Luana Vergari e Mauro Cao: gli autori di Bookcrossing
Tunué continua per la collana «Prospero's Books» a pubblicare
i giovani talenti italiani. Dopo Davide Zamberlan con Intermezzi, a «Lucca
Comics and Games» edizione 2006 uscirà Bookcrossing,
graphic novel di 114 tavole a mezza tina bianco e nero, sceneggiato
da Luana Vergari e interamente disegnato da Mauro Cao,
con la prefazione dello scrittore Enrico Brizzi.
Abbiamo incontrato Luana e Mauro, per sapere l'origine e l'evoluzione di questo
romanzo a fumetti.
| Luana Vergari, romana, nel 2004 ha pubblicato, con Luca Genovese, Ely è là (Indy Press). È una dei numerosi autori coinvolti nel progetto selfcomics.com e scrive soggetti e sceneggiature per cartoons. Collabora con la rivista Dada (edizioni Artebambini), e ha scritto Il manuale delle fate (Teen edizioni), illustrato da Eleonora Bietoloni. |
![]() Bookcrossing © Tunué |
Mi ha sempre affascinato, come autore, l’ansia di possesso che si ha, o per lo meno che io avverto, verso le proprie storie. Certe volte c’è questo conflitto: da una parte il desiderio di raccontare, quindi la volontà di compiere un gesto molto generativo, e poi d’altra quella di controllare, di avere sempre il potere su quello che si è scritto, sul suo destino, su quello che gli altri ci leggono. La filosofia che è dietro al movimento del bookcrossing mi sembrava interessante: liberare un libro, liberare una storia, riconoscere ad altri la libertà di godere, per motivi diversi, della stessa storia. Ho voluto provare a scrivere una storia che tenesse conto di tutto ciò: la storia di un libro e della storia che racconta; la storia di come questo libro passa di mano in mano e la storia di coloro che leggono nel libro la propria storia.
Parlaci un po' dei personaggi...
Ci sono Alice e Nick: due bambini di undici anni alle prese con il primo innamoramento
della loro vita e con la vita tutta; c’è Thomas, un brillante ricercatore dell’osservatorio
di Palomar; Jane che nonostante l’età conserva ancora dei bellissimi capelli
rossi e un dono speciale; Sully, la figlia del direttore dell’Osservatorio,
che nasconde un segreto; Hans, il nonno di Nick, arrivato negli Stati Uniti
durante l’infanzia e che vorrebbe da anni scrivere un libro sulla seconda guerra
mondiale.
![]() Bookcrossing © Tunué |
Che tipo di impronta hai voluto dare alla storia?
Quando ho cominciato a pensare a Bookcrossing avevo solo due idee chiare
in testa: il desiderio di raccontare una storia corale e quello di raccontare
una storia sulle storie, sulla loro vita, sul loro destino sul rapporto che
hanno con chi le scrive ma soprattutto con chi le legge. Forse l’idea fondamentale
in realtà era soltanto una: persone diverse a contatto con la stessa storia.
Puoi spiegarci meglio?
Credo che ognuno di noi quando legga o ascolti una storia lo faccia in maniera
unica e irripetibile. Ognuno legge un racconto, così come gli accadimenti che
lo riguardano, sulla base della propria storia di vita, in relazione e in reazione
a essa. Lacan diceva che ogni volta che raccontiamo una storia in realtà diciamo
sempre noi stessi; ecco, penso che nel momento in cui incontriamo una
storia avvenga la stessa cosa.
A che tipo di pubblico ti sei rivolta?
Difficile rispondere... Questo non è stato un lavoro "su commissione"
quindi una volta tanto non c’erano target da rispettare e direttive generali
da seguire. Ho pensato di voler raccontare una storia, ovviamente che risultasse
interessante per il lettore e poi che fosse, almeno negli intenti, diretta a
chiunque ne fosse incuriosito e avesse voglia di leggerla. Poi è anche vero
che in Bookcrossing c’è un riferimento chiaro ed esplicito al mondo
del fumetto: dei rimandi continui (ovviamente non vi dirò quali per non rovinarvi
tutta la sorpresa) a un grande autore di fumetti, forse uno dei maggiori e sicuramente
fra i miei preferiti, ma non voleva essere una storia per appassionati. Credo
- lo spero - che la storia sia comunque leggibile e godibile anche per chi non
cogliesse in pieno questo aspetto o comunque, legittimamente, non ne sia interessato.
![]() Bookcrossing © Tunué |
Come è nata l'idea di presentare il lavoro con Mauro Cao?
Mauro mi è stato presentato da un comune amico editore: Michele Foschini; quando
ci siamo conosciuti lui aveva letto il soggetto di Bookcrossing e aveva
voglia di provare a disegnarlo; ho visto qualche suo schizzo dei personaggi
principali, poi abbiamo parlato un po’ riguardo alla scelta del come
e attraverso quale forma raccontare al meglio questa storia. Avevamo le stesse
idee e quindi il passo successivo è stato cercare qualcuno che volesse editare
la storia; dopo poco è appunto arrivata la Tunué che si è dimostrata coraggiosa
a voler produrre un graphic novel di più di cento tavole di due autori
italiani e ha dato definitivamente il via alla collaborazione fra me e Mauro.
Come avete portato avanti la realizzazione del fumetto?
Dopo il lavoro preliminare che io e Mauro abbiamo svolto praticamente insieme:
definizione dei personaggi, ambientazioni, divisione della storia in capitoli,
c’è stata una fase in cui, per un po’ abbiamo lavorato in maniera distinta,
io sceneggiavo e lui "cercava il segno" giusto per questa storia.
Ultimata la sceneggiatura è cominciato il lavoro vero e proprio per Mauro e
abbiamo ricominciato a collaborare a stretto contatto: dialoghi, matite, divisione
della tavola... Ci siamo confrontati su ogni singola scelta e più o meno quotidianamente
e in caso di disaccordo ne abbiamo discusso fino ad arrivare ad una soluzione
che soddisfacesse entrambi.
| Mauro Cao, romano, classe 1977, diplomato alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Ha collaborato con la Indy Press, con le edizioni Teen e con la Clitt per illustrazioni su libri scolastici. |
Ciao Mauro, raccontaci un po' della tua vita professionale.
Allora, ho sempre disegnato sin da molto piccolo, e malgrado fosse
sempre stata la cosa che amavo di più fare, fino ai quindici, sedici anni non
ho mai preso in considerazione che potesse diventare il mio lavoro. Raccontare
storie mi è sempre piaciuto, essendo un grande chiaccherone, quindi il fumetto
è stato per me il passo più naturale, ho unito la passione per il disegno a
quella della narrazione.
![]() Bookcrossing © Tunué |
Cosa hai pensato quando hai letto il soggetto Bookcrossing?
Il soggetto mi sconvolse un po', io mi consideravo e mi considero tutt'ora,
un disegnatore di storie per ragazzi. Non avevo mai pensato di realizzare una
storia con temi così forti e sopratutto con una narrazione tanto diversa dalla
mia. Naturalmente la storia di Bookcrossing mi piaceva e mi piace molto,
ma il primo sentimento fu quello di mettersi in gioco, cioè volevo realmente
vedere se ero in grado di illustrare qualcosa che non provenisse da me, e sopratutto
che fosse così lontano e diverso.
Come è nata la decisione di proporre la storia alla Tunué?
Io la Tunué la conosco praticamente da quando è nata. Dopo la fiera
di «Romacartoon» del 2005, ebbi la fortuna di vincere il concorso
«Martelive», e di conseguenza di avere la possibilità di propormi
alla casa editrice. Poco dopo lessi la linea editoriale e capii che Bookcrossing
era perfetta, visto le pubblicazioni che amate produrre. Ne parlai con Luana
e... il resto è storia.
![]() Bookcrossing © Tunué |
Raccontaci un po' della realizzazione del fumetto...
La creazione, o meglio la visualizzazione di ciò che Luana ha scritto è stata
molto complessa. Cominciai a disegnare i personaggi secondo le descrizioni e
man mano li mandavo a Luana. I personaggi ora presenti in Bookcrossing sono
il risultato di tanti e tanti bozzetti fatti. Ho cercato di guardarmi in giro,
fondamentalmente i loro visi e il loro aspetto si è visualizzato a poco a poco,
leggendo e rileggendo il soggetto, l'unica che mi ha messo in difficoltà è Jane.
Jane è un personaggio atipico e complesso, ma su di lei per ora non dirò niente
di più. Bookcrossing è una storia che ha tante emozioni al suo interno
e oltre ad avere un mistero, dei colpi di scena, presenta le situazioni da vari
punti di vista.
Hai utilizzato qualche tecnica particolare per la realizzazione di
Bookcrossing?
Inizialmente Bookcrossing doveva essere in bianco e nero, solo alcune
parti dovevano essere realizzate a mezzatinta. In seguito sia io che Luana abbiamo
optato per farlo tutto a mezzatinta. La cosa più importante per me è stata la
ricerca di un segno che riuscisse a far sposare bene il mio stile cartoon a
una storia che di "comico" non ha niente. Dopo lo storyboard, passavo
alle matite, in seguito le lucidavo e le coloravo a mano con le ecoline.
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