Sergio Badino, non solo uno sceneggiatore Disney
Sergio Badino ci racconta cosa significa essere uno sceneggiatore Disney, l'importanza - per la sua vita professionale e personale - di aver conosciuto Carlo Chendi e soprattutto il perché del suo libro: Conversazione con Carlo Chendi.
La copertina del volume © Silvia Ziche / Tunué |
Nel 2001 ero al secondo anno di un corso triennale alla Scuola del Fumetto di Milano. Vi andai per fare il disegnatore, ma grazie al mio insegnante di sceneggiatura Alberto Savini (sceneggiatore Disney e, lo seppi dopo, allievo di Carlo Chendi), mi appassionai sempre più alla scrittura. In quel periodo alla Disney cercavano nuovi autori e, dalla redazione di Topolino, domandarono ad Alberto di far scrivere qualche soggetto di prova agli allievi che reputava i più adatti. Alberto disse questa cosa a cinque o sei ragazzi, tra cui anch’io. Scrissi sei soggetti di prova, due dei quali una mattina mentre andavo in treno da Genova a Milano: li scrissi su un foglioe, con tutti gli scossoni del treno, erano davvero impresentabili! Non so proprio perché lessero anche quelli. Comunque, la redazione di Topolino organizzò una prima riunione in cui tutti i nostri soggetti vennero fatti a pezzi. Avevano ragione, erano terribili! Ci spronarono, però, a continuare. Qualcuno lo fece, qualcuno no. Io lo feci: di quel gruppetto sono rimasto il solo che ancora collabora con la Disney. Dopo quei soggetti presentai una serie di tavole autoconclusive grazie alle quali firmai il contratto. Poi mi approvarono i primi soggetti, iniziai a scrivere anche le storie “lunghe”, e così via.
Quando e come hai conosciuto Carlo Chendi?
L’ho conosciuto quello stesso anno, nel 2001. La prima volta me lo presentò Alberto Ghè, un amico e collega che adesso lavora a Julia nello studio di Giancarlo Berardi. Iniziai poi a frequentare lo studio di Carlo autonomamente, e la cosa mi fu facile per il fatto che già ero allievo di un suo discepolo, Alberto Savini! Sempre nello stesso anno iniziai a collaborare con Carlo alla Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, edizione “Natale a Fumetti”.
Per chi non lo conoscesse, prova a parlare, brevemente – lo so che ci sarebbe da scrivere un libro eh eh – di lui e della sua importanza per il mondo del fumetto.
Questi sono appunto alcuni dei motivi per cui ho deciso di scrivere il libro! Scherzi a parte, Carlo è un grande sceneggiatore, un gigante del mondo del fumetto che ha attraversato mezzo secolo con la sua professione, dal secondo dopoguerra a oggi. Oltre ad aver scritto pietre miliari nella storia del fumetto Disney, è stato tra i primi a dedicarsi completamente a questo mestiere, visto che molti lo facevano come secondo lavoro. La sua testimonianza sulla storia di questo mass medium è unica, anche perché ha conosciuto, è stato ed è amico di alcuni altri mostri sacri come Hugo Pratt, Benito Jacovitti, Carl Barks, Mort Walker, Floyd Gottfredson, Sergio Bonelli, Tiziano Sclavi, Alfredo Castelli, Giancarlo Berardi, Giorgio Cavazzano, Massimo De Vita… Devo continuare o è meglio se leggete direttamente il libro?!?
![]() Alberto Savini, Carlo Chendi e Sergio Badino |
Sono un grande appassionato di cinema e, tra le mie letture di qualche anno fa, ci sono stati i libri-intervista di François Truffaut ad Alfred Hitchcock (Il cinema secondo Hitchcock, Net) e di Peter Bogdanovich a Orson Welles (Io, Orson Welles, Baldini & Castoldi). Dopo qualche anno che frequentavo Carlo, quindi, conoscendo tutta la sua esperienza e professionalità e avendo ascoltato decine di suoi racconti e aneddoti sul comicdom italiano e internazionale, pensai che valesse la pena raccogliere tutto in un unico volume! Oltretutto, credo che una cosa del genere non sia mai stata fatta nel mondo del fumetto. Credo, eh!
Qual è l’aneddoto indimenticabile che ti è rimasto impresso tra i racconti di Carlo?
Sono tantissimi, mi metti in difficoltà! Forse tra i più divertenti vi sono quelli legati ai primi, pionieristici anni in cui Carlo e i suoi colleghi (Luciano Bottaro, Giorgio Rebuffi, Guido Scala, per citarne alcuni) iniziavano la loro professione. Nei primi anni Cinquanta, per esempio, Carlo collaborava con l’editore Renato Bianconi di Milano. Bianconi aveva la redazione della sua casa editrice in casa, teneva tutto il materiale in salotto, nella credenza, e Carlo, quando andava da lui, spesso doveva aspettare che lo zio ferroviere di Bianconi, che faceva i turni di notte, si svegliasse, perché dormiva nella poltrona-letto in salotto! Sono cose al giorno d’oggi inconcepibili – penso, ad esempio, a come sono le odierne redazioni Disney o Bonelli – ma danno un’idea precisa di come fosse lo spirito avventuroso di chi, a quei tempi, amava davvero questo lavoro e voleva farlo più di ogni altra cosa, al di là delle ristrettezze che il momento storico a volte imponeva. Il libro è pieno di episodi del genere!
E quale l’insegnamento più grande che uno sceneggiatore come Carlo Chendi dà ai suoi allievi o aspiranti tali?
Secondo me, per citare un altro grande autore allievo di Carlo, Giancarlo Berardi, la dignità della professione. È un mestiere in cui non si smette mai di apprendere, e che va affrontato con grande umiltà, tenendo sempre occhi e orecchie aperti, a 360 gradi. Ci vogliono tempo, passione e dedizione per imparare queste cose, per me non è stato – e non è – sempre facile.
Questo libro testimonia l’importanza di un personaggio e della sua creatività nel mondo del fumetto. Come giudichi oggi le storie attualmente prodotte e pubblicate?
Penso che ogni storia nuova sia una bene che arricchisce il panorama culturale mondiale. Mi piacerebbe ce ne fossero di più: spesso gli editori, soprattutto in Italia, non danno credito alle nuove firme e all’entusiasmo dei giovani. Anche questo l’ho imparato da Carlo: in passato, quando c’era vero talento, il bravo editore sapeva riconoscerlo e incoraggiarlo forse di più. Oggi, oltre a questo, sarebbe importante che gli autori fossero pagati adeguatamente e mai sfruttati: il nostro è un lavoro che si fa solo se c’è passione, ma è pur sempre un lavoro!
| Sergio Badino presenterà Conversazione con Carlo Chendi mercoledì 18 ottobre alle ore 18:00 presso la libreria Fnac di Genova. L'incontro sarà coordinato da Antonella Ferrara del Centro Artistico Art’Intorno. |


