essere allegro di rivedere le virtù (Hansel e Grethel) fiorire in un cuore?

Passato non molto tempo, finisce di nuovo il pane; e la moglie convince nuovamente il marito ad abbandonare Hansel e Grethel nel bosco. Mentre vengono riportati nel folto bosco, Hansel getta dietro di sé delle briciole di pane: Sapienza cap.16 vers.20: “Invece, tu nutristi il tuo popolo col cibo degli angeli, e un pane bello e pronto mandasti loro dal cielo, senza loro fatica, il quale aveva in sé ogni delizia e ogni soavità di sapore”. A cosa serve cibarsi della manna celeste: l’Eucaristia, se la prendiamo con il cuore colmo di vizi, menzogne e peccati? A nulla. Ecco che l’allegoria della fiaba, ci rammenta che se seguiamo le concupiscenze, ed agiamo come fossimo noi i depositari della verità, i benefici che ci vengono offerti dai sacramenti non apporteranno alcun effetto positivo e produttivo alla nostra anima.

Quando giunge la Luna, Hansel non vede le briciole di pane, difatti sono state beccate da numerosi uccellini. Per questo motivo, Hansel e Grethel non riescono a tornare a casa: S. Matteo cap.13: “E raccontò loro parecchie cose in parabole. Un seminatore, uscì a seminare. E nel seminare, una parte del seme cadde lungo la strada e vennero gli uccelli dell'aria e lo beccarono… Quando uno ode la parola del regno e non vi pone attenzione, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui; questi è l'uomo che ha ricevuto la semente caduta lungo la strada”. In questo ambito Hansel e Grethel raffigurano le persone che seguono i piaceri che offre il mondo, e così facendo… hanno smarrito la strada della rettitudine e della verità. Lasciando che la parola elargita con amore dal Signore non penetrasse nel cuore, questo poiché si è lasciata la parola della verità… per seguire la strada boscosa del senso e dal vizio. E come non riportare questi pensieri, a quanto malauguratamente avviene nei nostri giorni? La secolarizzazione che sta agguantando come un terribile morbo la nostra epoca, è lampante. Crocefissi che si gettano via, presepi che vengono sostituiti da pomposi alberelli, festaioli babbi natali che ci sorridono portando nei loro regali esclusivamente menzogne, politici vassalli del popolo edonista e così via. Ed il Signore come può non colmare i cuori di chi lo ascolta, mediante molteplici opere sapienziali? Invero, come può il fuoco dell’amore, non soffiare la verità, in un’epoca dove la parola “Gesù” viene allontanata con ostinazione? Un popolo dove i bambini non sanno più fare il segno della croce, dove l’aberrazione e l’apostasia sono elargiti con naturalezza, è ovvio che il soffio dell’amore: lo Spirito Santo, ci continui a serbar ricordo che la strada oscura che abbiamo intrapreso, non è quella giusta.

Hansel e Grethel si perdono nel bosco girovagando per tre giorni, ad un tratto scorgono una casa composta di pane e ricoperta di focaccia, con le finestre di zucchero trasparente. Hansel e Grethel mangiano con gusto, parti della casa: Non è forse la chiesa quella “casa” dove viene distribuito il pane della vita? E tutti quei vetri colorati nelle cattedrali, non sembrano forse finestre fatte con zucchero trasparente? In breve, Hansel e Grethel simboleggiano coloro che si accostano al banchetto eucaristico, con un sano desiderio di crescere e migliorarsi. Oltre al fatto che anche se con i cinque sensi non si percepisce alcunché, le persone che sono lontane dalla fede, sentono nel loro profondo una fame di Dio. Questo avviene perché la nostra anima, pur se in mezzo alle sollecitazioni umane, avverte il bisogno e la necessità di nutrirsi dell’amore di chi l’ha creata.

La strega che abita nella casa, li fa entrare. Difatti la strega ha costruito la casetta di pane, proprio per attirare i bambini, per poi ucciderli ed infine mangiarli: Ecclesiastico cap.21 vers.9-10: “Chi fabbrica la sua casa a spese d'altri, è come chi raccoglie le sue pietre per l'inverno. Una massa di stoppa è la truppa degli empi, e la loro fine una fiammata di fuoco”. La favola ci fa comprendere con estrema lucidità come purtroppo il nostro lato carnale, appetisce con tutte le sue forze estinguere ed annichilire il versante spirituale. In effetti quando si segue con tenacia l’edonismo, ecco che persino i doni che il Signore ci ha dato, vengono utilizzati non per dare amore e sostegno al prossimo, ma per sfamare le proprie bramosie individualistiche. Concetto di estrema importanza che ci viene altresì narrato nel libro di Maria Valtorta "L'Evangelo come mi è stato Rivelato" volume Secondo pag.573: “…perché al Padre va data ogni precedenza ed ogni amore in Cielo, in terra e nei cuori. Ed il primo a dargli questo onore è il suo Verbo che prende ed offre, sulla tavola senza difetto, i cuori dei buoni come fa il sacerdote coi pani della proposizione”. Da quanto appena espresso, possiamo comprendere come la strega cattiva, è una evidente descrizione di alcune anime consacrate, le quali non hanno compreso la loro vera missione, che è quella di servire il prossimo e non di essere servite. Difatti la strega utilizza la sua casa (chiesa) per attirare a sé Hansel e Grethel (i fedeli), ma non per aiutarli a trovare la fede e le virtù, ma per mangiarseli; proprio come alcune anime consacrate che invece che preoccuparsi se i loro fedeli crescono nelle virtù, sono tutti impensieriti se i fedeli offrono o meno l’obolo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 30 Novembre 2004: “…ma l’uomo non capisce, è sempre duro di cervice, non riflette, le cose del mondo lo distraggono, la mente è sempre volta alle cose della terra e poco a quelle del Cielo. Molti Doni hanno gli uomini di questo tempo offerti dal Tuo Amore Meraviglioso, ma non sono utilizzati per la Tua maggior Gloria, ma per il proprio grande egoismo”.

La strega imprigiona Hansel, e poi obbliga Grethel a servirla. L’intento della strega, è quello di far ingrassare Hansel prima di mangiarlo: Ecco svelato in maniera semplice ed allo stesso tempo autentica, quello che avviene quando facciamo entrare nel nostro cuore (casetta di pane), il peccato. In sostanza il peccato (strega) rinchiude l’Io (Hansel) in una sorta di bieca “cella”, formata da pensieri razionalistici ed illusori, dopodiché costringe l’anima (Grethel) a servire i piaceri mondani (ingrassare Hansel). Ed è ovvio che se si continua a vivere in questa maniera, prima o poi sia l’Io (Hansel) che l’anima (Grethel), verranno divorati dal male (strega) per sempre.

La strega è un po’ cieca, e per comprendere se Hansel ingrassa, gli chiede di mostrargli il dito. Hansel furbamente gli mostra un ossicino: S. Giovanni cap.12 vers.39-40: “Essi non potevano credere, perché Isaia aveva detto: Egli ha accecato i loro occhi e indurito i loro cuori, affinché non vedano con gli occhi e non intendano col cuore e non si convertano, in modo che io possa guarirli”. Come possono pensare di “vedere” le realtà dello spirito, coloro che rincorrono con ardore il vizio e il male? Ed ecco che l’affannosa ricerca della strega nel desiderare che Hansel diventi più grasso, nasconde una terribile inquietudine interiore. In poche parole, la persona che non segue con amore le verità scritte nel cuore, proverà intimamente dei turbamenti ed ansietà, poiché il peccato inevitabilmente porta con sé dell’inquietudine. Espressamente come ci viene enunciato nel Salmo 37 vers.4: “Non vi è sanità nella mia carne a cagione dell'ira tua, non vi ha pace per le mie ossa a cagione dei miei peccati”.

Dopo quattro settimane, la strega decide di mangiare Hansel… grasso o magro che sia. Grethel prepara la pentola con l’acqua bollente per cuocere il fratello, mentre la strega accende il forno. Infine la strega, con l’intento di cuocere Grethel… gli dice di dare un’occhiata al forno per vedere se il pane è ben cotto; ma Dio ispira un’idea alla fanciulla, e Grethel risponde di guardare prima lei. Dopodiché Grethel riesce a rinchiudere la perfida strega nel forno: Grethel ci dimostra come possa un’anima non ancora morta alla Grazia, ascoltare i suggerimenti e consigli del Signore, per allontanare i vizi e il peccato. L’insegnamento che questo passo della fiaba ci suggerisce, è proprio quello di ascoltare la voce di Dio, solo così saremo in grado di sconfiggere il male che si annida nel nostro cuore. E ciò che accade alla strega, è la medesima fine che avviene a coloro che seguono con pertinacia e alterigia le seduzioni del mondo, senza porgere attenzione ai consigli e suggerimenti che lo Spirito Santo sussurra all’anima.
Un’ulteriore considerazione da tener presente, è il notare che per sconfiggere l’odio, la lussuria, l’avarizia, l’invidia e tutti gli altri vizi, è necessario ricolmare il proprio cuore (forno) con l’ardente “fuoco” dell’amore. Difatti Grethel che getta nel fuoco la strega cattiva, simboleggia la persona che finalmente ha compreso che per seguire la rettitudine e la verità, necessita ardere tutta la lordura composta da vizi e peccati, nella fornace arroventata dell’amore. Dal libro di Maria Valtorta "L'Evangelo come mi è stato Rivelato" volume Secondo pag.584: “Vedete quella peccatrice: è una crosta di lordura. Ma dentro ha una fiamma che va alimentata. Diverrà così forte che eromperà dalla crosta e tutto arderà. Cadrà la lordura e resterà solo la fiamma”.

Grethel infine libera il fratello, ed insieme prendono le numerose pietre preziose che si trovano nella casa della strega: Grethel ormai non più serva dei vizi (strega), ecco che riesce a liberare il proprio “Io” dalle catene del peccato, e insieme riescono a far fruttificare i doni elargiti dalla chiesa, che altro non sono che i sacramenti. È interessante aggiungere che quando non sottostiamo più al peccato, ogni opera buona che compiamo è un prezioso tesoro (pietre preziose), che ci sarà consegnato nel giorno in cui incontreremo Dio faccia a faccia. Al contrario, se i doni che abbiamo ricevuto non li abbiamo fatti fruttificare, Dio ce li toglierà e li consegnerà a persone più meritevoli.

Raggiunto un grande fiume, Grethel chiede ad un’anatra di prenderli sul suo dorso per permettergli di attraversare il fiume. L’anatra acconsente, e uno per volta li aiuta a varcare il grande fiume: S. Marco cap.1 vers.9-10: “In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano; e tosto, mentre egli usciva dall'acqua, vide spalancarsi i cieli e lo Spirito scendere sopra di lui quasi colomba”. Come abbiamo riscontrato negli articoli precedenti, sovente il Signore viene visualizzato come un volatile (basta ricordare Pollicina su una rondine… Gandalf su un’aquila… Pinocchio su un colombo, ed infine Harry Potter sull’Ippogrifo). Ed ecco che l’anatra che porta Hansel e Grethel, è un’allegoria di Gesù che ci prende sulle sue spalle per portarci alla salvezza. Questo significa che con il nostro libero arbitrio, dobbiamo dimostrare a Dio che desideriamo seguire le virtù, poi Egli con il suo amore infinito, ci aiuterà quando sopraggiungeranno le prove, tentazioni e sofferenze che non riusciamo a superare con le nostre esigue forze.
Mentre il corso del fiume, ci porta a rammentare che quando siamo uniti a Gesù, egli ci elargisce la sua sapienza; proprio come ci viene testimoniato in Ecclesiastico cap.47 vers.15-16: “Quanto fosti tu savio nella tua giovinezza, e riboccante di sapienza come un fiume! L'animo tuo ricoprì la terra…”.

Giunti a casa, il padre nel veder tornare Hansel e Grethel, si rallegra moltissimo, mentre la madre è morta. E con le pietre preziose che Hansel e Grethel possiedono, vivono tutti felici e contenti: S. Luca cap.15 vers.20: “Levatosi, andò da suo padre. E mentre egli era ancora lontano, il padre suo lo vide e ne ebbe pietà; gli corse incontro e gli si gettò al collo e lo baciò”. Propriamente come ci viene descritto nella parabola del figliol prodigo, ecco che il padre di Hansel e Grethel effigia Dio Padre; il quale si rallegra nel vedere tornare sulla retta strada, tutti quelli che si erano volontariamente assoggettati al peccato. Pietro Lombardo “L’amore di Dio ci riconduce alla bellezza che è in ognuno di noi e ci riconduce a casa, ossia nel luogo in cui non abbiamo più paura”. E le numerose pietre preziose, altro non sono che tutti quei meravigliosi doni di Grazia come i sacramenti, che adesso acquisiscono un immenso valore, proprio perché sono ricevuti con cuore sincero e benevolo.
Per concludere, è interessante osservare che adesso la madre di Hansel e Grethel non c’è più, proprio perché la madre cattiva altro non è… che la strega. In breve, la madre e la strega altro non sono che la stessa persona; immagine metaforica del versante avido e corrotto che tutti possediamo, e che tutti siamo tenuti a contrastare per raggiungere la casa del Padre: Dio.

Frasa

- L'Uomo e la Fiaba. Lo Speciale