Avatar: l'Avvento si avvicina!

Salvatore Taormina è un piccolo editore coraggioso, sfrontato e passionale. Coraggioso perché, attualmente, ci vuole una grande dose di questa qualità per intrufolarsi in un mercato come il nostro; sfrontato perché non basta il coraggio per andare avanti; passionale perché è solo l'amore per il fumetto, o per un certo tipo di fumetto, che lo ha portato ad acquisire le prime due doti.

di sergio_algozzino

Scavalcando qualsiasi regola commerciale, continua a sfornare serie su serie, vantando un parco autori numerosissimo, con una buona media del livello qualitativo. Inoltre, Salvatore rispetta profondamente ognuno degli autori che lavora per lui, e riesce a ricordarmi che qualche anno fa, prima di capire quale potenzialità poteva nascondere la macchina industriale dell'arte sequenziale, i fumetti in Italia erano fatti proprio così, forse un po' ingenuamente, ma fatti per essere fatti.


Claudio Stassi: Il Matto (Avatar 1) © 2005 Salvatore Taormina

Una serie come Than Dai (un tipico western alla vecchia maniera) non trova altre spiegazioni, se non la dichiarazione di intenti ufficiale di tutto quello che ho detto prima. Dunque, alla prossima fiera fermatevi un minuto al suo stand e guardate con un occhio meno smaliziato le sue proposte a fumetti, troverete molti disegnatori impegnati a realizzare qualche disegno da regalare al pubblico e sarete accolti da un Salvatore sempre pronto a mettervi a vostro agio.

E quest'anno, proprio durante l'annuale appuntamento con la fiera di Lucca, Salvatore presenterà al pubblico Avatar, miniserie avvolta da alcune deliziose tinte esoteriche, ideata da Rossana Baldanza (al suo debutto come sceneggiatrice), accompagnata da Claudio Stassi (disegnatore con esperienze in Eura, Hazard, già disegnatore per Cronaca di Topolinia, e adesso rapito dalla Le Lombarde belga) e da un nutrito gruppo di autori che conosco molto bene, dato che mi sono divertito a disegnarne le copertine.
Prontissima a partecipare, rivolgo qualche domanda alla creatrice.


Rossana Baldanza

Come è nata l'idea di Avatar?
L'idea di Avatar è nata una mattina di ferragosto, mentre tornavo da una nottata in spiaggia. Per tenerci svegli nella strada di ritorno, io e il mio amico Manlio Mattaliano ci siamo messi a parlare di una mia idea che vedeva come antagonista il mago satanista Aleister Crowley. La mia idea era quella di fare una commistione tra massoneria, esoterismo e complotti politici.


Sergio Algozzino: copertina Il Matto (Avatar 1) e Il Mondo (Avatar 0) © 2005 Salvatore Taormina

Di cosa parlerà?
La storia è incentrata su ciò che io chiamo Avvento. Una sorta di profezia di cui però non si sa niente. Questa profezia comunque riguarda qualcosa di apocalittico, così si sono formate una miriade di società segrete e associazioni religiose per proteggersi da ciò che avverrà quando si verificherà l'Avvento. Il governo inglese, per controllare questa situazione di anarchia, ha creato una sezione speciale dei servizi segreti inglesi che si chiama Avatar e che si occupa di crimini esoterici. In particolare, un'agente, Eva Campbell, si troverà pian piano a scoprire cosa è l'Avvento, chi ci sta dietro e... il resto forse è meglio leggerlo!

Quali sono state le tue fonti d'ispirazione?
Beh, sicuramente la vita di Crowley, che ho sempre trovato molto interessante. Era pazzo ma nella sua pazzia aveva trovato una contorta razionalità. Poi telefilm come Alias e X-files, che si basano su colpi di scena, complotti e verità relative e tradimenti. Alla fine il protagonista non sa nemmeno chi è veramente e se il vero traditore è lui stesso. E infine Internet, con i suoi racconti strani, il suo materiale infinito su Massoneria e volenterosi “Muratori”, simpaticissime e amichevoli Sette Sataniche, servizi segreti rassicuranti e deviati, Armi al kilo, etc…
Come potevo non sfornare un'idea così...


Francesco Bastianoni: Il Mondo (Avatar 0) © 2005 Salvatore Taormina

Di quanti numeri è composta la miniserie?
Sono 6 numeri più un numero 0 di presentazione della serie con una storia di 8 pagine disegnata da Francesco Bastianoni.

Parlaci dei disegnatori con cui hai lavorato.
Il nocciolo duro è rappresentato dai fumettari palermitani, miei amici con cui, oltre che lavorare, si esce, si fanno le mangiate, si va al cinema. Poi, se tra una lattina di lemonsoda, un cocktail e una costatina di carne si parla anche di idee o si disegna… si unisce il dilettevole al dilettevole: in primis, Claudio Stassi, che ha caratterizzato i personaggi e gli ambienti disegnando un ombroso e inquietante numero uno; Gianluca Gugliotta, mio collega al vecchio corso di fumetti, adesso sta pubblicando con l'Eura e ha disegnato un dinamico numero tre; Alessandro Bianco, esordiente, ma ha all'attivo numerose esperienze nell'animazione con la Grafimated, disegnerà uno schizzatissimo numero cinque; Roberto Di Salvo e Paola Antista, in coppia, realizzeranno sicuramente uno sicuramente spettacolare numero 6. Last but not least, tu sei l'autore delle suggestive copertine (risata).
La breve storia del numero 0 è stata disegnata da Francesco Bastianoni, con una lunga carriera in casa Bonelli per Nathan Never. Maurizio Campidelli è l'autore di un nebuloso e misterioso numero due, e, infine, Nicola Carpanelli, esordiente anche lui, sta disegnando un corposo e avventuroso numero 5.


Maurizio Campidelli: Il Mago (Avatar 2) © 2005 Salvatore Taormina

E' prevista una continuazione?
Beh, la mia storia non finisce con il numero 6, ci sono molti elementi lasciati in sospeso, ma il futuro, come sempre, dipende dalla quantità di lettori che premeranno sull'editore per farmi continuare la storia! Fatevi avanti!

Nel frattempo, stai lavorando a qualcos'altro?
Ho qualche progetto in cantiere, ma, appunto, sono ancora in cantiere e cercano un editore. A Lucca si vedrà…

Perché la scelta dei tarocchi per le copertine?
Crowley aveva disegnato dei tarocchi reinventando un po' il loro significato. Ho pensato poi che i vari tarocchi, in qualche modo, potevano ricollegarsi alla storia che volevo raccontare. Questa carte parlano di un cammino, una sorta di iniziazione che parte dal Matto (cioè colui che non sa) e arriva alla consapevolezza della verità con il Mondo. È la storia di Eva, e forse un po' di tutti gli eroi della narrazione: partono da un mondo ordinario, fatto di certezze e poi, dopo varie peripezie affrontate in un mondo straordinario e nuovo, scoprono che tutto quello in cui hanno creduto non esiste e allora vanno alla ricerca della verità.

Cosa ti piacerebbe scrivere?
Di tutto, basta che scriva cose interessanti! Mi piacerebbe cimentarmi anche con l'horror e con il comico. Sono agli inizi e ho voglia di provare tutte le strade per vedere quale è quella lastricata d'oro…anche io cerco qualcosa, cerco l'Eldorado della narrazione! Esisterà? Dove sarà?

Come credi che il fumetto possa riuscire ancora a raccontare qualcosa di nuovo?
Se ti guardi intorno e vedi le novità che ci circondano o i fatti di cronaca, avrai dei bellissimi argomenti di cui raccontare, senza correre il rischio che qualcuno lo abbia già fatto. Ma sono convinta che l'originalità nasce anche dal modo in cui si racconta. Girando su internet ho visto storie originalissime usate per giochi di ruolo e videogiochi. Ho visto il promo di un videogioco che rappresenta un vero e proprio film interattivo, in cui puoi decidere come agisce il personaggio e, se vuoi, gli puoi anche far prendere un caffè al bar. Per non parlare di telefilm come 24, assolutamente sperimentali. Il fumetto ha la possibilità di usare diverse tecniche, e ha le potenzialità per sperimentare, senza fare cose complicate o incomprensibili. In fondo l'idea e l'originalità possono essere paragonati all'uovo di Colombo, basta pensarci e aggiungerei, basta anche avere un editore a cui piacciono le sfide.

Ultimo fumetto letto con stupore?
Domu di Otomo. Un bel noir paranormale con disegni meravigliosi.


Sergio Algozzino: copertina L'Appeso (Avatar 4) © 2005 Salvatore Taormina

Organizzerete qualcosa di particolare a Lucca?
Venghino siori, venghino! Chi ci verrà a trovare allo stand di Cronaca di Topolinia sarà omaggiato di un bel disegno degli autori, della mia presenza che li permetterà di soddisfare le loro curiosità e poi chi verrà vedrà!

Ultimo film?
Romanzo Criminale di Michele Placido.


Logo dell'Avatar © 2005 Salvatore Taormina

Qual è il tuo metodo di scrittura?
Prima fase: ho una idea e inizio a buttarla sulla carta. Definisco i personaggi, l'idea, l'ambientazione. Per esempio, per Avatar avevo già l'idea della protagonista femminile (Eva Campbell), del suo nemico (Agenzia americana e Alexander Crow) e dell'ambientazione (Londra, Torino e San Francisco).
Seconda fase: in base al tema che dovrò affrontare, inizio a documentarmi. Mi fermo solo finché non inizio a nuotare nelle mie scartoffie. Per Avatar mi sono dovuta documentare su Esoterismo, Alchimia, Massoneria, Sette sataniche, Servizi segreti inglesi, armi, balistica.
Terza fase, la più lunga: scrivo e riscrivo il soggetto circa un milione di volte finché non mi convince del tutto.
Quarta fase: divido il soggetto in episodi cercando di trovare un buon inizio e una buona fine per ciascuno.
Quinta fase: la sceneggiatura. Anche questa viene riscritta un milione di volte, che scende a cinquantamila volte verso il sesto episodio perché inizi a capire i meccanismi e diventi un pochettino più brava. Nella sceneggiatura mi faccio una scaletta delle pagine dove prevedo cosa succede in ogni pagina per gestire i colpi di scena (che sono sempre nella pagina che si volta) o se ci sono doppie splash page.
Sesta fase: i dialoghi. Tasto dolente... cerco di appuntarmi frasi di film che mi piacciono o che sento per strada o che leggo in un libro o in un fumetto. Successivamente non li uso ma sono riuscita a entrare nel tipo di linguaggio che voglio usare. All'inizio sono logorroica, in pratica scrivo dialoghi che occupano l'intera vignetta coprendo del tutto i personaggi che parlano. Nella fase in cui mi arrivano le tavole complete, prima di passarle al letterista, rivedo tutto, a volte li riscrivo e soprattutto li taglio. Condito tutto con tanta, tantissima santa pazienza.

Ascolti musica mentre scrivi?
Quasi mai. La musica mi confonde le idee.

Come ti senti alla vigilia del debutto ufficiale?
Arrrghhh!!! Forse un po' nervosa...

In bocca al lupo a Rossana e un arrivederci allo stand di Cronaca di Topolinia durante la fiera di Lucca.
Sergio Algozzino

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