Nuovi fumetti per bambini

Carlo Panaro e Luciano Gatto, apprezzatissimi autori di fumetti, raccontano ai lettori di Komix.it la loro nuova avventura, approfondendo (dal loro esperto punto di vista) l’attuale situazione del fumetto italiano

di Davide Caci

1
Il mondo di Geo. © Panaro/Gatto
Carlo Panaro
e Luciano Gatto sono due nomi ben noti a chi sia abbia un minimo di dimestichezza con i fumetti Disney (che occupa buona parte della loro produzione), ma non solo... I due esperti autori si sono recentemente imbarcati in un nuovo progetto – ovvero la summa di sette progetti – inedito, attualmente in cerca di editore...

Carlo, Luciano, da quanto lavorate nel mondo del fumetto? 
Carlo Panaro: Ho incominciato nel 1985, contattando la redazione di Topolino, all’epoca Mondadori, ma in senso ampio si può dire, come un giorno commentò Gaudenzio Capelli (il primo direttore che ho incontrato collaborando per Topolino) che scrivo fumetti... dall’età di 7 anni! Non scherzo! Certo, erano lavori molto alla buona, nati per divertire mia sorella, ma con regolare trama, disegni e ballon realizzati da me! Praticamente facevo l’autore completo, con miei personaggi, senza neanche rendermene conto! 
Luciano Gatto: Poiché Carlo ha già dato la risposta, e lui conosce meglio l’inizio di questa sua avventura, rispondo dando la mia.
Ho conosciuto la possibilità di entrare nella produzione di fumetti da Luciano Capitanio, indirettamente, nell’anno 1955 ed essendo un appassionato lettore e disegnatore per diletto, soprattutto del mondo Disney, mi sono subito impegnato per cercare di apprendere qualcosa di questa tecnica.
Ebbi la fortunata circostanza di un amico che conosceva Romano Scarpa e mi aiutò a mettermi in contatto con lui, che mi nominò suo Primo Ripassatore nell’anno 1956.
Quasi contemporaneamente ebbi il primo incarico dal Direttore Renato Bianconi, Edizioni Il Ponte.

2
Carlo Panaro
La vostra produzione non si limita soltanto alla Disney, no? 
CP: Be’, attualmente, c’è molta crisi in giro ed il lavoro scarseggia un po’ dovunque. Negli anni passati, però, ho avuto anche altre collaborazioni. Dal 2000 al 2002 ho collaborato con iI Giornalino, scrivevo i testi per Zia Agatha, brevi gialli conditi con umorismo, oltre ad alcune storie libere, tra le quali quelle di Nick Denver, un detective del futuro di mia creazione. Per inciso, credo che, dopo alcuni anni di blocco, abbiano ripescato alcune mie sceneggiature inedite all’epoca. Purtroppo, ripeto, la collaborazione è durata soltanto tre anni o poco più.
Poi mi sono divertito a scrivere sceneggiature per Prezzemolo, il draghetto del Parco di Gardaland. Le ho firmate con uno pseudonimo per fare un regalo ai miei genitori... Anche questa testata, purtroppo, è chiusa da alcuni anni.
Del tutto gratis, ho anche inventato un personaggio per L’Isola che non c’è, un giornalino ideato e portato avanti da tanti giovani fumettisti pieni di sogni e di speranze, fra il 1996 ed il 1997. Un’esperienza che ebbe vita breve ed un personaggio, Big Suin, svanito nell’oblio. Peccato! 
LG: La mia produzione non è stata di sole storie disneyane ma ha spaziato in diverse direzioni del fumetto comico realizzando storie con i più diversi personaggi per l’Italia, gli USA, l’Inghilterra, la Germania, la Francia e la Danimarca.

3
Luciano Gatto
Recentemente avete creato, sul social network Facebook, un gruppo chiamato Nuovi Fumetti (per bambini). In cosa consiste questa iniziativa?
CP: Io e Luciano cerchiamo di proporre nuovi personaggi creati secondo il nostro stile narrativo/grafico. Si tratta di ben 6 serie, inedite, piuttosto eterogenee, nate apposta per i bambini.
Le storie sono volutamente brevi, 5/7 tavole, giusto per dare un’idea dei personaggi e del mondo in cui agiscono, vivono le loro avventure...
LG: Nuovi Fumetti per Bambini non è stato creato per Facebook, vi è solo approdato per evidenziare questa produzione sperando in un Editore che potesse notarla ed essere interessato al suo uso e sviluppo.
Il desiderio di cimentarmi nel fumetto anche con miei personaggi, lasciato dormire molti anni per i notevoli impegni che mi coinvolgevano, è da sempre presente. L’occasione di realizzare qualcosa deriva dal noto taglio della produzione disneyana che ci ha coinvolti un paio di anni fa lasciandoci molto tempo libero dall’impegno.
Allora lanciai l’idea di formare un gruppo, visto che il lavoro mancava a molti colleghi, che potesse preparare un progetto da presentare nel giro degli Editori, ma il solo interessato fu Carlo Panaro.
Insieme, telefonata dopo telefonata, discussione dopo discussione, riuscimmo pian piano a portare in porto un albo di 88 tavole che evidenziasse la nostra idea.

Quindi provate a diffondere, tramite il web, ampie preview di vostri nuovi lavori «in cerca di editore»... Cosa vi ha spinti a portare avanti questo tipo di iniziativa? 
CP: Complice la diminuzione del lavoro con la Disney, Luciano ed io abbiano ideato storie con nuovi personaggi. Abbiamo mandato qualcosa ad alcune case editrici ma i tempi erano lunghi e le risposte vaghe, tipo «Ottimi lavori! Se avremo bisogno vi terremo presenti». Così, per allargare la platea di potenziali editori e farci un po’ di pubblicità abbiamo pensato a Facebook, che offre la possibilità di mostrare il nostro progetto in tutto il mondo e dare maggiore visibilità ai nostri personaggi che, tra l’altro, stanno avendo riscontri molto positivi! 
LG: Certamente, non era possibile tenere questo prodotto nel cassetto, perciò abbiamo cercato vari modi per farlo conoscere.
L’esposizione, la divulgazione seppur parziale, la sua conoscenza può convincere qualcuno a valutarne le possibilità di dare qualcosa di diverso ai lettori di un certo target.

4
Allegro West. © Panaro/Gatto
Si tratta di fumetti di intrattenimento, ma allo stesso tempo educativi: penso ai vari «Conosciamo...»...
CP: Esattamente. Nelle nostre storie non esiste violenza, ma sono ricche di fantasia ed umorismo, ingredienti essenziali per fumetti destinati ai bambini. Poi, un giorno, durante una delle frequenti chiacchierate telefoniche con Luciano, è venuta l’idea di abbinare alle storie i vari «Conosciamo...» di cui io ho curato i testi e Luciano, ovviamente, le illustrazioni. Sai com’è, in questi casi l’idea parte da uno e poi l’altro l’arricchisce, o modifica...
LG: Per fare un buon prodotto non ci si può basare solo sul fumetto, bisognava inserire qualche diversità oltre ai disegni da colorare, giochi, ecc...
Una simpatica informazione su fatti, accadimenti, oggetti che fanno parte della nostra vita, ma che avendogli quotidianamente sotto gli occhi non riusciamo più a percepirli e/o a dare loro una semplice spiegazione se ci arriva qualche perché di bambini, mi è sembrata un’ottima trovata e l’abilità di Carlo l’ha valorizzata molto bene.

Conosciamo un po’ meglio i vostri nuovi lavori: come sono nati Marineland, Desi e Deri, Visitors, Il mondo di Geo, Allegro West e Amici?
CP: Il mondo di Geo è un’idea che avevo nel cassetto dal 1997. Si tratta di un mondo popolato da simpaticissimi e colorati solidi antropomorfi, mi sembrava un’idea molto originale ed accattivante, così, quando mi è capitato di leggere su Internet l’appello di Luciano che cercava soggettisti disposti a creare qualcosa con lui nel tempo (purtroppo) che ci restava libero dagli impegni con la Disney, ho colto la palla al balzo. È stata la prima serie realizzata in coppia, ideazione e testi miei, disegni (magnifici), colore, ecc. di Luciano che ha anche realizzato due brevi animazioni flash! Infatti questa serie sarebbe adattissima anche come cartone animato. Il riscontro su Facebook è stato notevole: molti ci chiedono dove comprare il giornalino con le storie di questi personaggi, altri fanno complimenti e vorrebbero vederli realizzati a cartoni animati... Guardare per credere!
Amici, invece, è stato realizzato interamente da Luciano che, però, mi ha chiesto di scrivere i testi per storie future.
Marineland, Visitors e l’Allegro West sono un po’ un misto di entrambi, Luciano aveva pensato i nomi delle serie e buttato giù una marea di personaggi. Io ho razionalizzato il tutto, sistemando i personaggi, aggiungendo o cambiando quelli esistenti, pensato i nomi di quasi tutti ed, ovviamente, scritto i testi.
Desi&Deri, invece, è un’altra ideazione mia, sia i personaggi, sia il mondo, sia la storia. Luciano ha rivestito il tutto graficamente... e benissimo! 
LG: Abbiamo voluto creare e presentare delle brevi storie con nuovi personaggi, luoghi situazioni e svolgimenti diversi per dare ai bambini la più ampia possibilità di trovare qualche serie di loro gradimento in una rivista che può inserirle a turno anche con altre serie da ideare.
Questo per dare diversità continua di lettura ed essendo le possibilità quasi infinite rinnovare di volta in volta la curiosità in un giornalino sempre nuovo.

Com’è cambiato il mondo del fumetto rispetto agli anni in cui avete esordito (fine anni Cinquanta per Luciano, metà anni Ottanta per Carlo)? 
CP: Ti dirò... nei primi anni ’80 c’erano ancora alcune pubblicazioni tipo Soldino, Felix, ecc, oltre al Giornalino e, se non sbaglio, Il Corriere dei Piccoli. In generale, quello che, secondo me, è cambiato, è lo stile dei fumetti, parlo per quelli che ho sempre amato e seguito, cioè i fumetti umoristici. C’era maggior spazio per la fantasia, forse a volte un po’ ingenua, ma più a misura di bambino. Oggi ai bambini di 7 anni viene già dato il telefonino e, mentre negli anni ’80, i più piccoli guardavano e collezionavano i Puffi, oggi navigano in rete. Mi sembrano molto più tecnologizzati e meno fantasiosi. In questo, il mondo dei fumetti è andato loro dietro...
LG: Dico, sinteticamente, che si è quasi totalmente volatilizzato.
C’erano testate a iosa, possibilità di lavoro per una miriade di persone. Di anno in anno le testate hanno cominciato a sparire ed ora siamo al risultato non ne rimane quasi nulla anche nel campo internazionale dei periodici.
Non so che prospettiva futura può avere chi ancora è presente in questa attività o vorrebbe farne parte.

In particolare, il mondo del fumetto umoristico sta vivendo un periodo non facile. Per non parlare del fumetto «per bambini», che è quasi morto, in Italia. Secondo voi perché è andata a finire così?  
CP: Ho già in parte anticipato la tua domanda. Sai, io penso che oggi gli editori preferiscano, molto più di ieri, seguire il nome e puntare su «personaggi sicuri», magari già famosi in TV. Questo è un male perché si toglie lo spazio a tanti autori che, come me e Luciano, hanno creatività ed esperienza, ma... in TV non ci sono arrivati!
Andando avanti così, a parte l’intramontabile Topolino, i bambini non troveranno altro, perciò spero che, magari leggendo questa intervista, qualche editore onesto e lungimirante si faccia avanti: i nostri lavori sono disponibili su Facebook nel gruppo Nuovi fumetti (per bambini) e sul sito di Luciano. Se qualcuno ha ancora voglia di regalare ai bambini un sogno a fumetti, noi siamo a disposizione!
Un caro saluto a tutti e grazie mille per l’ospitalità!
LG: È proprio questo il punto: per i più grandi qualcosa c’e nelle varie fumetterie, presenti in tutto il paese, lo stesso per i piccolissimi con qualcosa da colorare o vedere le figure. Per chi frequenta i primi anni delle elementari e dovrebbe imparare a leggere, anche divertendosi con i fumetti, quello comico in edicola rimane solamente il Disney.
Poter avere nell’infanzia diversi giornalini a fumetti mirati a questo target di lettori e a dare un aiuto alla loro fantasia non li aggancia, forse, a questo tipo di lettura per tutta la vita?
La diversità di scelta nel passato era una ricchezza e mi sono arrivate, inviate da persone di tutte le età, molte e-mail di rimpianto per quei tempi.
Perché è andata a finire così? Non lo so ma se la lettura dei fumetti non si inizia da bambini difficilmente lo si fa più avanti nel tempo.
Concludo dicendo, senza rimpianti, che il passato mi ha dato molte possibilità con il fumetto e sono pronto a dare e darò ancora storie di Nuovi Fumetti (per bambini), con o senza un Editore.
Ciao a tutti da Luciano Gatto.