Mono, la nuova rivista di fumetti. Intervista ai curatori Algozzino e Rizzo
Come avevamo già annunciato, a Lucca Comics & Games farà il suo debutto Mono, la rivista di fumetti curata da Sergio Algozzino e Marco Rizzo. Mancano poco più di due mesi, il progetto è ultimato, i curatori stanno raccogliendo l'ultimo materiale, gli editori si preparano a dare risalto a questo nuovo prodotto editoriale e i lettori... be', per loro abbiamo preparato una serie di articoli speciali, per colmare, anche se di poco, l'attesa del primo numero.
![]() Mono n. 1 © Tunué |
Iniziamo con un'intervista a Marco Rizzo e Sergio Algozzino.
La prima domanda è presto fatta: come è nata l’idea di creare una rivista di fumetti?
Marco: È uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo! A parte gli scherzi, il progetto è nato nel modo migliore e più spontaneo: nelle chiacchierate notturne che io e Sergio, allora vicini di casa, facevamo al ritorno dalle nostre notti brave. Cercando di salvare il fumetto (ve l’ho detto che è uno sporco lavoro) abbiamo ipotizzato mille soluzioni, suggeritoci tante dritte, partorito tante idee: molte impraticabili, altre che come quella di Mono diventano una realtà. L’idea, in ogni caso, era di partire con un concept forte per una rivista, formato che adoriamo entrambi e che siamo convinti abbia ancora molto da dire.
Come e perché ha preso vita nelle vostre menti la creazione di una rivista come Mono, un universo organico e complesso che mette in raccordo fumetti, racconti, recensioni e quanto altro?
Sergio: Avendo a disposizione un'idea forte e caratteristica come questa, bastava far ruotare tutto attorno alla monotematicità, alla monopagina, la monorecensione... Rimane comunque una rivista di fumetti, le altre rubriche gli danno certamente forza, ma sapevamo fin dall'inizio che il nucleo principale sarebbe stato quello.
Qual è secondo voi la particolarità che differenzia, a livello concettuale più che tecnico, Mono dalle altre riviste?
S: Intanto siamo pienamente coscienti del fatto che ormai le riviste di fumetti non vendono più e non abbiamo la presunzione di ipotizzare una situazione diversa per Mono. Detto questo, ci interessava principalmente svecchiare un format che da troppi anni ormai ruota intorno quasi a un solo tipo di disegno e, di conseguenza, a uno stesso pubblico. In linea generale, vorremmo dimostrare che fare fumetto indipendente non significa per forza disegnare qualcosa di brutto e sporco, o di estremamente sofisticato, ma che anche un autore tipicamente disneyano o bonelliano può dire la sua al riguardo.
M: Non solo: Mono è un laboratorio, anzi una sfida, per questi autori che possono mettersi alla prova e/o mostrare al pubblico la loro versatilità. Inoltre, la possibilità di avere tanti autori in un solo numero ci permette di mettere al fianco di artisti affermati anche emergenti o esordienti assoluti, una cosa a cui tengo molto e che permetterà di fare scoprire tanti nuovi talenti.
Come pensate reagirà il pubblico?
M: Qualcuno resterà intimorito dalla quantità di firme. Qualcuno resterà spiazzato dal ritmo veloce. Qualcuno verrà trasportato dal turbine di emozioni e stili che conterrà Mono n. 1… Di certo nessuno, ne sono certo, resterà indifferente all’iniziativa. In ogni caso ci sono sei mesi tra un’uscita e l’altra per riprendersi psicologicamente!
Qual è stata la parte più difficile di questo percorso? E la soddisfazione più grande?
M: Credo che la parte più difficile sarà affrontare il pubblico, che è sempre esigente. Ma come dicevo prima, sono fiducioso. Piuttosto non è stato facilissimo mettere in ordine le tante idee nella fase iniziale, vedere cosa era fattibile e cosa no. Ma in quel caso c’era la molla dell’entusiasmo freschissimo. Sia chiaro, l’entusiasmo c’è ancora oggi, ma stiamo un po’ più coi piedi per terra e con alcune certezze davanti!
S: La parte più difficile è certamente questa intervista hehe. Scherzo. La parte più difficile è adesso, stiamo chiudendo il numero e ovviamente c'è un po’ di marasma, ma era prevedibile. Ho notato invece con piacere che tanti grandi professionisti si sono presi la briga di aggiornarmi continuamente sul loro lavoro per non farmi preoccupare, ringrazio comunque tutti gli autori che hanno partecipato al progetto, dimostrando passione e disponibilità.
Come vi siete divisi il lavoro?
M: Intanto abbiamo stilato insieme la lista degli autori da coinvolgere, che è il vero cuore della rivista. Poi sempre insieme abbiamo scelto l’impostazione dei redazionali, i cui dettagli sono stati stabiliti con l’editore e i redattori. Infine, Sergio ha continuato il filo diretto con gli autori mentre io mi sono dedicato principalmente ai testi. Riguardo le ragazze che ci ha fornito l’editore come personale sollazzo e incentivo al lavoro, io ho preso la bionda e lui la bruna.
Qualche anticipazione sulle tavole?
S: La copertina è di Roberto Baldazzini, all'interno troverete 34 MonoTavole e 4 MonoRacconti, nominare un autore rispetto a un altro significherebbe toglierlo dalla Torre di Babele stilistica ed esaltarlo. Basterà invece seguire periodicamente questo speciale: posteremo di volta in volta una vignetta di ogni tavola, un buon modo, credo, per incuriosire senza svelare troppo.
State già lavorando al numero due?
M: Sì, le idee per il secondo numero ci frullano in testa da quando abbiamo concepito il primo. Il tema sarà «Musica!» e sappiamo già che alcuni autori in particolare non potranno mancare, altri che non siamo riusciti a fare entrare nel primo ci saranno, così come nuovi emergenti ed esordienti e probabilmente tanta gente che si sta proponendo in queste settimane. Sarà interessante approfondire il rapporto tra musica e fumetto, una relazione che è più stretta di quanto si creda!
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