Ciro Fanelli
L'arte sporca e asciutta di Fanelli
di Claudio Parentela
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Ciro Fanelli
Dov’è che vivi e lavori?
In provincia…a Fermignano, un paese ai piedi di Urbino
Quali sono le tue influenze?
Ho una buona cultura visiva, mia madre è una storica dell’arte e mio padre dipinge ed insegna discipline pittoriche, da piccoli io ed i miei fratelli in estate siamo stati portati in vacanza nei luoghi di villeggiatura più insensati, spesso al mare dove il mare era pessimo…questo perché al mattino mare ed al pomeriggio tutti in macchina per sperduti paesini a visitar chiesette cadenti per le ricerche dei miei genitori, a dieci anni in testa avevo già avuto un bombardamento visivo della storia dell’arte nazionale superiore a quello del più viaggiatore dei giapponesi…
Lo sport preferito mio e del maggiore dei miei fratelli in quelle occasioni era la ricerca all’interno della chiesa delle reliquie dei santi…ho visto più parti anatomiche smontate di un patologo…
Tutto il mio immaginario è influenzato da quella cultura visiva che mi son fatto in quegli anni e che solo ora, in parte, sto rielaborando.
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Tutto e niente, non ho mai creduto al concetto d’ispirazione dell’artista, all’illuminazione, anche se a volte avviene, magari mentre stai al gabinetto…penso più che sia un rielaborare mentalmente i propri interessi, le proprie esperienze: dalla musica, le letture, ciò che ci circonda, il lavoro degli altri…
Poi, innegabile è il fatto che generalmente, chi ha una certa propensione alla creatività ha un forte ego ed una buona concezione del proprio lavoro…a volte è il piacere del consenso a spingerci a farlo…
Sono un ottimo cuoco e mi definisco un narcisista del fornello, mi piace vedere gli altri che apprezzano quello che ho cucinato per loro…a volte anche questo può esser un motore per lavorar bene…
Come descriveresti la tua arte?
Sporca e asciutta
Qual è il media con cui preferisci lavorare (esprimerti)?
Non ho mai posto limiti tecnici al mio lavoro: dalla carta al monitor senza problemi…l’importante è non diventare schiavi del mezzo, per me un lavoro è buono quando guardandolo non riesco a capire come sia stato fatto (riferito alla tecnica).
Ci sono artisti (non solo cartoonists) contemporanei che ami?
Artisti, tanti…troppi…senza entrar in merito uno sterile elenco: Baj, Angeli, Boetti, Pascali, Giotto, Tilson, Schiele, Beuys, Dix, Pozzati, Fleck, Brus, Paladino.
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I tuoi attuali progetti?
Al momento continua la collaborazione con la casa editrice Nutrimenti per la quale illustro alcuni dei titoli di narrativa della collana Gog diretta da Leonardo Luccone; collaboro attivamente con Vincenzo Sparagna per Frigidaire ( finalmente ridistribuita in edicola, al momento allegata al quotidiano Liberazione); sono nella rosa di autori selezionati da Costantini per una nuova rivista di fumetti che uscirà a breve; porto avanti autonomamente una storia lunga su Van Gogh (un personaggio non in cerca d’autore ma di editore…).
Questi al momento son i progetti professionali, poi di progetti personali ne porto avanti tanti e spesso penso che la canonica giornata di ventiquattro ore sia troppo breve…
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Editorialmente su Lo straniero, su Frigidaire; per la Nutrimenti ho illustrato il romanzo di Jean Teulé O Verlaine; in questi giorni vedrà la luce il numero 6 di Lamette dove ho realizzato una storia su gli Psychic TV (l’intero numero è dedicato a gruppi musicali ed ogni autore ha raccontato a modo suo il preferito); ho fatto alcune tavole per un progetto ( a mio avviso geniale), di Corona e Filosa che si chiamerà Plagio e riunirà molti autori.
Di esposizioni vere e proprie ho partecipato al progetto LOOP che riunisce diversi autori italiani: di ciascuno di noi è stata prodotta una serigrafia, la mostra itinerante al momento è a Roma, precedentemente è stata a Milano e a Barcellona; in questi giorni ha preso avvio una mostra, sempre di autori italiani, alla quale partecipo: è un progetto sulla rappresentazione del Babau, adesso è a Manziana poi sarà a Roma per il Crack.
Qui in provincia, ho un piccolo collettivo assieme a degli amici, gli Sparvingle, con i quali organizzo e curo esposizioni, essendo diversi ci occupiamo un pò di tutto, dalla musica al video, dalle sculture alla pittura alla grafica…
Musica che ascolti...
Principalmente noise, a 15 anni son entrato in contatto con un certo genere musicale grazie ad una persona molto più grande di me…la cosa mi creò non pochi problemi, visto che a quell’età i rapporti si basano molto sulla musica e gli scambi musicali…i miei cd non li voleva nessuno: Throbbing Gristle, Psychic TV, Current 93, Coil, The Residents, Renaldo & The Loaf, Death in June, Devo, Nurse with wound, Diamanda Galas, Glenn Branca, Test Dept, Cabaret Voltaire…ma adoro anche i Pink Floyd e ascolto veramente di tutto…tranne Bob Marley e tutto il genere, quella è una delle poche cose (musicalmente parlando) che odio…
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Libri preferiti...
William Burroughs (per quanto sia più famoso tra chi non l’ha letto che tra chi l’ha letto), Martin Amis, Céline, DeLillo, Genet, Miller…i rari scritti di Bene, italiani uno su tutti Paolo Volponi: il suo Corporale è uno di quei testi che mi hanno cambiato la vita.
Poi, pure qui, veramente di tutto…ti ho solo citato alcuni di quei cattivi maestri che mi hanno influenzato.
Come vedi la scena dei comics in Italia?
Come professione attraverso la quale ti guadagni da vivere, male…
Esistono tanti altri lavori che potrebbe tranquillamente realizzare una scimmia ammaestrata (se non fosse per problemi legati agli ambientalisti e ai sindacati…) dove si guadagna molto di più senza appunto aver particolari doti…
Però, pubblicare con certe case editrici ti dà lustro ed un certo lustro ti porta ad aver maggior credibilità in tutti quei lavori dove la professionalità vien riconosciuta nel modo giusto
(economicamente parlando), dall’illustrazione alla pubblicità.
Principalmente mi occupo d’illustrazione (sono ancora molto legato alla pittura ), ma del fumetto mi piace il lato rock star dell’autore…e qui ritorna l’ego di cui ti parlavo prima…
Poi, c’è tutt’un sottobosco di autoproduzioni mal distribuite dove albergano grandissimi talenti, ma qui purtroppo torniamo al concetto di riviste intelligenti fatte da e per altre persone intelligenti…e finisce che si parlino gli uni con gli altri senza far alcuna delle grandi rivoluzioni che hanno negli intenti e senza creare in alcun modo forme di occupazione.
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Come sono in genere le reazioni al tuo lavoro?
Generalmente buone, so che devo ripulirmi ancora tanto, ma generalmente buone.
Probabilmente perché faccio cose fortemente mie e poco riconducibili ad altri autori.
Cos’è per te come artista la libertà?
Fare il lavoro che mi piace…per quasi cinque anni ho lavorato in uno studio, son riusciti a farmi odiare il lavoro, sia per la totale assenza di qualità, sia per i magnifici contratti che abbiamo in Italia…poi, quando ti rendi conto che fai un lavoro che non ti piace per comperare cose che non ti servono decidi di abbandonare e di buttarti a pieno per realizzar ciò che vorresti nella tua vita…
In questo son un amante del «fai ciò che vuoi» di Crowley. E in questa ricerca di libertà e felicità mi sto impegnando, al contrario di molti non la vedo così irraggiungibile.
I periodi in cui va bene mangi il pesce, in altri riso basmati in bianco…
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1. Se siete ancora in tempo fate studi tecnici e imparate un lavoro vero!
2. Non mi sento arrivato da poter dar certi consigli…in generale posso suggerire di leggere e leggere, ascoltar tanta musica, guardar tanti film, viaggiare, viaggiare, visitare mostre e musei e alla fine disegnare, disegnare e disegnare
I tuoi contatti...E-mail…links…
para-noise@libero.it
www.pornonichilista.blogspot.com
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