Badino e Cavazzano: Topolino e la leggenda dei robo-presidenti

Di prossima uscita una storia firmata Sergio Badino, disegnata da uno dei più grandi maestri Disney

di Davide Caci

Sul numero 2714 di Topolino sarà pubblicata Topolino e la leggenda dei robo-presidenti, storia di 32 tavole scritta da Sergio Badino. L’autore è affiancato, per la prima volta, da Giorgio Cavazzano, matita tra le più prestigiose del comicdom tutto. Segue una chiacchierata con lo sceneggiatore (e saggista) genovese, lodato anche da Sergio Bonelli, che ha firmato la prefazione del suo ultimo libro.
 
Caro Sergio, ti propongo di cominciare dal nucleo del nostro discorso. Topolino e la leggenda dei robo-presidenti: tre motivi per cui un lettore non dovrebbe perdersela…
Caro Davide… primo: per i disegni. Secondo: per il settimanale su cui è pubblicata. Terzo: per la trama ovviamente!

Schizzo della prima tavola - © Disney
Schizzo della prima tavola - © Disney
Che tu sia un grande appassionato di cinema non è una novità, e in questa storia hai inserito ancor più citazioni del solito. A partire da Intrigo Internazionale, di Alfred Hitchcock…

Sì, ma ci tengo a precisare che non sono riferimenti inseriti a forza. Sono venuti così, perché a mio giudizio stavano bene nel contesto. È chiaro che prima c’è sempre la trama, poi se si riesce a infilarci qualche divertissement come questi va bene, altrimenti va bene lo stesso! Spero possa essere una storia che sia i bambini sia gli adulti apprezzeranno.

… Ma anche gli agenti Zero-zero-Tip e Zero-zero-Tap ricordano qualcosa
Appunto, l’ho scritta nel periodo in cui ero stra-invaghito di 007 Casino Royale, l’ultimo film di James Bond. Infatti, nella seconda parte della storia, ho strizzato l’occhio alla mia pellicola preferita della serie con Sean Connery, Missione Goldfinger.

Studio di uno dei robot - © Disney
Studio di uno dei robot - © Disney
Nel tuo ultimo libro (Professione sceneggiatore, Tunué, 2007) spieghi ai lettori come generalmente nasce una storia, partendo dall’idea di base, il soggetto, e arrivando alla sceneggiatura. Proviamo ad applicare lo schema a questa storia: come ti è venuta l’idea di portare Topolino (e famiglia) fino a Monte Rushmore?

Dunque, l’idea come in molti altri casi, è venuta da un What if. Ovvero, mi sono chiesto, che cosa succederebbe se all’interno del Rushmore ci fossero quattro robot giganti con le sembianze dei presidenti scolpiti nella roccia?

Di sicuro è un pensiero figlio di diverse suggestioni, da Intrigo Internazionale anzitutto, a Team America, a Il Gigante di Ferro… Materiale che mi piace un sacco!

La sfida stava nel cercare di applicare il tutto in maniera idonea a un intreccio topolinoso, di quelli che piacciono a me però, non di quelli in cui Topolino viene chiamato da Basettoni per risolvere un problema. No, qui Topolino somiglia davvero a Cary Grant, ed è così che dovrebbe sempre essere a mio avviso, perché è così che il personaggio è nato: lui non cerca l’avventura, è l’avventura che lo trova e lo stana ovunque! In questo caso, per esempio, è in vacanza per rilassarsi con la famiglia e all’improvviso si trova catapultato – controvoglia – in un enorme casino!

Quanto è durata la stesura del soggetto? È stato un parto travagliato, o tutto è filato liscio?
Direi liscio. Non è venuto tutto subito, però: mi ero appuntato l’idea insieme a molte altre, e ogni tanto ci pensavo, senza però spaccarmici la testa. Dato che in un primo momento non trovavo la quadratura del cerchio, ho lasciato lo spunto nel cassetto per un po’, dedicandomi ad approfondirne altri che, nel frattempo, mi venivano meglio. L’idea mi piaceva molto, e non l’ho mai abbandonata: sono però passati diversi mesi da quando ho annotato lo spunto a quando ho scritto il soggetto. Mesi in cui ho lavorato ad altre storie, intendiamoci.

Il soggetto, poi, l’ho scritto in un’unica giornata, in auto, mentre aspettavo, tra un turno e l’altro, di andare a trovare mio padre che in quel momento si trovava in ospedale. Ora sta bene, è tutto ok!

In quanto tempo sei arrivato a una sceneggiatura che ti convincesse? Molte le correzioni in itinere?
No, il mio metodo di sceneggiatura è abbastanza collaudato, non faccio molte correzioni. I cambiamenti maggiori li applico in fase di soggetto: una volta approvato quello, sempre piuttosto dettagliato, la sceneggiatura viene quasi da sé.

Dalla sceneggiatura (che si può trovare, insieme al soggetto, sul tuo blog) si nota una dovizia di particolari nelle descrizioni – specialmente in alcune scene – e addirittura del materiale iconografico: hai reso la vita difficile al disegnatore…
Cerco di essere sempre sintetico nella stesura delle regie: se mi dilungo a volte è perché i dettagli di cui parlo sono importanti ai fini della trama. Quando, allo scorso Torino Comics, ho incontrato Cavazzano, a causa della laboriosità delle scene con i robot, mi ha praticamente maledetto! In maniera scherzosa (almeno spero!). Però so che la storia gli è piaciuta, tant’è vero che mi ha inviato una serie di schizzi a matita delle splash page e degli studi dei personaggi, rigorosamente autografati e dedicati, che ho subito appeso con orgoglio nel mio studio.

Circa il materiale iconografico, ho inserito delle immagini cercate su internet della casa progettata da Frank Lloyd Wright, che in Intrigo Internazionale è la base di James Mason. Ho scritto nella sceneggiatura che, se avesse voluto, il disegnatore avrebbe potuto riprodurre quella stessa casa come base di Macchia Nera. Senza obbligarlo, naturalmente, solo se l’idea fosse piaciuta anche a lui. Non sapevo ancora che il disegnatore sarebbe stato Cavazzano: poi, quando dalla redazione mi chiamarono per dirmi che non solo era lui, ma che aveva anche riprodotto la casa di Wright, ho esultato!

Inoltre avevo scritto, come riferimento per i robot giganti, di pensare al Gigante di Ferro: quando ho saputo che l’avrebbe disegnata Cavazzano, ho ricordato che quel film piace anche a lui, perché lo andai a trovare nel suo studio, anni fa, da studente, e notai che aveva un modellino del Gigante di Ferro in bella vista. Tutto tornava!

Bozzetto di tavola 10 - © Disney
Bozzetto di tavola 10 - © Disney
A meno di inediti, dati I.N.D.U.C.K.S. alla mano, questa è la tua prima storia con il personaggio di Macchia Nera: a giudicare dalla caratura del nome di colui che si è occupato del disegno, e dal risalto dato alla storia (copertina dedicata, a meno di sorprese dell’ultima ora), puoi adottare il machiavellico personaggio come tuo portafortuna personale, no?

Tra l’altro ci tengo a dire che su questo stesso Topolino la redazione ha deciso di ripubblicare Topolino e la memoria futura, storia il cui soggetto fu scritto da Enzo Biagi, poi sceneggiato da Alessandro Sisti e disegnato da Romano Scarpa. È un bell’omaggio al grande giornalista da poco scomparso, e sono fiero che la mia storia compaia insieme a questa sul settimanale.

Tornando a Macchia Nera, sì forse hai ragione! Il tutto sta nel trovare trame che possano andar bene per questo antagonista, ricordandosi sempre che è l’arcinemesi di Topolino, e non un cattivo qualunque. Macchia compare per minacciare seriamente il Topo, è un cattivo megalomane e i suoi piani sono sempre colossali, come quelli dei villain dei film di 007. Diciamo pure che Macchia Nera sta a Topolino come Mefisto e Xabaras stanno a Tex e a Dylan Dog. O come il prof. Moriarty sta a Sherlock Holmes!

Per concludere, una domanda che ogni fan vorrebbe sentirsi porre: che effetto fa vedere una propria storia disegnata da un mostro sacro? Grazie anche a nome di tutti i lettori di Komix.it, e in bocca al lupo per tutto!
Crepi! Grazie a te e a Komix. Eh, fa un gran bell’effetto e mi fa molto piacere, perché vuol dire che gli sforzi che ho fatto in questi anni per fare dei progressi sono stati riconosciuti anche dalla redazione, che di fatto decide a quali matite affidare le sceneggiature. Se poi pensi alla visita che feci a Cavazzano anni fa, da studente di scrittura… mai più allora avrei immaginato questo!


Professione sceneggiatore

Sergio Badino
Professione sceneggiatore

Dritte, trucchi e segreti del mestiere
Prefazione di Sergio Bonelli

Tunué, 2007 - Collana «Le virgole» n. 10
cm 10x15; pp. 112 + ill., ril.;
Euro 4,90

ISBN 978-88-89613-29-0

Professione sceneggiatore














Links correlati:
- Sito ufficiale di Sergio Badino
- Blog di Professione Sceneggiatore
- Sito di Topolino
- Progetto I.N.D.U.C.K.S.