Enrico Brizzi firma la prefazione di Bookcrossing

Enrico Brizzi, apprezzato autore della letteratura contemporanea italiana - tra i suoi successi: Jack Frusciante è uscito dal gruppo e Bastogne - eclettico musicista e appassionato di fumetti, ha firmato la prefazione di Bookcrossing, il nuovo graphic novel della Tunué.

Enrico Brizzi è nato a Nizza il 20 novembre 1974. La sua bibliografia completa comprende sei romanzi firmati da solo, un romanzo a mosaico scritto a quattro mani, una “autobiografia non autorizzata”, due racconti per scrittura e immagini e uno per bambini.


Enrico Brizzi
Ciao Enrico, cosa ti ha piacevolmente colpito di questo graphic novel?
Sono stato colpito con grande immediatezza dal piacevole contrasto fra il nitore del tratto e la disposizione dei personaggi nello spazio di Mauro Cao, e il taglio da evergreen per ragazzi della storia scritta da Luana Vergari, intessuta di rimandi e sottotrame. E poi, l’idea di un certo personaggio dei fumetti da vecchio è semplicemente geniale.

Il bookcrossing permette alle persone di scambiarsi libri, storie e avventure lungo il filo di un ipotetico viaggio... Ti è mai capitato di compilare il BCID, il codice che testimonia l'entrata di un volume nel circuito del bookcrossing?
Non l’ho mai fatto, ma l’idea che una mia storia possa circolare di mano in mano grazie al bookcrossing mi lusinga. Anche se niente può restituire l’emozione di trovarti seduto in treno insieme a una sconosciuta che legge il tuo ultimo libro senza la minima idea che l’autore - almeno quello esplicito - è vicinissimo.

Con Nessuno lo saprà - viaggio a piedi dall'Argentario al Conero hai creato un circuito di tour di letture-in-musica, rendendo il tuo libro itinerante, indipendentemente dalla scelta della tua casa editrice. Cosa ti ha spinto a fare questo tipo di esperimento? Vuoi raccontarci qualche incontro?
L’idea della collaborazione con Frida X si è presentata da sé. C’è questa band di amici bolognesi, metà dei quali conosci da mezza vita, e si è iniziato a jammare insieme in sala-prove. Loro prolungavano i giri dei pezzi che andavano scrivendo per il loro primo album e facevano spazio alla lettura, e io detonavo al microfono stralci delle bozze del romanzo non ancora pubblicato. Poiché ci divertivamo, abbiamo deciso di strutturare quelle serate da Visigoti ebbri, in una scaletta di dodici pezzi in grado di essere eseguita dal vivo, e il resto è facile da indovinare. Pensateci bene. Preferireste presentare il vostro ultimo romanzo - un romanzo che, badate bene, parla del camminare - seduti come stoccafissi dietro la scrivania di qualche libreria, o scalzi su un palco, accompagnati da chitarra, basso, batteria e tastiere?

Quanto ti influenza l'idea di viaggiare, i viaggi che hai già fatto, quelli che vorresti fare... A proposito, quali sono i viaggi che ti piacerebbe fare?
Più viaggio, più mi convinco dell’eccezionalità dell’Italia, e lo dico da persona che rimane affascinata da civiltà molto diverse dalla nostra. Abbiamo la fortuna di vivere in un paese dove i luoghi memorabili si trovano a poche ore di marcia uno dall’altro, e l’interno del Paese è ancora fitto di posti adatti per piantare una tenda. Quanto ai viaggi ancora da fare, sono un’infinità. Ma come si dice, per i camminatori l’importante non è il cammino. È camminare.

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