Davide Zamberlan, l'esordio della Tunué nel fumetto

Diventata punto di riferimento per la saggistica nel settore del fumetto e dell'animazione, Tunué si prepara a lanciare, in occasione della fiera di Lucca Comics & Games 2005, un nuovo autore per l'esordio della sua collana Prospero's Books.

«Noi siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni...»
(Prospero, da La Tempesta di William Shakespeare)

Se tutti noi siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni, allora per un giovane autore vedere pubblicata la sua opera deve essere la materializzazione di desideri e speranze, la realizzazione del suo essere.
Questa è stata la filosofia che ha spinto la Tunué a prediligere come prima pubblicazione l'opera di un giovane autore, perdipiù italiano, categorie troppo spesso messe in secondo piano, nel nostro mercato editoriale, rispetto alle traduzioni dei lavori degli artisti stranieri.

Tunué crede nella capacità e nella qualità dei nostri scrittori e disegnatori e l'autore "numero uno" della collana Prospero's Books - molto conosciuto nel web, vincitore di concorsi e con già all'attivo delle pubblicazioni - è pronto a testimoniarlo.

Davide Zamberlan, 30 anni, di Vicenza, l'autore de Il Vecio della Montagna, pubblicherà per Tunué il suo primo albo di storie a fumetti: Intermezzi.

Intermezzi © Davide Zamberlan / Tunué
Copertina di Intermezzi © Davide Zamberlan / Tunué

Diamo anche a voi il benvenuto in questa nostra nuova avventura e vi invitiamo a conoscere meglio Davide Zamberlan.

Autoritratto di Davide Zamberlan © Davide ZamberlanDavide Zamberlan nasce nella notte del 26 febbraio 1975 a Vicenza. Segno zodiacale Pesci.
Autore eclettico e completo, Davide bazzica il mondo del fumetto sin dai suoi 18 anni.
Dopo una lunga gavetta fatta di svariate collaborazioni con fanzine e prozine, pubblicazioni gratuite e autoproduzioni, la "svolta" avviene nel maggio 2002 con la vittoria al concorso Otto tavole per Mondo Naif della Kappa Edizioni. La storia vincitrice, Il Viaggio, viene pubblicata su Schizzo n. 12 del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona, a cui faranno seguito L'ultimo uomo (Schizzo n. 13) e, su disegni di Alberto Sgaggero, Giochiamo a Odisseo? (Schizzo n. 14) storia arrivata 4° al Premio Pietro Miccia di Torino Comics.
Sempre su Mondo Naif (n. 45) della Kappa Edizioni è la pubblicazione della storia Ali.
Sua ultima crezione è Il Vecio della Montagna, una comic strip che vede come protagonista un autore di fumetto emergente perennemente appollaiato su una montagna di tavole di fumetto, dolceamara ironica indagine su pregi e difetti del mondo del fumetto. La strip, nata per il suo blog, è approdata su due albi raccolta editi dalla Lilliput: Il Vecio della Montagna - bhè sempre meglio che lavorare... e Il Vecio della Montagna - Fumettisti si diventa... Fumettari si nasce!

Intervista a Davide Zamberlan

Ciao Davide, sei da poco entrato nel team Tunué, come vuoi presentarti ai lettori di Komix.it?
Mi piacerebbe che a presentarmi fossero i miei lavori, non sono molto bravo a parlare di me... ma purtroppo non sono tanti e tali per farlo, e questo è un ulteriore motivo per cui punto su questo nuovo albo con la Tunuè.
Per il momento diciamo che sono un giovane autore di fumetto (anche se il termine giovane a trent'anni suonati mi fa un po' sorridere) appartenente a quell'esercito di talenti che cerca di emergere in questo difficile ma amatissimo mestiere...

Parliamo del tuo rapporto con il fumetto, come e quando è scoppiato il vostro amore?
E' stato un innamoramento graduale... in famiglia c'è sempre stata passione per i fumetti e giovanissimo già sfogliavo il Mago, Topolino, Flash Gordon, Phantom, Mandrake, SpiderMan. Prima di "diventare" un fumettaro ero già un lettore appassionato di fumetti. Amavo molto disegnare e i primissimi disegni erano equamente distribuiti tra Paperino e l'altra mia passione: Mazinga, Goldrake e robottoni giapponesi!
La svolta è stata verso i 14 anni con l'uscita di Mangazine (la fanzine) dove ho trovato finalmente molte più informazioni sul genere grafico e narrativo allora più vicino ai miei gusti: le commedie manga conosciute sempre attraverso i cartoni.
Poi, col tempo e le varie letture, ho maturato la voglia di raccontare le cose più diverse... Ma il vero amore che sin da piccolo ho avuto è una grande passione per raccontare storie. Da bambino ero un formidabile bugiardo, pensavo anche ai minimi dettagli... ma non tanto per un piacere perverso di imbrogliare gli altri quanto per il gusto fine a sé stesso di inventare situazioni, viverne e provare emozioni oltre a quelle offerte dalla realtà.
Io amo raccontare e solitamente queste storie si presentano alla mente già sotto forma di immagini, e il mezzo migliore per raccontare per immagini lavorando da solo con strumenti e materiali semplici era ed è il fumetto.

Intermezzi © Davide Zamberlan / Tunué
Illustrazione tratta da Intermezzi
© Davide Zamberlan / Tunué

E il tuo percorso artistico secondo quali binari si è sviluppato?
Dunque come detto appartengono alle generazioni invase dai cartoni e che hanno contribuito (acquistandoli) alla prima invasione dei manga in Italia... mi sembra quindi ovvio che tra le mie prime influenze ci siano i manga.
Graficamente sono partito da lì e ho fatto un percorso a ritroso fino a Hokusai, quindi di nuovo avanti alle giapponeserie del tardo Impressionismo (alla ricerca della risposta alla domanda «perché il segno orientale affascina l'occidente?», non sono mai stato un innamorato del Giappone in ogni sua forma... a me interessa lo stile), la derivata Art Nouveau, Toulouse Lautrec, Mucha, Beardsley, Klimt... e quindi linea chiara francese e non, Hergè, Giardino, Pratt, Micheluzzi, Moebius e di nuovo manga...Taniguchi.
Narrativamente invece sono partito dalla commedia sentimentale comica alla Rumiko Takahashi, per arrivare a narrazioni meno comiche ma sempre legate al quotidiano, magari invaso da elementi non completamente razionalizzabili. Amo molto i racconti di Banana Yoshimoto.
La verità è che ho sempre avuto una marea di spunti, mi piace raccontare storie proprio perché prima di tutto mi piace farmele raccontare e quindi leggere libri, vedere film di ogni tipo... sono curioso di tutto!

Così, da quali arti, o esperienze, ti fai più spesso suggestionare nello scrivere e disegnare le tue storie?
Da tutte: un romanzo, un racconto, una barzelletta, uno spot, un film, una immagine, una poesia... qualsiasi cosa può stimolarmi a trasformala in una storia a fumetti. Anche la vita vera, ma in questo caso il lavoro è un po' più difficile, bisogna filtrare e filtrare il tutto finché l'elemento biografico impallidisca fino a lasciare la storia pura, rivivibile da chiunque se la senta raccontare... questo almeno per i miei gusti.

Come sai, noi crediamo molto nei giovani autori italiani, cosa ti senti di consigliare loro? Be', il Vecio avrebbe qualcosa da dire in proposito, non è vero?
Ah... il Vecio... ormai non mi libererò mai di questo alterego con cui vivo come in un una specie di Dr. Jekill e Mr. Hide... Il problema è che non mi dispiace e non so più chi dei due sia il cattivo Mr. Hide, eh! eh!
Quindi in perfetto "Vecio style" consiglio a tutti coloro che vogliono fare fumetti di farli assolutamente e a chi vuole fare il fumettista di professione a lasciare perdere. Quando questa frase non vi sembrerà più un controsenso, sarete pronti per fare i fumettisti e battervi, perché ci sarà da battersi inutile farsi illusioni, per divulgarli.

E come vedi il panorama fumettistico italiano? In questo momento c'è spazio e possibilità per i nuovi disegnatori?
No. Il fumetto in Italia ha bisogno di un serio rinnovamento di tutti gli aspetti che lo governano: produzione, informazione, distribuzione, promozione, critica... tutto. Da troppo tempo si va avanti con la convinzione che essere appassionati fanzinari sia la normale e sufficiente gavetta per improvvisarsi autori... critici... curatori... editori (!)...
O, all'opposto, si continua a coltivare politiche editoriali che, anche se meritevoli, sono superate ormai dai tempi.
Non mi faccio illusioni, ci vorranno anni e la gente che si tira su le maniche oggi per svecchiare il media forse non usufruirà dei risultati... lo farà chi verrà dopo.

Quanto può contare il web nella promozione, diffusione e valorizzazione delle vostre opere?
Può essere utile, anche se al momento non è un mezzo che consenta qualcosa di più di un primo assaggio di comunicazione... troppo dispersivo, troppo ancora sperimentale nelle forme e limitato nell'utenza che ne usufruisce. Poi in Italia, tanto per cambiare, siamo il fanalino di coda nell'introduzione e fruizione delle nuove tecnologie e internet non fa eccezione.

Intermezzi © Davide Zamberlan / Tunué

Intermezzi © Davide Zamberlan / Tunué
Illustrazione tratta da Intermezzi
© Davide Zamberlan / Tunué

Noi di Tunuè abbiamo sviluppato un dibattito sul rapporto marketing/fumetto... una tua opinione?
Purtroppo in Italia, non solo nel fumetto, c'è spesso un occhio sospettoso nei confronti del marketing, soprattutto se abbinato a prodotti creativi, artistici... Come ogni cosa quando diventa eccessiva anche il marketing, se estremo, porta danni e un progetto creativo deve mantenere almeno un anelito di volontà espressiva libera da calcoli di mercato, ma arrivare all'eccesso di avere poche o nessuna informazione e politica di promozione, distribuzione, vendite e composizione del "prodotto fumetto"... - perché il fumetto è comunque un prodotto, si vende e la gente ci vive producendolo, non dimentichiamolo... – è assurdo e controproducente. Tutto questo ha portato ai risultati di oggi: un mercato col fiato corto, tutto sulle spalle di lettori appassionati spremuti come limoni.

Ultima, classica domanda: letture, albi e artisti preferiti?
Leggo molto, ma meno fumetti di quando ero adolescente. Una semplice evoluzione di gusti. Ci sono molti fumetti per adolescenti e tardo adolescenti, pochi per altre fasce d'età e gusto (un altro limite del fumetto a mio parere) ...un po' ne ho nominati descrivendo il mio "processo artistico".
L'artista che preferisco e sto studiando al momento è Will Eisner. Nonostante sia opinione comune che era un innovatore, ho la forte impressione che delle sue innovazioni sia stato accolto appena il 10% ...individuabili più o meno nell'introduzione della forma del graphic novel... Più che il suo segno o le sue storie mi interessa però il suo modo di intendere il fumetto, è uno dei pochi autori (il primo? l'unico?) che si sia fermato a ragionare sul fumetto come media, ma non solo semiologicamente come un McCloud ma cercando di formulare una specie di manifesto artistico che ne dirigesse l'evoluzione... Il fumetto cos'è, a cosa serve, come deve essere, cosa può raccontare...

A cura di © Ufficio stampa Tunué